Una perla del Monferrato: l’abbazia di Santa Giustina a Sezzadio

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L'abbazia di Santa Giustina a Sezzadio si narra sia stata fondata dal Re longobardo Liutprando che nel 722 aveva sostato non molto lontano dall’attuale luogo dove sorge la struttura religiosa, mentre accompagnava la salma di Sant’Agostino da Genova a Pavia. Il Re era solito portare con sé le ceneri di Santa Giustina in un cofanetto di avorio; la leggenda narra che mentre Liutprando stava dormendo, il cofanetto si spostò e nella nuova posizione fu realizzata la splendida annazia. 

Nell’XI secolo come si legge nell’iscrizione del pavimento a mosaico della cripta, il marchese aleramico Otberto ricostruì l’edificio e vi introdusse i benedettini che vissero in questa sede fino al secolo XV.  Il periodo più florido di Santa Giustina fu la fine del XII secolo quando, con una bolla del Papa Celestino III l’Abbazia fu assoggettata alla giurisdizione della Santa Sede era il 7 aprile del 1192. Nel corso dei secoli le rendite andarono a varie congregazioni finché nel XIX secolo l’Abbazia passò all’Economato Regio perdendo il ruolo ecclesiale per essere trasformata in magazzino sia come deposito di scorte di grano che di attrezzi agricoli e carri.

L’antica struttura è a croce “commissa” ossia mancante del braccio sovrastante quindi a "T" con tre navate caratterizzate da ampi pilastri. Come per altre strutture ecclesiastiche della zona, l’Abbazia di Sezzadio è in stile protoromanico; la cripta invece ha una collocazione storica molto discussa. Un gruppo di storici la pone all’epoca della costruzione della chiesetta ad opera di Liutprando, altre fonti di pensiero all’XI secolo periodo di edificazione della basilica. Di grande pregio è il mosaico della pavimentazione con tasselli bianchi e neri a disegni geometrici.

Molto suggestivi ed importanti sono gli affreschi interni collocabili tra l’XI ed il XV secolo, i temi sono molto vari tra essi spiccano le corone sorrette da catenelle che simboleggiano la supremazia della Fede ed il trionfo della vita ultraterrena. Nell’abside centrale si nota un affresco del XV secolo rappresentante il Giudizio; purtroppo lo stato di conservazione della struttura permette di scorgere solo vari frammenti di più ampi affreschi che rappresentano la storia della Vergine Maria del XIV secolo sembrano rappresentazioni teatrali per la gestualità delle figure. Altre immagini raffigurano il Cristo in mandorla con i quattro Evangelisti, i quattro dottori della chiesa, Santi e profeti.

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