La cultura dei materiali da costruzione nelle Langhe e Roero

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Le Langhe sono una storica regione piemontese tra le province di Asti e Cuneo e sono suddivise in: alta Langa zona compresa tra il Tanaro e l’Orba con altimetria fino ai 750mt. in cui dominano i boschi di nocciole; bassa Langa zona di pianura cisalpina tra Alba ed Acqui compresa tra il Tanaro ed il Belbo in cui dominano immensi filari di vite che si perdono a vista d’occhio nelle colline tra Barbaresco, Neive e Nebbiolo ed infine la Langa astigiana nella zona di Canelli con altimetria fino ad 850 mt.nel comune di Serole. Secondo alcuni storici il nome Langhe deriva dal celtico “land” che significa “Estensione di terra incolta e piena di boscaglie” secondo altri gruppi di pensiero deriverebbe dagli antichi abitanti della zona del Longese dal termine ligure “lanca” ossia “susseguirsi di colline”.

Il Roero è una regione in provincia di Cuneo situata nella parte nord orientale in cui dominano i calanchi e prende il nome dalla famiglia nobile che dal medioevo per parecchi secoli governò queste terre. Questi territori hanno un’ antica tradizione contadina ed una cultura agricola molto importante necessariamente legate alle proprie strutture sia abitative che da lavoro poste accanto o separate a seconda della tipologia del paesaggio e dal clima. In questo articolo voglio immergermi nel mondo dei materiali da costruzione che variano nelle diverse zone soprattutto seguendo una certa mentalità contadina legata alla migliore reperibilità dell’elemento evitando problematiche di trasporto ed all’aspetto climatico e logistico del luogo.

La pietra è senza dubbio il materiale più usato per la maggior parte delle costruzioni sia abitative che da lavoro, conosciuta come “pietra di Langa” composta da arenarie e marne argillose (rocce sedimentarie). Le arenarie sono anch’esse rocce sedimentarie stratificate molto tenere quindi facilmente frantumabile; vengono usate per lastre sottili e di piccola dimensione per la realizzazione delle coperture dei tetti.

La Marna, per la sua composizione di argilla e carbonato di calcio, è molto più resistente, può assumere diverse colorazioni in base al tipo di terreno della zona per questo varia dall’azzurro, come si può ammirare nel “tufo blu” fino all’ocra nella zone della Val Bormida per la presenza di ossidi di ferro.

Nell’alta langa l’impiego della pietra nasce da una concezione economico paesaggistica sia per sfruttare le risorse del luogo sia per salvaguardare una certa cultura della civiltà contadina nei vari secoli. La pietra era facilmente estraibile sia durante l’aratura dei campi, sia dai letti di torrenti e fiumi e sia dallo scavo stesso per la costruzione dei vari edifici. In alta Langa la pietra usata per la costruzione dei tetti veniva estratta dalle diverse cave presenti nel territorio. La pietra di Langa a vista era utilizzata per i muri di case, di stalle e depositi di attrezzi, per i muretti di sostegno dei terrazzamenti, per le coperture degli edifici, per le pavimentazioni e per i pozzi. Inoltre come materiale lavorabile è alla base anche per la costruzione di castelli, torri, chiese e cinte murarie; la pietra grezza oppure scolpita rappresenta una risorsa indispensabile di queste terre contadine e simboleggia la cultura rurale locale.

Altro materiale molto usato era il legno estratto dai boschi delle colline delle alte langhe, che hanno mantenuto il loro pregio a differenza delle zone più basse in cui il bosco è stato soppiantato dalle culture della vite e dai noccioleti. I legni più utilizzati erano quelli di quercia e di castagno, quest’ultimo usato per la realizzazione di serramenti, per le architravi di sottotetto, i terrazzi, i ballatoi ed anche per i solai ed i pavimenti; invece il legno di quercia serviva per la costruzione delle travi di colmo, necessarie per distribuire il carico del tetto tra le varie parti del muro perimetrale e gli elementi orizzontali come volte o solai. Il legno inoltre era indispensabile per i contadini per legare i vigneti o per costruire recinzioni oppure per i carpentieri per creare mobili di ciliegio, particolarmente usato anche per gli attrezzi da lavoro e zoccoli.

Di particolare pregio erano le decorazioni ad intaglio del legno che ornavano i portoni in noce oppure i cosiddetti “feston” chiamati in gergo dialettale i lambrecchini in legno di castagno erano rifiniture a frange dei tetti, delle grondaie e dei terrazzi ed avevano il compito di proteggere le travi dei sottotetti esterni dall’erosione dell’acqua piovana.

Non per ultimo il mattone in laterizio usato soprattutto per le murature delle abitazioni, per i fienili e per le tegole dei tetti e delle coperture in particolare modo nella bassa Langa e nel Roero. Il loro utilizzo risale al periodo romano, nel quale venivano preparati manualmente e successivamente cotti in forni.

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