Il simbolo della Città di Genova: la Lanterna

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La lanterna è il faro portuale del capoluogo ligure, indispensabile alla navigazione notturna di entrata ed uscita delle navi dal porto. Con i suoi 76 metri di altezza è il faro più alto del Mediterraneo ed il quinto al mondo; con lo storico scoglio su cui poggia raggiunge i 117 metri di altezza. La struttura attuale risale al 1543 ed è il terzo faro più antico del mondo dopo la Torre di Hercules in Spagna ed il faro di Kopu in un’isola estone. La collina su cui si erge la Lanterna era l’antico promontorio di San Benigno ed era circondata su tre lati dal mare; intorno agli anni Venti del secolo scorso la collina è stata rasa al suolo per lasciare spazio a nuovi insediamenti produttivi portuali. Negli stessi anni, lavori di ampliamento del porto hanno permesso la creazione di nuovi moli per cui la lanterna non è più direttamente sul mare. A livello architettonico è formata da una torre su due tronchi di sezione quadrata, costruita in pietra naturale dalle cave di Carignano, comune in provincia di Torino uno dei più ricchi ed antichi di testimonianze storiche. Secondo fonti non ufficiali, la prima torre risale ad epoca medievale (1128) ed è costituita da una struttura merlata a tre tronchi sovrapposti; purtroppo non si hanno riscontri ufficiali.La torre sorgeva sulla via di Francia, strada di collegamento col ponente della riviera ligure, nella zona del promontorio e della località costiera di Sampierdarena, che in epoca medievale e per alcuni secoli, è stata luogo di villeggiatura privilegiato caratterizzato dalla presenza di palazzi e ville nobiliari. Nel 1318 durante la guerra tra Guelfi e Ghibellini la torre fu danneggiata e si resero pertanto necessari lavori di consolidamento realizzati mediante la realizzazione di un fossato difensivo. Nel 1326 furono installate delle lanterne ad olio per le navi di ingresso alla città e con lo stesso scopo viene dipinto 14 anni dopo, lo stemma del comune di Genova. Nel XVI durante il dominio francese Re Luigi XII fece costruire, vicino alla lanterna, una fortificazione che ospitava la guarnigione dell’esercito; in quegli anni il faro fu gravemente danneggiato a causa della battaglia tra i dominanti francesi e la flotta genovese capitanata dall’ammiraglio Andrea Doria. Nel 1543, con finanziamenti del Banco di San Giorgio, il doge Andrea Centurione avviò i lavori di ricostruzione del simbolo della città ed il faro assunse l’aspetto attuale di stampo rinascimentale con la costruzione di una cupola con doghe in legno di rovere ricoperta con fogli di rame e piombo fermati da 600 chiodi di rame. Nel XVII secolo la Lanterna venne inglobata all’interno della cerchia muraria della città; nello stesso secolo, a causa di ripetuti danni causati da fulmini ed eventi bellici, furono inseriti tiranti ed avviati ulteriori lavori di consolidamento che hanno permesso di renderla più stabile e sicura. Nel 1841 viene inaugurato un nuovo impianto di illuminazione composto da una lanterna di quattro metri di diametro realizzata con studi di ottica all’avanguardia per cui le navi, anche in lontananza, potevano vedere una luce bianca molto intensa e a distanza superiore un bagliore ad intermittenza. Dopo la seconda guerra mondiale a causa dei bombardamenti, la lanterna viene sostituita, assieme al suo sistema di illuminazione; dal punto di vista architettonico i restauri non modificano la struttura esistente. Tra il 1995 ed il 2004 ulteriori lavori di restauro e riqualificazione al faro, alla fortificazione ed al parco urbano hanno reso visitabile la struttura.Nel 2004 ulteriori interventi di restauro hanno interessato i marmi della porta della cinta muraria secentesca ed il recupero delle fortificazioni con la costruzione di locali che dal 2006 ospitano il Museo della Lanterna il cui scopo è la rivalutazione dello spirito nobile della città con la testimonianza degli antichi legami con uno storico ed illustre passato.

 

 

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