Per il visitatore che entra all’interno del Duomo di Santa Maria Assunta ad Acqui Terme l’impatto visivo è molto scenografico poiché il colore “rappresenta un linguaggio teologico ed un mezzo per superare la penombra delle navate romanico-gotiche e delle cappelle barocche”.
La visita delle varie cappelle e degli affreschi medievali e rinascimentali di cui mi voglio occupare rappresentano un viaggio nel tempo guidati dalla luce e dal colore che va vissuto dal vivo specialmente con il variare della luce naturale durante il giorno. Nel tardo pomeriggio la luce che filtra dalle finestre risalta i toni caldi dell’ocra e fa accendere l’oro degli affreschi in modo completamente differente rispetto alla luce del mattino.
Come riuscivano i grandi maestri del passato a creare questa magica atmosfera, qual’era il loro segreto?
Con questo curioso percorso scopriremo insieme l’uso dei pigmenti ed i nascosti significati che si celano dietro i colori degli affreschi e delle pitture di questo gioiello dell’arte piemontese.

Cenni sulla tecnica ad affresco
La tecnica ad affresco era molto utilizzata sia nel medioevo che nel rinascimento anche se molto spesso era una sfida contro il tempo e la chimica poiché la scelta di stendere i pigmenti sull’intonaco ancora umido limitava la scelta dei materiali alla sola pietra l’unica in grado di legare meglio il colore.
La tecnica utilizzata dai pittori che hanno lavorato nella cattedrale di Acqui è quella “a buon fresco” che rappresenta la forma più pura della pittura murale. Il principio su cui si basa questa tecnica è un processo chimico naturale la carbonatazione che avviene in tre fasi:
- idratazione attraverso cui la pietra calcarea, composta da carbonato di calcio, viene cotta ottenendo la “calce viva” che successivamente viene bagnata diventando “calce spenta” usata per l’intonaco;
- esposizione momento nel quale il pittore stende i colori composti da pigmenti ed acqua sull’intonaco umido e la calce incomincia ad asciugarsi a contatto con l’aria;
- reazione quando la calce spenta con l’anidride carbonica si trasforma in carbonato di calcio creando una pellicola che attira i pigmenti in modo che il colore diventa parte integrante col muro stesso.
Abbiamo parlato di sfida contro il tempo perchè l’intonaco conserva la giusta umidità per la carbonatazione per circa 8/12 ore e contro la chimica perchè in tale tecnica del “buon fresco” non tutti i pigmenti sono compatibili con la calce, molto corrosiva, la quale a contatto con alcune sfumature ne altera la buona riuscita.
Quale era la tavolozza cromatica dei Maestri?
- blu oltremare rappresenta il colore del divino, il suo uso nella cattedrale deriva dall’azzurrite minerale di rame dalla tonalità blu cobalto e dal costosissimo lapislazzulo, pietra preziosa che si trova in giacimenti soprattutto in Afghanistan. Rappresenta la purezza della Vergine, la Divinità ed il Cielo
- oro che rappresenta la luce divina e l’incorruttibile. La foglia d’oro zecchino serviva a catapultare il fedele in una dimensione divina
- le terre ed i rossi che rappresentano il calore della tradizione locale.
Nella pittura piemontese vengono utilizzate l’ocra gialla, l’argilla ed il rosso sinopia per i disegni preparatori prima dell’applicazione del colore definitivo. L’uso dei colori dai toni caldi e terreni e del cinabro, minerale costituito da solfuro di mercurio, che caratterizzano le decorazioni delle volte e delle cappelle laterali rappresentavano il senso della passione, dell’umanità e della regalità.
Capolavoro di luce: il Trittico del Bermejo

All’interno del Duomo è conservato il trittico (pittura su tavola) realizzato dal pittore fiammingo Bartolomè Bermejo: si tratta di un’opera dove l’esaltazione della brillantezza cromatica è massima. I pigmenti utilizzati in questo capolavoro sono:
- blu dei lapislazzuli per il manto della Vergine dalla tonalità profonda e vellutata che ne esaltano la regalità della figura
- foglia d’oro che decora lo sfondo ed i dettagli delle aureole
- gialli di piombo e stagno che regalano una luce vibrante sulle trame dei tessuti
- lacca rossa (kermes) colorante di origine organica che crea ombreggiature traslucide nelle vesti dei Santi e nei tessuti damascati
- verde di resinato di rame usato per l’effetto naturalistico ed i paesaggi sullo sfondo con una precisione millimetrica tipica della scuola fiamminga.
Se visitate Acqui Terme non potete non programmare la visita del Duomo, un gioiello architettonico di gran pregio che conserva apparati decorativi pittorici e plastici di grande valore artistico.






