l’Alta via del Sale: antico tracciato di alta quota nelle Alpi Marittime

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Lo scorso 29 giugno ha riaperto l’Alta via del Sale tra Limone Piemonte e Monesi: un antico tracciato di alta quota immerso nelle Alpi Marittime che si snoda tra i 1800 ed i 2100 metri su una preesistente strada militare.

Lungo i suoi 39 chilometri interamente sterrati si possono ammirare vedute mozzafiato e luoghi incantevoli come la suggestiva area delle carsene, gli ambienti alpini delle alpi Marittime e del parco delle alpi liguri, il meraviglioso bosco delle navette e le fortificazioni militari di fine ottocento; attualmente il percorso è utilizzato per trekking e mountain bike attraverso ambienti di importante interesse naturalistico.

La via, chiamata anche via Marenga ( via che porta al mare), è così detta per il fatto di essere stata un percorso di accesso al trasporto del prezioso minerale che per secoli a dorso di muli veniva portato attraverso le montagne verso le zone costiere della riviera ligure.

In età antica il sale era un bene prezioso per questo chiamato “oro bianco” era necessario per la conservazione dei cibi (formaggi, insaccati, carni e pesce) ma anche per la concia delle pelli e la tintura; spesso con l’olio, la lana e le pelli era oggetto di scambio con il vino ed altri prodotti dei versanti padani. Il suo commercio aveva assunto una grande importanza e Limone rappresentava un luogo di sosta per i traffici provenienti da Torino e Cuneo; in questa località avveniva il cambio delle bestie da soma e da traino e dei conducenti che poi proseguivano verso il Colle di Tenda, via di collegamento tra la pianura padana ed il mare.

Il primo riferimento storico della via risale al 1207 quindi pare essere tra le più antiche vie del sale, da essa si articolavano vie secondarie e sentieri che venivano utilizzati per deviare i carichi di sale verso le varie destinazioni.

Tra gli ambienti più suggestivi abbiamo:

  • l’area delle Carsene del Marguareis: un sedimento antichissimo di un altopiano di roccia calcarea permeabile all’acqua, la quale nei millenni ha scavato queste montagne dal cuore tenero” fino ad arrivare ad uno strato impermeabile sottostante dando vita ad uno dei luoghi più particolari di carsismo di alta quota d’Italia e d’Europa. È uno spettacolo con oltre cento grotte esplorate tra le quali la Poggiabella oltre 43 chilometri e la Labassa con 14 chilometri caratterizzato dalle forme dei pozzi a neve, voragini nella roccia calcarea profonde alcuni metri che si restringono con accumuli di neve. Altre forme caratteristiche sono le varie conche tra cui quelle delle carsene, frutto del lavoro nelle ultime glaciazioni; le doline, depressioni chiuse erbose o rocciose di  forma tonda  ed i lapiaz, scanalature della roccia solcate dall’acqua.
  • Il bosco delle navette esteso per circa mille ettari, si tratta del bosco di larice più a sud delle alpi italiane, anche se in questo territorio negli ultimi anni un lento processo evolutivo alle quote più basse sta sostituendo il larice con l’abete bianco ed il faggio, specie che meglio si adattano a bassa altitudine alle nuove condizioni climatiche con temperature estive elevate. I larici furono oggetto di drastici tagli commerciali dalla metà del secolo scorso, solo negli ultimi decenni la creazione del parco, il bosco è diventato riserva di caccia privata legata ai galliformi alpini; inoltre il bosco è stato tutelato diventando un intreccio di sentieri ad uso silvo-pastorale. Anticamente il legno da esso estratto serviva per la costruzione di barche e navi nella vicina Liguria. Il bosco è sito all’interno del parco del Marguareis tra le valli Pesio, Tanaro Briga alta; ha il suo cuore nel massiccio calcareo che ospita uno dei più importanti sistemi carsici d’Europa. È il regno di camosci, caprioli e galli forcello.
  • Assai interessante dal punto di vista storico è il percorso delle fortificazioni militari tra le più importanti:
  1. Forte centrale del Colle di Tenda, una massiccia costruzione in valle Roya a 600 metri dal Colle, edificata tra il 1881 ed il 1885 per difendere la parte italiana da eventuali attacchi francesi. Il forte, attualmente in territorio francese di Tende, è in pessimo stato di conservazione benché luogo di accesso per gli escursionisti lungo la linea spartiacque del Colle.
  2. Forte Pepino eretto con una forma ad angolo ottuso e cinto da un profondo fossato.
  3. Forte Margherita ,anch’esso circondato da un fossato, è racchiuso dai tre lati da poderose mura. Sono ancora visibili tracce dell’acquedotto che portava l’acqua da una sorgente posta a monte; attraverso un sentiero ci si arrampica per raggiungere il forte Pernante, un edificio a pianta trapezoidale. Anche in questa zona si possono scorgere i resti dell’acquedotto lungo alcuni chilometri di fronte alla carrozzabile che si dirige verso il suggestivo vallone dell’abisso.

Tra gli altri luoghi suggestivi della via del sale: la frazione di Casterino, base di partenza per le visite alla valle delle Meraviglie luogo di interesse archeologico per la presenza di incisioni rupestri; la capanna speleologica Alberto Morgantini, nella zona della conca delle carsene, di proprietà del C.A.I. di Cuneo inaugurata nel 1977, è ad uso del gruppo speleologi delle Alpi Marittime. Di splendore naturalistico la cascata del Saut in valle Pesio, si articola in due cascate separate di cui una con getto ridotto mentre la seconda più ampia formata dalle acque che scendono dal Marguareis che danno origine al torrente Pesio. Infine di valore storico architettonico la Certosa di Chiusa Pesio nel parco naturale del Marguareis già trattata in un articolo a parte. 


 

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