Nelle isole baleari le suggestive “Cuevas Drach “, le grotte del drago

Print Friendly, PDF & Email

La natura ci offre sempre palcoscenici meravigliosi da mozzafiato uno di questi è rappresentato dalle “cuevas drach” termine spagnolo per definire le grotte del drago un  complesso di grotte calcaree situate in Spagna, nella costa orientale dell’isola di Maiorca.

I primi reperti storici hanno messo in luce in questo territorio un insediamento tra l’età del bronzo e quella del ferro e secondo una leggenda esisteva un drago che proteggeva i tesori dei templari.

La prima documentazione storica risale al 1338 quando il governatore dell’isola mandò dei soldati nella grotta per cercare il tesoro dei templari che era scomparso. Nei secoli successivi le grotte furono osservate in maniera molto sommaria, solo alla fine del XIX secolo due speleologi si interessarono particolarmente a questo spettacolo della natura.

Nel 1880 il cartografo e speleologo M. F. Will si avventurò all’interno delle grotte realizzando una mappa attraverso l’aiuto della sua bussola; nel 1896 Alfred Martel, finanziato dall’arciduca d’Austria, scoprì altre cavità di questo infinito mondo sotterraneo.

Nuovi studi successivi hanno aggiornato una mappa topografica, che ha permesso nuove esplorazioni per studiare i meccanismi di formazione della cavità e le precipitazioni di origine carsica.

Ancora oggi si stanno effettuando ricerche per capire le variazioni climatiche nel corso delle ere geologiche e per osservare gli effetti delle acque termali che salivano in superficie attraverso le fessure del terreno.

La formazione delle rocce carbonifere, che caratterizzano queste rocce, hanno una datazione tra gli 11 ed i 5 milioni di anni fa, quando nell’area del Mediterraneo esisteva un clima molto più caldo a causa della presenza sui fondali del mare di accumuli di resti di coralli, conchiglie ed altri organismi marini. Le rocce sono costituite da minerali calcarei che, a causa dell’erosione della poggia che filtra all’interno dell’area, si dissolvono formando le varie cavità che ingrandendosi caratterizzano le sale ed i laghi della grotta.

Vengono anche a crearsi spettacoli meravigliosi della natura quali le stalattiti che dal soffitto scendono a formare un sottile cono e le stalagmiti che al contrario nascono dal suolo sotto l’effetto dello scioglimento delle stalattiti. Esistono anche formazioni particolari chiamate “stalattiti arborescenti” dovute allo scorrimento dell’acqua che forma un sottilissimo strato creando svariati colori a seconda della presenza di minerali che vengono trasportati nel terreno.

Tra gli ambienti che costituiscono la grotta del drago, il cui percorso è di circa un chilometro e duecento metri, troviamo:

  • Grotta Luigi Salvatore (d’Asburgo Lorena, l’arciduca che finanziò la spedizione di Martel del 1896) che ha una temperatura che si aggira sui 17/21 gradi centigradi ed un tasso di umidità che arriva a toccare il 90-95%.
  • Bagni di Diana, piccolo lago caratterizzato da un colore azzurro intenso delle sue acque.
  • La Bandiera una formazione a forma di parete che unisce molteplici colori dovuti alle infiltrazioni di alcuni minerali di differente composizione.
  • Monte Innevato una formazione di colore bianco a causa della presenza di carbonato di calcio che “filtra la pioggia attraverso le rocce”.
  • Canale Azzurro è il prolungamento del lago Martel , il più importante della grotta con una lunghezza di 170 metri ed una profondità tra i 4 ed i 12 metri. Ha una particolarità  di avere le sue acque salate come quelle del mare. Attorno è presente una cupola “moragues” con una acustica eccezionale che caratterizza un anfiteatro dal quale si può assistere ad un vero e proprio concerto di dieci minuti con un quartetto di musicisti che seduti sulle barche eseguono brani di Chopin e Mozart; inoltre vengono prodotti degli effetti di luce meravigliosi che sembrano il sorgere del sole sul lago. Un momento molto emozionante avvolto in una scenografia suggestiva.
  • Grotta dei Francesi dove la temperatura scende leggermente.

In conclusione possiamo sicuramente dire che l’uomo nei secoli ha creato capolavori come palazzi, chiese, quadri, sculture ma le bellezze che la natura ci regala lasciano nel cuore sentimenti straordinari di grandiosità che non si possono descrivere.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php