A Felizzano (AL) stiamo per partire con il restauro della Chiesa cimiteriale di San Rocco
Anche questo cantiere di restauro è finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito dei programmi di tutela del patrimonio storico-artistico. La progettazione e direzione dei lavori è in capo alla sottoscritta mentre l’esecuzione dei lavori è affidata alla ditta Regoli Restauri, sotto la direzione della restauratrice Francesca Regoli.
Oggetto di intervento saranno gli intonaci interni ammalorati (soprattutto in corrispondenza della volta della navata destra e della zona basamentale) e una parte delle pitture murali absidali.
Gli interventi effettuati nel 2015
E’ bene ricordare che l’ultimo intervento organico di restauro sulla Chiesa di San Rocco, progettato e diretto dalla
sottoscritta, è stato ultimato nel 2015 (quindi circa 11 anni fa) e in quella occasione si era proceduto a un complesso insieme di opere volte a garantire in via prioritaria la sicurezza strutturale e la conservazione complessiva dell’edificio.
Nel 2015 l’intervento di restauro ha interessato:
- la copertura della chiesa e del campanile;
- la pavimentazione interna in cotto;
- gli intonaci cementizi applicati sia sulle superfici esterne di facciata sia all’interno che sono stati rimossi e sostituiti con nuovi intonaci a base di calce;
- il restauro delle pitture murali absidali che ha consentito di recuperare la leggibilità del patrimonio pittorico della chiesa.
Gli interventi in previsione nel 2026
Nonostante la qualità degli interventi eseguiti nel 2015, il particolare contesto geomorfologico e le condizioni microclimatiche dell’edificio hanno continuato a esercitare effetti degradanti nel tempo.
A distanza di undici anni, le principali criticità rilevate riguardano, da un lato, persistenti fenomeni di umidità di risalita capillare, con relativa formazione di sali solubili e patine alteranti, e, dall’altro, gli esiti di pregresse infiltrazioni dalle coperture (oggi risanate) che hanno compromesso, in alcuni punti, la coesione degli intonaci e delle cromie sulle volte interne. Il fenomeno dell’umidità di risalita interessa in modo particolarmente evidente la fascia basamentale della parete absidale che, in occasione del restauro del 2015, era stata intonacata – anziché lasciata a vista – per garantire una maggiore unitarietà di lettura: proprio questa porzione risulta oggi fortemente imbibita, con distacchi, efflorescenze saline e caduta di intonaco.
L’intervento ora in progetto si configura quindi come un’operazione di manutenzione programmata e di recupero conservativo, in continuità con il cantiere del 2015 ma con un focus mirato sulle porzioni maggiormente ammalorate della fabbrica. Le azioni previste riguardano, in sintesi, il risanamento conservativo degli intonaci e delle finiture interne interessati da umidità e sali, il trattamento e la bonifica delle aree soggette a patina biologica, la rimessa in pristino delle zone di volta danneggiate dalle pregresse infiltrazioni e, ove necessario, interventi puntuali di restauro sugli apparati decorativi. Tutte le lavorazioni sono riconducibili alla categoria OS2A “superfici decorate e beni immobili di interesse storico-artistico” e saranno eseguite esclusivamente da Restauratore di
Beni Culturali in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, nel pieno rispetto dei principi di compatibilità, reversibilità e minimo intervento.
Si tratta, a tutti gli effetti, di un intervento di recupero conservativo che mira a consolidare nel tempo i risultati ottenuti con il precedente restauro, attivando un percorso di manutenzione programmata coerente con quanto previsto dall’art. 29 del Codice dei Beni Culturali, che individua proprio nella manutenzione una delle attività fondamentali per la conservazione del patrimonio culturale.
Tale nuovo ciclo di interventi è reso possibile grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Dipartimento per le Opere Pubbliche e le Politiche abitative – ai sensi del Decreto Ministeriale n. 336/2025, emanato in attuazione dell’art. 1 della legge 14 marzo 1968 n.292. Proprio l’accesso a questo canale di finanziamento ha consentito alla Parrocchia di programmare un nuovo intervento di recupero conservativo sulla Chiesa di San Rocco, garantendo la prosecuzione del percorso di tutela e valorizzazione avviato con il cantiere del 2015.






