Nel cuore del Parco delle Alpi Marittime il borgo di Sant’Anna di Valdieri

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Il parco naturale delle Alpi Marittime è un’area naturale protetta in territorio piemontese e confina col grande Parco Nazionale del Mercantour in Francia che conserva al suo interno la splendida Valle delle Meraviglie dove si possono ammirare oltre 40 mila incisioni rupestri.

Il parco delle Alpi Marittime è stato creato come “Parco naturale dell’Argentera “ e trae origine dalla riserva reale di caccia Valdieri-Entracque sorta nel 1857 per opera di Vittorio Emanuele II di Savoia. Nel 1995 nasce il parco naturale che comprende al suo interno la riserva naturale del Palanfrè e nel 2016 è stato unito al parco naturale del Marguareis, che comprende la Valle Pesio e Tanaro nella provincia di Cuneo ed il suo massiccio rappresenta una delle maggiori aree carsiche d’alta quota delle Alpi.

Il territorio del Parco Alpi Marittime è caratterizzato dall’alta Valle Gesso, l’alta Val Vermenagna e da alcuni valloni della Valle Stura di Demonte ed è racchiuso tra i 750 metri ed i 3297 metri costituiti dalla Vetta dell’Argentera.

Tra le attrattive del parco ritroviamo:

  • Colle delle Finestre(2474 metri) sulla via del sale fino al VI secolo esisteva un santuario dedicato alla Madonna dove i pellegrini potevano trovare ristoro.
  • Valle Gesso di Entracque con il lago della Piastra, bacino artificiale utilizzato per ricavare energia elettrica ed il lago della Rovina a 1535 metri formatosi a seguito di una grossa frana che bloccò il deflusso delle acque.
  • Sant’Anna di Valdieri, unico centro urbano abitato nel cuore del Parco, nella valle Gesso, un polmone verde ricco di flora e fauna.

Il borgo rurale di Sant’Anna nel periodo invernale è abitato soltanto da una ventina di persone e sopravvive forte del proprio passato identificato con la civiltà alpina che rivive nell’ecomuseo della segale, la quale ha rappresentato fino agli anni Cinquanta del secolo scorso un ottimo alimento per la produzione del pane, un buon aiuto nelle stalle per la costruzione delle lettiere per gli animali ed un ottimo materiale perché isolante e resistente nella costruzione dei tetti delle case.

Ospitato in un’antica osteria, luogo di ristoro e di sosta per i viandanti, il museo si snoda attraverso un percorso di recupero e valorizzazione culturale della vita in val Gesso, raccoglie al suo interno storie e tradizioni legate al mondo contadino, nel quale le case erano ricoperte di paglia e dove la vita sociale si svolgeva nelle stalle; inoltre si percepisce il forte legame che unisce l’uomo alla montagna.

Oltre alla storia della segale ed alla sua produzione, il museo fornisce un’importante testimonianza dell’uso di questo cereale nell’artigianato con la creazione di sedie, cesti, arnie per la produzione del miele, la carta paglia, i cappelli, gli oggetti imbottiti e perfino le cannucce per bere fatte con uno stelo di paglia ed infine la realizzazione di arredi ed altri vari oggetti.

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Nel borgo di Sant’Anna è conservata anche una chiesetta ad unica navata del XIX secolo che al suo  interno conserva quadri rappresentanti Bonifacio ed Amedeo IX di Savoia. Accanto alla chiesa si può ammirare una fontana in marmo fatta erigere nel 1905 da Vittorio Emanuele III. Da Sant’Anna si diramano vari percorsi e sentieri attraverso mulattiere e boschi di latifoglie dove sono ancora presenti varie abitazioni con tetti in paglia di segale ristrutturate dall’ente Parco.

Non molto lontano dal borgo di Sant’Anna sono presenti le antiche terme di Valdieri con acque sulfuree (solfato, cloruro, sodiche) ad una temperatura tra i 50 ed i 75 gradi; queste sorgenti calde erano conosciute già dal XVI secolo come si evince da un documento storico risalente al 1588 quando il comune di Valdieri fece costruire il primo stabilimento ad uso terapeutico. Nel 1755 Carlo Emanuele III di Savoia decise di utilizzare le terme ad uso personale e fece costruire un nuovo stabilimento chiamato “Il baraccone” per persone elitarie.

Nel XIX secolo una società di imprenditori banchieri torinesi acquistò le terme,  inizialmente venne costruita una strada di collegamento tra le terme e Sant’Anna di Valdieri, successivamente su progetto dell’ingegnere Bollati venne fatto erigere uno splendido impianto termale in stile neo rinascimentale alla moda.

Un’attrattiva naturalistica è rappresentata dal giardino botanico Valderia accanto alle terme che deve il suo nome alla viola Valderia, endemismo della valle Gesso scoperto nel XVIII secolo dal botanico Carlo Allioni. Nell’Ottocento questo luogo fresco in mezzo al verde chiamato giardino degli inglesi era utilizzato per passeggiate in relax tra le conifere e le latifoglie con il panorama tra le vette dell’Argentera e del monte Matto.

Nel 1990 l’ente parco ha trasformato il sito in giardino botanico, che ospita circa 500  specie localizzate nei vari ambienti del territorio delle Alpi Marittime dalle rocce calcaree agli abeti, dai ruscelli ai larici, dalle torbiere ai gias (nelle Alpi significava l’area dove era tenuto a riposo il bestiame). Questa molteplicità di ambienti rappresenta la peculiarità delle Alpi Marittime e Liguri definite centro principale di endemismi della catena alpina con la presenza di specie floristiche di estremo valore. Il giardino ospita un sentiero ad anello lungo 950 metri tra le varie specie che si possono ammirare.

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