Nella città dei fiori la celebre tela di Andrea Pozzo raffigurante Francesco Borgia

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Nella città dei fiori la celebre tela di Andrea Pozzo raffigurante Francesco Borgia.

La città di Sanremo, famosa per i fiori e per il festival canoro, custodisce un piccolo gioiello che probabilmente non gode della fama che meriterebbe.

Nel suo centro storico si trova infatti l’edificio che la Compagnia di Gesù acquisì nel 1623 con il fine di aprire anche nella città rivierasca un collegio con annessa chiesa (i lavori di adattamento della residenza terminarono nel 1636, quelli della chiesa nel 1667). Il complesso risulta di particolare importanza non solo perché testimonia il forte impatto che i Gesuiti ebbero su questo centro del ponente ligure e sui nobili locali, ma anche per il fatto che all’interno della chiesa è conservata la tela di Andrea Pozzo raffigurante Francesco Borgia nel momento del suo ingresso ufficiale nell’ordine al cospetto di Ignazio di Loyola.

L’opera, come tutti i lavori ricollegabili alla produzione giovanile dell’artista trentino, è di complessa datazione: pesano, in questo caso specifico, le differenti opinioni della critica (la datazione tradizionale è agli anni 70 del Seicento ma recentemente è stato proposto di posticiparla almeno agli anni 80), il momento in cui le famiglie nobiliari acquisirono i patronati delle cappelle e i loro rapporti con l’ordine (l’opera si trova nella cappella edificata per volontà della famiglia Borea che, come la famiglia Palmaro proprietaria della cappella situata sul lato opposto della chiesa, era in stretti rapporti con i Gesuiti), l’impossibilità di stabilire con certezza i movimenti dell’artista e la presenza nel complesso, stando alle fonti, di un’altra tela del Pozzo andata poi perduta.

Appurate le difficoltà a stabilire una datazione certa ed un legame con la produzione ligure coeva, difficilmente riscontrabile con certezza a causa della brevità del soggiorno genovese dell’artista, l’aspetto su cui occorre soffermarsi è il soggetto prescelto dal Pozzo per quest’opera che si trova nella cappella dedicata a Sant’Ignazio di Loyola.

La tela, come già ricordato, raffigura l’ingresso di Francesco Borgia nella Compagnia di Gesù e costituisce un’assoluta novità iconografica poiché l’artista immagina che ciò sia avvenuto in Italia alla presenza di Ignazio di Loyola e non, come realmente accadde, ad Ognate, in Spagna, dove nel 1551 il nobile spagnolo prese l’abito religioso. Le cronache testimoniano che l’effettivo incontro con il fondatore dei Gesuiti si svolse in realtà l’anno precedente quando, in occasione dell’Anno Santo, il Borgia si recò a Roma per accordarsi con il Generale dell’Ordine circa il suo ingresso ufficiale nella Compagnia. All’epoca la sua adesione risultava tuttavia ancora segreta e infatti, al suo arrivo in Italia, egli si presentò alla nobiltà romana in abiti civili.

Nelle raffigurazioni pittoriche il nobile spagnolo, in questo contesto, viene dunque solitamente presentato con gli abiti propri della sua classe sociale di appartenenza mentre nella tela sanremese il Pozzo lo rappresenta anacronisticamente con una tunica molto simile a quella dei Gesuiti. Dietro all’insolita scelta di modificare la realtà storica degli eventi che segnarono la vita del nobile spagnolo si cela, probabilmente, la volontà di concretizzare il desiderio del Borgia di vestire l’abito gesuita a Roma, al cospetto del Loyola, dopo aver ottenuto il permesso da Carlo V di cedere tutti i suoi beni al figlio; un desiderio che non si sarebbe potuto realizzare, stando alle fonti, solamente a causa di un improvviso impedimento che lo costrinse a lasciare l’Italia immediatamente senza poter prima attendere l’arrivo dell’autorizzazione del sovrano. Il reale intento del Pozzo in quest’opera sarebbe stato dunque quello di celebrare il Borgia nobilitando il momento del suo ingresso nella Compagnia attraverso l’inserimento della figura del fondatore dell’Ordine.

La tela sanremese, insieme alle altre opere del Pozzo eseguite per Genova, permette di approfondire la conoscenza del processo creativo dell’artista trentino nel periodo giovanile della sua attività. I lavori realizzati in questa fase per le sedi liguri della Compagnia mostrano un artista impegnato ad individuare le corrette e più efficaci modalità per trasmettere la spiritualità gesuitica ai fedeli. Punto di partenza imprescindibile è naturalmente il costante riferimento ai programmi iconografici approvati dalla Compagnia, alle agiografie e ai testi devozionali sui quali si innesta però la creatività e la libertà del Pozzo.

Il frutto di questo scontro tra indipendenza dell’artista ed obbedienza alla Compagnia sono alcune originali soluzioni compositive che in taluni casi ottennero un grande successo, e furono quindi replicate nelle opere successive, mentre in altri furono accantonate.

In questo caso specifico il soggetto dell’opera, che nasce dunque da un’approfondita conoscenza delle agiografie e delle fonti letterarie ma che forse non si rivelò di immediata comprensione, fu replicato nella tela della Galleria Nazionale di Parma e nella Chiesa del Gesù di Frascati ma non nella Chiesa di Sant’Ignazio a Roma. Rimangono da sottolineare due elementi: l’angelo che regge il libro della Regola dell’Ordine (che si ricollega alla tela con il Borgia nel Gesù di Genova) e la presenza sull’altare alle spalle del Loyola dell’icona romana della Madonna con Bambino nota come Salus Populi Romani. Il Borgia nutriva una particolare devozione nei confronti di questa immagine sacra, che si riteneva essere l’autentico ritratto della Vergine dipinto da San Luca, ed ottenne il permesso da Pio V di farne realizzare una copia sotto il controllo del cardinale Carlo Borromeo.

Da questa furono poi realizzate innumerevoli repliche affidate ai missionari gesuiti affinché le utilizzassero, a dimostrazione dell’importanza delle immagini per l’Ordine e in particolare per il terzo Generale della Compagnia, come supporto per la loro attività.

 

 

 

Un pensiero su “Nella città dei fiori la celebre tela di Andrea Pozzo raffigurante Francesco Borgia

  • 2 Gennaio 2021 in 3:37 PM
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    mi dispiace non sia indicata chiaramente la Chiesa in cui si può ammirare

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