Il museo etnografico della civiltà contadina di Orsara Bormida nasce nel 1998 dall’idea di alcuni orsaresi dell’associazione Ursaria amici del museo con l’intento di far conoscere la vita del paese nell’Ottocento e nel primo Novecento.
E’ un viaggio nel tempo e nella memoria del mondo contadino attraverso oggetti, attrezzi, abiti, documenti e cimeli che suscitano interesse ed emozioni di tempi lontani. Il museo è sito all’interno del palazzo comunale nei locali dell’ex scuola elementare al secondo piano, offre visite guidate, varie attività didattiche per bambini con cacce al tesoro, giochi, mostre e manifestazioni per valorizzare il territorio e le sue tradizioni.
Attrezzi agricoli e storia di vita contadina
Il museo è diviso in aree tematiche con supporti video e audio per condurre il visitatore nella giusta atmosfera.
La prima sala si sviluppa su tre tematiche:
- emigrazione con il supporto di materiale come valigie di cartone, lettere, foto e diari degli emigrati soprattutto verso l’Argentina, un passaporto del 1875, vari documenti necessari per l’espatrio dell’archivio storico comunale.
- guerre con la presenza di bandiere risorgimentali e della grande guerra, elmetti, mantelle dei soldati, varie armi tra le quali moschetti, fucili, pistole d’ordinanza, baionette, mitragliatrici. Di particolare importanza il diario del fante Bernardo Zambado perito sul Carso nel 1915, la gamella utilizzata dai soldati per tenere caldo il cibo giunta dal Pasubio nelle Prealpi vicentine, un telefono da campo e maschere antigas.
- scuola esistente dal 1875 con banchi del primo novecento, una cattedra, la lavagna, quaderni, le prime radio, un microfono degli anni ’50. Tanti sono gli oggetti come cartelle di cartone, penne e pennini, calamai, libri, diapositive su vetro di argomento scientifico molto rare. Un angolo particolare è caratterizzato da meravigliosi paramenti della confraternita dei Battuti del XVII secolo, da messali del XIX secolo con copertine in madreperla e rosari.
Sono presenti collezioni particolari di abiti da sposa, velette, i famosi cappelli di “Borsalino” ed antichi corredi con tessuti ricamati a mano.
La seconda sala offre una rappresentazione della storia della casa e della vita contadina con il suo focolare attorno al quale gravitava l’ampia cucina dalle funzioni multiple per preparare i cibi per la famiglia, per il bucato, per confezionare abiti, come angolo per i bambini con giochi, culle e vasche da bagno in alluminio.
Si possono ammirare vari utensili costruiti con materiali diversi come posaterie, strumenti per l’igiene, per il riscaldamento, per il bucato; anche varie padelle, macchine da cucire,telai, caffettiere,lattiere,macchine per la pasta ed accendini.
L’ultima sezione è la sala dei mestieri con la storia del lavoro contadino raccontato dagli attrezzi esposti usati dai contadini, dai falegnami, dai fabbri alcuni ormai fuori uso tra essi macchine a stantuffo per lo zolfo ed il verderame in legno, seghe, falci e falcette e macchine tranciafieno.
Tra i macchinari più singolari:



- trebbiatrice a mano del 1803 per sgranare i cereali e separarli dalla paglia
- gigantesco mantice che serviva per il lavoro del fabbro assieme all’incudine e al martello. Era utilizzato per ravvivare il fuoco delle fucine fino a raggiungere alte temperature per lavorare meglio il ferro.
- Aratri anticamente in legno successivamente in legno e ferro per frantumare le zolle e preparare il terreno per le semine e le piantine.
- Bigoncia è un grande contenitore in legno sistemato su un carro a quattro ruote usato per la vendemmia con il trasporto dell’uva e per pigiarla prima del trasporto nelle botti per la fermentazione. Fu molto usato nel novecento.
- Erpice in legno ed in ferro è stata una macchina agricola trainata dai buoi che serviva dopo l’aratura per livellare il terreno e frantumare le zolle prima di interrare semi e concimi.
Informazioni per la visita:
Il museo è visitabile da aprile a dicembre ogni seconda domenica del mese dalle 16 alle 19 e nelle importanti festività quali Pasqua, Ferragosto, Ognissanti, il 25 aprile, il 1°maggio, il 2 giugno ed il 4 novembre. Le prenotazioni sono obbligatorie.






