Si sono ufficialmente conclusi oggi i lavori di restauro del campanile della Chiesa parrocchiale di San Michele. Si tratta del cosiddetto II lotto lavori che fa seguito all’intervento generale di recupero della chiesa con intervento di revisione generale della copertura e delle facciate esterne.
Subito dopo l’allestimento delle ponteggiature di servizio si è provveduto alla bonifica igienico‑sanitaria del sottotetto e del vano scala interno, fortemente compromessi dalla presenza di guano di piccione.
A completamento della fase di asporto è stata effettuata una disinfezione antibatterica delle superfici contro germi patogeni e saprofiti, mediante irrorazione di soluzioni a base di sali quaternari di ammonio, applicate con pompe a spalla; successivamente l’intera area è stata oggetto di ulteriore raccolta e rimozione del guano residuo tramite raschietti e scopette, con smaltimento e termodistruzione sia del materiale raccolto sia delle carcasse rinvenute. Le superfici sono state infine trattate con disinfettanti professionali registrati come presidi medico‑chirurgici, corredati dalle relative schede tecniche e di sicurezza, così da garantire il completo abbattimento della carica microbica.
In esito alla bonifica è stato posato l’impianto elettrico di dissuasione anti-volatili lungo il perimetro del coronamento e sulle pareti verticali, risultato determinante per impedire il rientro degli uccelli nei sottotetti e per la definitiva risoluzione della criticità igienico‑conservativa.
L’intervento in copertura, che versava in discreto stato di conservazione, si è limitato alla revisione generale del manto in coppi, con sostituzioni puntuali degli elementi rotti e integrazione delle staffe fermacoppi in rame mancanti, verificando in ogni caso la corretta stabilità e continuità del rivestimento.
La protezione delle parti maggiormente esposte agli agenti atmosferici è stata assicurata mediante posa in opera di fogli di lamiera di piombo sagomati in situ in corrispondenza delle aperture della cella campanaria, mentre, recependo il suggerimento della Restauratrice di Beni Culturali Francesca Regoli – che ha affiancato l’impresa nelle diverse fasi operative, come previsto dal nulla osta della Soprintendenza – sulle zone meno esposte si è optato per sigillature a base di malta di calce, non percepibili dal basso, pienamente reversibili e maggiormente compatibili con la muratura in laterizi.
Nel corso dei lavori si è inoltre proceduto alla sigillatura a calce del coronamento della muratura in corrispondenza dell’innesto con la copertura, avendo rilevato la presenza di una fessurazione perimetrale passante che consentiva l’ingresso nel sottotetto di piccoli volatili.

Come previsto in progetto in corrispondenza delle bifore della cella campanaria e del piano sottostante, laddove erano ancora conservati lacerti di intonaco neutro, è stato riproposto restituendo l’immagine storica del campanile. La coloritura originale è stata rintracciata in sito e riproposta dalla Restauratrice Regoli, previa campionatura.

Anche la scala lignea interna di salita al campanile e i solai in legno sono stati sottoposti a trattamento di pulitura e conservazione mediante applicazioni a tampone di olio cotto senza ricorrere a vernici o prodotti filmogeni più invasivi. Tale scelta risulta pienamente adeguata sia in relazione all’uso solo saltuario della scala, sia per la elevata compatibilità del prodotto con il legno storico: l’olio cotto consente di nutrire e saturare moderatamente le fibre, migliorando la resistenza allo sporco e all’umidità, mantenendo la naturale traspirazione del materiale e garantendo al tempo stesso la facilità di futura manutenzione, che potrà essere ripetuta con semplici ripassi periodici senza necessità di rimozione di strati preesistenti.

In ultimo, come richiesto nel nulla osta ai lavori, è stata realizzata la mitigazione visiva dell’esistente apertura sulla copertura del campanile mediante coloritura scura (ad imitazione della coloritura del manto esistente).






