L’arte del costume e dell’artigianato tessile in Valle Varaita

Print Friendly, PDF & Email

 

La Val Varaita è un luogo ricco di vegetazione, di ampi spazi che si estende per quasi sessanta chilometri da Costigliole Saluzzo al Colle dell'Agnello ad un’altezza di 2748 metri, valico che segna il confine tra il territorio italiano e francese.

Il tratto più alto della vallata, comprendente i comuni di Casteldelfino, Pontechianale e Bellino che costituiscono un'area di 192 chilometri quadrati detta la "Castellata", è decisamente il più caratteristico e ricco di tradizioni antiche legate ai mestieri, agli usi e ai costumi della vita durante i secoli passati.

Nella borgata di Chianale a 1800 metri è situato il museo del costume, ospitato in un’antica chiesa dei Padri Cappuccini operante tra il XVII ed il XVIII secolo; inaugurato nel 2008 dopo lunghi lavori di ristrutturazione, il museo conserva una ricca documentazione di costumi e prodotti dell'artigianato tessile della vallata.

L'abito femminile rappresentava l'appartenenza sia ad una cultura sociale che ad una precisa area territoriale, era uno strumento che indicava l'età, l'eventuale situazione di lutto oppure in riferimento al periodo dell'anno, i giorni di lavoro, le feste particolari e la domenica. In questi luoghi di montagna posti ad alta quota l'abbigliamento era molto importante: confezionato con un pesante panno scuro aveva un taglio originale con tre grandi pieghe che dalle spalle scendevano alle caviglie creando uno stile molto classico ed austero. Questo lungo abito a tronco di cono, secondo le tradizioni, aveva questi tre costoloni posteriori i quali possedevano un significato specifico, erano un richiamo ai tre comuni della già citata Castellata, le tre vallate adiacenti (Po, Varaita e Maira), le tre Persone della S.S. Trinità.

L'abbigliamento tipico femminile era costituito da una camicia di tela di canapa con un colletto a volte di pizzo, sulla quale veniva indossato un vestito privo di maniche con la sottana in mezzalana normalmente di colore chiaro; la scollatura invece era con colori vivaci spesso di tessuto di seta con ricami. Sopra questo vestiario veniva indossato l'abito di panno a tronco di cono; infine l'abbigliamento era completato dal grembiule dai colori vivaci, dal fazzoletto per le spalle, dalla cuffia ornata di pizzi fatti a mano, da un collare guarnito da un cuore e una croce e spesso da un nastro di seta.

L'abbigliamento maschile a differenza di quello femminile, non aveva una precisa e caratteristica identità però, grazie a testimonianze del secolo scorso, in grande maggioranza era composto da pantaloni al ginocchio normalmente di mezzalana stretti in vita da una fascia di lana lunga, giacche con le code e calze chiuse sotto il ginocchio a volte con nastri sottili. A seconda della borgata al corpo indossavano indumenti diversi: da maglie di lana dai colori chiari e bordi scuri a corpetti di vari tessuti in mezzalana con fasce dai colori vivaci fino ad arrivare a corpetti con maniche di maglia abbellito con decorazioni particolari di velluto nero o altro colore chiuse o con legacci o con bottoni.

La camicia di vario tessuto aveva colletto di cotone o privo alla coreana con arricciature sulle spalle ed altri ricami anche a pizzo quindi era un indumento molto più raffinato delle camicie femminili. Infine un lungo berretto di lana copriva il capo fino alle orecchie ed era ripiegato da un lato e terminava con un fiocco di lana.

Infine la calzatura costituita da tomaie ricavate da sottili modelli di legno che venivano annodate mediante un legaccio robusto anteriormente; la suola era costituita da una serie di strati sovrapposti di tela cuciti con accurato lavoro, per agevolare gli sforzi del lavoro veniva utilizzata una rudimentale macchina a manovella. Una curiosità anche i bottoni erano realizzati a mano con il filo oppure attraverso il metallo fuso fatto colare in speciali stampi.

Tornare al passato, ai costumi di queste vallate è un percorso meraviglioso nella tradizione per riscoprire ancora una volta come la vita scorresse tranquilla e dove anche le piccole cose avevano un valore inestimabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php