A confine tra la Langa astigiana ed albese il piccolo comune di Loazzolo

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A confine tra Langa astigiana (di cui fa parte) ed albese il piccolo Comune di Loazzolo

Loazzolo è un piccolo borgo dell'astigiano costituito da strettissime stradine e cinte murarie in pietra. La sua fama è anche legata alla produzione di un passito di Moscato vendemmia tardiva, vinificato ed imbottigliato (caso unico in italia) in un solo comune su una superficie inferiore a cinque ettari. Il dolce nettare che nasce su queste colline, beneficia di una lunga tradizione e si combina molto bene con i formaggi piccanti come per esempio la robiola caprina.

Loazzolo che oggi conta circa 350 abitanti era in epoca medievale un borgo isolato e selvaggio che con il tempo gli abitanti con il loro duro lavoro hanno trasformato in terrazzamenti coltivabili. Questo faticoso modellamento dei versanti collinari ricchi di tufo venne riconosciuto fino in epoca moderna con un editto del 1850 del ministro dell’agricoltura Camillo Benso di Cavour, il quale ricompensò i contadini del paese con uno scudo d’argento per ogni lotto abbattuto.

La storia di Loazzolo nasce con la stirpe di Aleramo, marchese del Monferrato e basso Piemonte per poi passare sotto il feudo dei Del Carretto e di Guglielmo di Busca. Dell'antico Castello, abbattuto nel XV secolo, rimangono soltanto i resti delle mura perimetrali. Nel XVI secolo Loazzolo passò agli Scarampi, nel XVIII secolo a casa Savoia seguendo le vicissitudini storiche di altri territori piemontesi; il suo territorio era caratterizzato da boschi di castagni, pini, noci, pioppi e querce.

La Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate

Nel centro del paese spicca la Chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Antonio Abate, affiancata dalla bella chiesa dei Disciplinati. L'inizio della sua edificazione risale presumibilmente alla fine del XV secolo, anche se la torre campanaria sembra essere antecedente. La sua attuale configurazione non corrisponde a quella originaria a causa delle modifiche apportate durante successivi restauri.Le pietre sono state in parte sostituite da mattoni, l'entrata, dapprima posta lateralmente, è stata poi collocata in facciata e infine di recente sono state tolte le balaustre ed è stato inserito un altare centrale in marmo rivolto verso i fedeli, nel cui sostegno vi è un pannello scolpito dallo scultore Salvatore Caldini al quale si deve anche la realizzazione del lunotto esterno di facciata posto al di sopra del portale d'entrata, eseguito in polvere di marmo. 

Loazzolo conserva l’abitazione dell’artista contemporaneo Riccardo Ranaboldo, pittore ed artigiano il quale, in questo luogo, trasformò una casa in pietra del centro storico in una bottega d’arte nella quale esponeva opere sia personali che di famosi artisti italiani e stranieri dell’epoca. Inoltre trasformò la sconsacrata Chiesa di San Francesco in un locale per mostre di artisti piemontesi e restaurò un locale trasformandolo in un atelier di artisti e studiosi organizzando mostre ed incontri culturali.

Loazzolo è uno dei 58 comuni del G.A.L. Borba in provincia di Asti, scarica da questo portale le nuove Linee guida per la conservazione e il recupero dell'architettura rurale e il paesaggio del Gal Borba.

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