Difendere e conservare il nostro passaggio, una risorsa davvero preziosa

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Difendere e conservare il nostro passaggio, una risorsa davvero preziosa

Con il termine paesaggio si intende parlare non soltanto della morfologia e la geologia di un territorio più o meno ampio ma anche di tutte le componenti che in esso sono presenti.

La Regione Piemonte nella quale vivo è una realtà meravigliosa, ricca di straordinari paesaggi, ognuno dei quali è rappresentativo di culture e tradizioni proprie della vita contadina. Si parla di paesaggio montuoso alpino, collinare (nel torinese, nel Monferrato, nelle Langhe), pianeggiante (soprattutto nell’astigiano patria dei vigneti), naturale (laghi) e di paesaggio delle risaie (nel vercellese).                                                

La parte montuosa è la più suggestiva con fitti boschi e vallate solcate da torrenti e corsi d’acqua impetuosi circondati da vette alpine innevate, regno di una flora dai svariati colori e da una fauna ricca di emotività. È un territorio caratterizzato da linee infinite e forme maestose che danno un gusto selvaggio della natura. Il territorio collinare, il più ampio, spazia partendo dalla zona a ridosso del confine pedemontano, caratterizzato da paesaggi ricchi di colore e di vegetazione immersi nei meravigliosi laghi ai quali fanno da cornice ville, castelli con ampi parchi. Tra i luoghi più suggestivi da ammirare si segnala la Serra Morenica di Ivrea, la più grande e bella d’Europa con i suoi 20 Km di estensione; un rilievo di origine glaciale ricco di laghi naturali tra cui quello di Viverone, terzo lago più grande della regione. Da ammirare la collina del torinese bagnata dal Po e dai suoi affluenti con il suo fitto intreccio boschivo che continua nel Monferrato e nelle Langhe, zone nelle quali domina la cultura della vite, tra le varie dorsali regno anche di boschi e frutteti dove si possono ammirare varie forme di costruzioni abitative con tetti in lose testimonianza di antiche tradizioni contadine. Paesaggio molto particolare è quello della zona del vercellese dove la natura e l’agricoltura si uniscono alle immense distese delle risaie dove l’acqua invade i campi in un ordinato gioco di geometrie. Il Monte Rosa all’orizzonte con i suoi brillanti colori, rende questo scenario uno dei più singolari della regione; i cascinali che affiorano qua e là sono la testimonianza di una storia molto antica. Ai giorni nostri il senso delle tradizioni e dei costumi dei nostri avi, che per secoli ha caratterizzato i vari territori con le loro strutture architettoniche frutto di rispetto per la natura e per i materiali del luogo, ha lasciato spazio ad una mentalità turistica e speculativa che ha dato origine alla costruzione di edifici che sono un affronto per il territorio che li accoglie.                                                                    

Fino agli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, l’architettura e la natura procedevano con lo stesso criterio: strade disegnate seguendo la sinuosità del territorio, edifici costruiti con materiali del luogo (pietra e legno) e le stesse tecniche antiche, mantenendo quindi per ogni territorio la fisionomia e l'identità originarie. Successivamente la sola idea del guadagno ha stravolto i paesaggi con un continuo allontanamento dalle tradizioni locali; insediamenti industriali e commerciali sono dilagati a discapito del rispetto ambientale e paesaggistico. Fortunatamente in questi ultimi anni sia a livello locale che europeo, si sta cercando di correre ai ripari istituendo programmi architettonici e paesaggistici atti a progettare e restaurare edifici e strade in ottemperanza alle tradizioni, ai materiali e soprattutto rispettando la natura. Ogni luogo dovrà mantenere il più possibile la sua identità proprio nel rispetto del paesaggio; le linee guida dei G.A.L. e di altre organizzazioni devono essere seguite dagli addetti ai lavori che hanno il compito di mettere in risalto la peculiarità e le qualità più importanti del paesaggio anche nella realizzazione di forme architettoniche moderne. Alcune soluzioni per unire la natura alla tecnologia sono dettate dalla locazione di fabbriche ed industrie lontane dai centri abitati e dalla costruzione accanto ad esse di oasi di verde con alberi, viali, prati ed ampie zone attrezzate con panchine per rendere il luogo più vivibile.                                                                                                         

Un esempio di strada razionale nel rispetto del paesaggio possiamo ammirarla nella lunga serpentina a tornanti che conduce al Colle dell’Agnello in Val Varaita nel cuneese, con una meravigliosa vista panoramica sulle vette alpine e sulle vallate circostanti. In questo caso si è trovata una soluzione dettata dalla natura stessa e dalle caratteristiche del luogo. Inoltre anche per la pavimentazione stradale sono necessari studi accurati dei materiali più idonei da utilizzare, evitando l’asfalto che non è la migliore soluzione soprattutto per il deflusso delle acque; una risposta al problema potrebbe essere l’utilizzo della ghiaia con uno strato di pietrisco a scaglie oppure del laterizio in particolare nei centri abitati e nei nuclei storici. La speranza è che in futuro non si perda mai di vista la natura, il paesaggio e il gusto delle semplici cose.

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