Alba, tra tartufo e grandi fabbriche: la capitale creativa delle Langhe

Alba è il cuore delle Langhe e, dal 2017, Città Creativa UNESCO per la Gastronomia: qui la tradizione culinaria dialoga da sempre con la ricerca, dando vita a una cucina che rinnova piatti antichi senza snaturarli. Un territorio dove il tartufo bianco, protagonista della Fiera Internazionale, resta il simbolo di un sapere contadino trasmesso di generazione in generazione e di un equilibrio sottile tra uomo, bosco e paesaggio collinare.

La storia di Alba affonda le radici nel neolitico e attraversa epoche complesse: la città romana di Alba Pompeia, i saccheggi medievali, le lotte tra poteri nel Rinascimento, la stagione giacobina, la ricostruzione sabauda e il ruolo di “repubblica partigiana” durante la seconda guerra mondiale, raccontato da Beppe Fenoglio. Di questo lungo passato restano tracce nelle architetture: il palazzo comunale con affreschi e tavole rinascimentali, il Duomo di San Lorenzo in mattoni rossi, costruito sulle fondamenta di una chiesa dell’XI secolo e più volte restaurato, i caffè storici che hanno accolto scrittori e artisti del Novecento.

La città è anche un importante polo industriale: qui nascono la Ferrero, che ha trasformato il gianduiotto e la nocciola in un marchio globale del cioccolato, affiancando alla produzione un’intensa attività sociale e culturale, e il gruppo Miroglio, protagonista della moda femminile e, più recentemente, dell’acquisizione del marchio Trussardi. Accanto alle fabbriche, eventi come la Fiera del Tartufo e Vinum trasformano le vie del centro in una grande enoteca all’aperto, dove degustazioni, laboratori e corsi di cucina raccontano il legame tra vini, prodotti tipici e paesaggio UNESCO di Langhe, Roero e Monferrato.

Intorno alla città, infine, si snodano i percorsi fenogliani: una rete di sentieri che attraversa i luoghi narrati dallo scrittore e conduce tra colline, vigneti e borghi, con viste che spaziano fino al Monviso e al Monte Rosa, invitando a scoprire il territorio passo dopo passo, con lo stesso sguardo attento che attraversa le pagine dei suoi racconti.

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