L’importanza della campagna stratigrafica su intonaci e coloriture

Print Friendly, PDF & Email

Sempre più di frequente mi capita di vedere abitazioni storiche, anche di semplice edilizia rurale, trasformate da colori talvolta fluorescenti o compromesse per l'utilizzo di intonaci di cemento in luogo dei vecchi a base di calce. Il tema resta sempre all'ordine del giorno perchè nonostante le numerose pubblicazioni sull'argomento non è evidentemente ancora chiara l'importanza della campagna stratigrafica preliminare e propedeutica nella scelta degli intonaci e delle coloriture.

Cosa si intende per campagna stratigrafica e a cosa serve? La campagna stratigrafica serve ad individuare la successione di intonaci presenti su un manufatto e le relative coloriture è quindi un'operazione accurata che richiede operatori esperti e competenti. La scelta di un operatore specializzato, restauratore di beni culturali, è obbligata quando si interviene su un bene sottoposto a tutela mentre spesso è sottovalutata (o neppure considerata) quando si interviene sulla cosidetta "edilizia minore" dove il compito di analizzare gli intonaci e le vecchie coloriture è spesso affidata ad operatori poco esperti. Questo è un aspetto molto negativo in quanto la maggior parte delle nostre vecchie cascine erano rifinite con intonaci di calce e con tinte derivate dalle terre naturali perchè si ricorreva all'uso di prodotti ricavabili direttamente dal territorio. La campagna stratigrafica consente di conoscere quali erano i materiali originariamente impiegati nelle finiture e quali erano le originarie cromie e consente, in fase di recupero, di restituire al nostro manufatto un'immagine "sincera" e non deviata del suo aspetto originario.

Come si esegue una stratigrafia?  Durante le fasi di campagna stratigrafica sulla base del differente spessore, della consistenza granulometrica e delle diverse coloriture si individuano i diversi strati di intonaco che vanno segnalizzati, dal più antico al più recente, con numeri crescenti progressivi. L'intervento di tracciamento della stratigrafia è un'operazione manuale che richiede l'utilizzo del bisturi o, in presenza di strati molto tenaci, di strumenti specifici per il restauro (ablatore ad ultrasuoni). Il tassello stratigrafico che si ottiene deve essere pulito a secco e attraverso la sua lettura è possibile individuare la successione degli strati, delle cromie e degli apparati decorativi corrispondenti. Anche le coloriture devono essere segnalizzate questa volte con le lettere minuscole dell'alfabeto precedute dal numero dello strato di intonaco di appartenenza.

Sebbene apparentemente complicata questa procedura è di fatto piuttosto semplice ma richiede operatori competenti, troppo spesso infatti si sente dire che gli intonaci vecchi non sono più recuperabili e che sicuramente intonaci nuovi dureranno di più eppure abbiamo moltissimi esempi di intonaci nuovi molto degradati e di intonaci storici ancora ben conservati, vale quindi la pena ragionarci su e, se necessario, valutare di cambiare gli operatori non i materiali!

Il mio suggerimento è, pertanto, quello di valutare sempre e in prima istanza la "conservazione" sia dei vecchi intonaci che delle vecchie coloriture e soltanto dopo di valutare altre ipotesi. In ogni caso se i vecchi intonaci erano di calce forse varrebbe la pena rifarli a base calce perchè quasi tutti gli edifici storici sono realizzati con pietre o mattoni e pertanto necessitano di prodotti traspiranti, escludendo l'uso del cemento che non possiede questa caratteristica.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php