Tornano i contributi per gli interventi di restauro dei beni vincolati privati

Con l'approvazione della legge di bilancio tornano e aggiungerei "finalmente" i contributi per la tutela degli edifici storici vincolati di proprietà privata.
Finalmente molti proprietari di beni e dimore storiche sparse sul territorio italiano potranno richiedere i contributi statali per la tutela degli edifici di valore storico-artistico (palazzi, ville, castelli, torri): sono previsti 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni a decorrere dal 2020 per gi interventi di restauro e manutenzione.
Che cosa era successo? Con la modifica apportata alla Legge di Stabilità 2013 era stata proprogata la sospensione all'istituto dei contributi statali ex artt. 35, 36 e 37 del D. Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii. Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio dalla data del 31/12/2015 (prima sospensione) "fino al pagamento dei contributi già concessi e non ancora erogati" , per questa ragione tutte le istanze regolarmente trasmesse (complete di tutti i documenti richiesti inclusi i certificati di regolare esecuzione rilasciati dall'ente di tutela) erano state dichiarate "irricevibili".
Nell'immediato occorrerà saldare tutte le pratiche arretrate (ma correttamente accolte perchè ricevute prima delle sospensioni) riattivando successivamente quanto stabilito dal Codice dei Beni Culturali sin dal lontano 2004, ossia la possibilità da parte del privato "che restaura secondo i canoni concertati con i funzionari degli enti di tutela" di beneficiare di un contributo (a fondo perduto) per le spese di restauro, conservazione, consolidamento, recupero.
Non bisogna dimenticare che i beni culturali di proprietà privata rappresentano una vasta porzione del patrimonio culturale italiano e meritano attenzione al pari dei beni di proprietà pubblica.
Il pregiudizio che molti privati hanno nei confronti del vincolo di tutela è "per certi versi" comprensibile (io ne incontro molti e tutti mi ripetono la stessa cosa) specie allorquando sono "obbligati" al rispetto di certe prescrizioni imposte dall'ente di tutela dal quale però non ricevono alcun aiuto.
Per questa ragione ritengo molto civile che il nostro Paese metta a disposizione fondi per quei soggetti privati "virtuosi" che avviano interventi di restauro conservativi evitando che i beni cadano in stato di abbandono, di degrado o decadimento totale. Situazioni queste ultime che richiederebbero (a posteriori) azioni di recupero certamente più costose o che in taluni casi potrebbero comportare la perdita irreversibile del bene.
Richiedi Ora una Consulenza Gratuita
Ultimi aggiornamenti clicca qui