Consolidamento intonaci

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DESCRIZIONE

L’intervento può prevedere:

  • la riadesione di parti di intonaco distaccate dal supporto murario, ma ancora presenti in loco, mediante iniezioni di miscele e prodotti leganti;
  • il consolidamento di parti di intonaco che rischiano di distaccarsi o di andare incontro a progressiva erosione e asportazione;
  • il consolidamento superficiale e profondo di singole porzioni o intere superfici di intonaco, soggette a fenomeni di erosione, decoesione sfarinamento e perdita di consistenza e materiale.

Materiali

1 – per l’intervento di riadesione possono essere utilizzate resine epossidiche o acriliche, o altri prodotti disponibili sul mercato con analoghe caratteristiche. In alternativa possono essere impiegate boiacche di malta di calce aerea, eventualmente additivate con anti espansivi e anti ritiro per evitare che in fase di presa provochino ulteriori distacchi o che colmino completamente i vuoti presenti tra intonaco e muratura.

2 – per l’intervento di consolidamento possono essere usati materiali tradizionali, come il latte di calce o prodotti chimici come i silicati di etile, l’idrossido di bario, applicati a pennello, a spuzzo o a tampone.

Tecniche operative

La prima pulitura può essere eseguita meccanicamente mediante l’ausilio di spazzole a pelo più o meno rigido, in base alla tenacia del deposito da rimuovere, raschietti, spatole o scope.

L’azione meccanica può essere coadiuvata con l’uso di acqua nebulizzata non diretta sulla superficie ma lasciata agire per ricaduta e ruscellamento indiretto, per ammorbidire le sostanze da rimuovere.

Per depositi più coesi ed aderenti al supporto si possono impiegare impacchi di polpa di cellulosa o di argille assorbenti che aumentano il tempo di contatto dell’acqua con i depositi e, ammorbidendoli, ne favoriscono la rimozione per via meccanica.

La neutralizzazione di patine biologiche può essere ottenuta mediante sostanze biocida a largo spettro, stese a spruzzo, a pennello o a tampone.

Chiodi e cavi devono essere rimossi manualmente, evitando danni al supporto, impiegando tenaglie, pinze o seghetti, prevedendo il trattamento antiossidante della parti lasciate in situ e l’eventuale stuccatura della loro testa.

 

Raccomandazioni

Ogni operazione di pulitura deve essere graduabile (si deve poter controllare la sua intensità e la quantità di materia da rimuovere), selettiva (si deve poter scegliere cosa asportare e cosa lasciare) e, soprattutto, non dannosa per il supporto.

Ogni trattamento biocida deve essere eseguito nel rispetto delle norme a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

 

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Intervento di consolidamento intonaci

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Rif: A. B. Caldini – D. Bosia, L’edilizia rurale del GAL Borba: linee guida per il recupero

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