Dronero: la porta della Valle Maira

Dronero è una piccola perla alle porte della Valle Maira con le Alpi Cozie che fanno da cornice ed il rumore dello scorrere del torrente Maira in sottofondo. E’ inoltre la base di un viaggio attraverso la storica cultura occitana ed attraverso la riscoperta delle antiche tradizioni legate alla figura dell’acciugaio di Dronero.

Le prime popolazioni nelle vallate delle Alpi Marittime erano di origine celto liguri con una propensione alla resistenza nei confronti dei romani, soltanto Augusto nel 14 A.C. con una campagna militare riuscì a sottometterli.

Il documento storico più antico che fa riferimento a Dronero è datato 1155 durante la vendita di alcuni stabili al Monastero di Staffarda.

Dronero conserva un notevole patrimonio architettonico di origine medievale con eleganti vie porticate e la presenza di monumenti, chiese e case nobiliari con finestre gotiche; la maggior parte delle antiche mura del XII secolo furono abbattute nella seconda metà del settecento, rimangono a testimonianza alcuni capitelli gotici, merli ed il famoso ponte vecchio detto del diavolo.

Il centro storico e il ponte del diavolo

Costruito nel 1428 sul torrente Maira, merlato ha la caratteristica di avere le tre arcate diseguali; quella maggiore ha un diametro di 27 metri. In origine esisteva un ponte levatoio sul pilastro dell’arcata minore come si evince da ritrovamenti sotto il manto stradale di un cardine di ferro.

Il cuore del centro storico è via Porticata con la presenza di portici e case storiche.

Tesori architettonici

Palazzo Allodi anche Valfrè di Bonzo del XV secolo con una elegante struttura architettonica che contraddistingue la raffinatezza della sua facciata e la bellezza degli interni caratteristica delle antiche dimore nobiliari piemontesi.

Palazzo Savio nel centro storico di origine tardo settecentesca: la famiglia di origine cuneese ebbe tra i suoi esponenti Pietro di professione “speziale” che a Dronero aprì una parafarmacia.

Con l’estinzione della famiglia, a causa della mancanza di eredi, la casa venne venduta e successivamente acquistata dal comune, attualmente è la sede del Civico Istituto Musicale.

Parrocchiale dei S.S. Andrea e Ponzio del XV secolo che sorge su una primitiva chiesa del XII secolo.

All’interno, caratterizzato da tre navate, si possono ammirare il prezioso organo del 1854 con 1602 canne, un’acquasantiera datata 1461, un crocifisso ligneo del XV secolo ed il sepolcro di Giovanni Caroli, notaio e benefattore esponente di una famiglia di spicco della borghesia dronerese vissuto tra il XVII ed il XVIII secolo, eseguito nel 1584.

Un reperto di “archeologia industriale” è rappresentato dal Mulino della Riviera che ha origine nel XV secolo dai monaci benedettini che vollero costruire un mulino ad acqua per la macinazione della farina. Nel corso dei secoli dalle iniziali due macine ne furono aggiunte diverse altre e venne ampliata la struttura con la costruzione del granaio e della casa per il mugnaio.

Dopo anni di abbandono la struttura venne acquistata nel 2002 dalla famiglia Cavanna per la produzione di pani e dolci; con il loro intervento di restauro e riqualificazione l’antico mulino è tornato a vivere per essere utilizzato nella macinazione a pietra di farine di alta qualità con un sistema di produzione che garantisce la tutela di biodiversità.

Cultura occitana ed itinerari nella natura

La cultura occitana è un’antica civiltà medievale caratterizzata dalla neolatina lingua d’oc utilizzata dai trovatori, poeti e musicisti del XII secolo.

La musica era una delle più importanti tradizioni ed era suonata da strumenti come la ghironda, una sorta di violino con i tasti, il violino e l’organetto che accompagnavano danze come il balet, il gigo e la bureo. Ancora oggi in questi territori la cultura occitana vive attraverso manifestazioni, rassegne musicali, festival che uniscono la modernità ad un antico legame di usanze che hanno fortemente unito queste terre di confine divise soltanto dall’arco alpino.

Da un punto di vista culturale-naturalistico nel 1990 è stato istituito un itinerario lungo 177 km. in 15 tappe i “Percorsi Occitani”; si tratta di vari camminamenti che vanno dai 600 ai 2700 mt.slm in luoghi suggestivi e selvaggi com’è la caratteristica della Valle Maira.

La valle Maira è uno dei territori che ha sempre rispettato il suo patrimonio naturalistico ed agricolo; le antiche borgate, i mulini storici e tutta l’arte medievale sono state conservate e restaurate in maniera sostenibile rispettando le originarie caratteristiche ed i materiali locali.

Tra i percorsi naturalistici più suggestivi c’è il “Sentiero dei Draghi” lungo 47 km. con un dislivello di 1900 mt. che unisce panorami mozzafiato con testimonianze della civiltà contadina che in queste terre è molto forte, così come il senso religioso come si evince dalle numerose cappelle votive.

Gastronomia

I droneresi sono dolci tipici caratterizzati da due meringhe croccanti che racchiudono un cuore morbido di cioccolato, rhum, gianduia o crema pasticcera.

Furono creati nel 1890 da Giuseppe Galletti, pasticcere e sindaco di Dronero, si possono considerare gli antenati dei cuneesi, nel 1905 la ricetta fu premiata con la medaglia d’oro all’esposizione internazionale di Torino.

La figura degli acciugai è legata alla storia delle zone montuose della vallata; a partire dalla metà dell’ottocento, attraverso la via del sale, gli acciugai con i loro carretti di legno raggiungevano la Liguria. Le acciughe acquistate venivano pulite, dissalate e conservate sotto sale pronte per essere mangiate nelle tavole locali o essere vendute ad altri mercati come Milano e Torino.

L’abilità di questi artigiani nella conservazione delle acciughe ha contribuito a valorizzare questo patrimonio gastronomico di elevato valore; ogni anno a giugno si svolge la “fiera degli acciugai” che è diventata un simbolo di tradizione che rappresenta per un territorio di montagna una vera particolarità. Attraverso la maestria e la capacità di lavorare questo tipo di pesce gli acciugai droneresi ebbero il monopolio del commercio in molte zone del nord Italia e la fiera rappresenta il proseguimento di questa tradizionale ricchezza apprezzata dai turisti che sostengono la comunità locale.

Curiosità della Val Maira

Foro Frumentario, inserito tra i luoghi del Fai, si tratta di una loggia del grano del XV secolo a pianta ottagonale che serviva come mercato coperto; ha la particolarità di avere l’interno decorato con motivi floreali sugli archi e con stemmi di famiglie saluzzesi da ornamento sui capitelli. Un esempio rarissimo conservato in ottime condizioni attraverso recenti lavori di restauro che hanno portato alla luce interessanti affreschi; nel 1989 l’originaria pavimentazione in ciottoli è stata cambiata con lastre di pietra.