La riforma appalti salva ma ridimensiona le SOA

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La riforma appalti salva (ma ridimensiona) le SOA: imprese qualificate solo per importi oltre il milione di euro.

Si attende per il prossimo aprile il via alla riforma del Codice degli Appalti: nell’ultima versione del testo sono arrivati alcuni cambiamenti molto importanti.

  • Quello principale riguarda la qualificazione delle imprese: restano in vita le SOA anche se avranno un raggio d’azione minore rispetto a quello attuale: le attestazioni serviranno solo sopra il milione di euro, mentre al momento sono necessarie solo oltre i 150mila.
  •  Altra novità importante è lo stop alle gare al massimo ribasso, la scelta coniuga prezzo e qualità: nel nuovo testo sarà abbandonato il criterio del massimo ribasso, resterà solo per le gare di importo più basso, in favore dell’offerta economica più vantaggiosa che permette di valutare anche la qualità dell’offerta e le garanzie offerte in termini sociali e ambientali.
  • Altro dato importante riguarda la progettazione che assume un ruolo fondamentale e si articolerà in tre livelli: progetto di fattibilità, progetto definitivo e progetto esecutivo. Questo dovrebbe limitare il numero di varianti di progetti e l’aumento di costi e tempi.
  •  In merito al subappalto, si stabilisce che, quando la stazione appaltante lo preveda, andranno indicati a monte tre subappaltatori per ogni categoria di lavori da subaffidare. Il titolare dell’appalto si dovrà impegnare a garantire l’assenza di cause di esclusione e a sostituire le imprese prive dei requisiti di qualificazione. Così si evita che il subappalto diventi una giungla priva di controlli e si cerca di imbrigliarlo all’interno di confini precisi.

Molti aspetti sono al momento ancora aperti e probabilmente saranno sciolti solo all’ultimo minuto.


Estratto da: https:www.leggioggi.it >>> si precisa che il contenuto dell’articolo risale al 2016

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