Arroccato su un terrazzamento naturale il borgo astigiano di Bubbio

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La possibilità di scaricare su questo portale le nuove Linee guida per la conservazione e il recupero dell'architettura rurale e il paesaggio del Gal Borba, ha motivato la scelta di presentare, anche con pochi cenni storici, i 58 comuni facenti parte di questo territorio. In questo articolo parliamo di BUBBIO in provincia di Asti.

Il piccolo paesino di Bubbio si trova arroccato su un terrazzamento naturale dal quale si domina il corso della Bormida ed è costituito da vicoli scalinate suggestive ed angoli di pietra che sono testimonianza del suo antico passato.

Fu un antico territorio dei Liguri con piccoli agglomerati fortificati colonizzati successivamente dai romani.

Il toponimo deriverebbe da Bubius, un comandante romano al servizio del console Popilio Lenate che nel 173 a.C. cominciò la conquista dei territori e da Bivium per la posizione strategica tra le valli Bormida e Belbo. Le prime documentazioni storiche risalgono al 1142 periodo in cui Bubbio apparteneva a Bonifacio marchese di Cortemilia; nel XIII secolo passò nelle mani di Manfredo II di Saluzzo.

Questo fu un periodo molto importante come testimoniato da una pergamena datata 1300 nella quale si legge di un particolare piano edilizio con la costruzione della Via Magistra atta al passaggio dei carri. Altri documenti storici portano la data del 1305 per un atto di fedeltà al vescovo di Acqui Oddone; o del 1321 con riferimento ad un atto di donazione da parte della famiglia del Carretto di una piccola parte del territorio al marchese di Ceva. Nel XIV secolo Bubbio e la valle Bormida passarono nelle mani della casata del Monferrato come attesta un diploma del 1355 dell’imperatore Carlo IV di Lussemburgo.

Date fondamentali nella storia di Bubbio sono il 1435 in cui venne separato da Monastero Bormida ed il 1464 in cui la popolazione ottenne dalla casa di Monferrato uno statuto con le disposizioni anche penali sulla regolamentazione della vita degli abitanti.

Nel XVIII secolo tutta la vallata passò a Vittorio Amedeo II di Savoia aggregandosi al Piemonte.

La parte artistica di Bubbio non parte né dal suo castello signorile né dalla meravigliosa parrocchiale ma dalla già citata Via Maestra trecentesca verso la quale si affacciano le dimore storiche delle varie famiglie finemente affrescate ed abbellite da lavori in ferro battuto.

Dell'originario castello duecentesco oggi non resta praticamente più niente a causa della devastazione spagnola del 1639, l’unica struttura ancora originale è l’antica torre di ponente che serviva da postazione di controllo dei nemici. La parte residenziale in stile neo medievale venne ricostruita nel XIX secolo ed ha l'impronta di dimora signorile con vaste sale affrescate, saloni di rappresentanza ed un giardino all'italiana molto suggestivo perché ubicato a strapiombo sul fiume sottostante. Attualmente le cantine del castello ospitano un albergo ristorante il cui interno interamente voltato a mattoni ricrea un ambiente molto suggestivo che rievoca l'età medievale.

           

La Chiesa dell’Assunta risale al XVIII secolo e ha una forma esagonale con cappelle disposte a diagonale; in stile barocco piemontese è interamente con mattoni a vista. L’interno a pianta quasi esagonale è maestoso con un susseguirsi di cappelle; la sua struttura architettonica valorizza l’idea secentesca della chiesa come tempio e casa di Dio e come luogo di raduno dei fedeli. Ha una larga e lunga navata e tre altari compreso l’altare maggiore, uno di essi è dedicato alla Madonna Assunta in cielo, patrona della chiesa dal 1779. I pregevoli affreschi interni sono del pittore Morgari di Asti e rappresentano la tentazione di Gesù e Gesù sul monte degli ulivi. Particolarmente bello è anche il fonte battesimale in legno posto in una nicchia ed il maestoso organo in stile barocco.

Da ammirare troviamo anche la Casa Sizia elegante dimora del secolo scorso costruita con pietra viva ornamentata da un putto in terracotta collocato sopra il portale.

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