L’antica tradizione delle meridiane “testimoni silenti” dello scorrere del tempo

Print Friendly, PDF & Email

Dopo la visita al Museo della Meridiana di Genova, ho deciso di affrontare il tema di questa antica usanza di interpretare lo scandire del tempo dalle origini antiche. La meridiana o orologio solare è uno strumento di misurazione del tempo basato sulla posizione ed inclinazione dei raggi solari, l’ago della meridiana è chiamato “gnomone”  ed è l’asta attraverso cui tramite l’ombra proiettata sul quadrante si misura l’ora.

Le fonti storiche documentano che i primi strumenti di misura del tempo risalgono al 2670 a.C. e sono stati trovati in Cina, successivamente altre tracce di orologi solari sono state rintracciate presso i Babilonesi e gli Egizi; questi ultimi crearono gli obelischi, attraverso cui si calcolava il passare del tempo mediante l’ombra proiettata dal sole su una linea di riferimento sul terreno. Nel Museo egizio di Torino è conservato un frammento del cosiddetto “Merkhet” del XV secolo a.C., un orologio che aveva la forma di una “T” o di una “L” esprimendo il concetto di ora.                                      

Nell’antica Grecia, lo studioso Anassimandro calcolò il primo orologio solare attorno al 500 a.C.; la “Torre dei venti” di Atene del II secolo a.C. presentava quattro meridiane sulle quattro facciate che si illuminavano col passare delle ore dall’alba al tramonto. I Romani, come scrisse lo storico Vitruvio Pollione nel I secolo a.C., importarono dal vicino oriente l’arte delle meridiane e fu Ottaviano Augusto a realizzare un quadrante solare orizzontale nel Campo Marzio utilizzando proprio un obelisco egizio. In età medievale solo nelle comunità monastiche rimase intatta l’arte dell’orologio solare, poiché rappresentava lo scandire delle otto parti diurne e notturne dedicate alla recita delle preghiere. La costruzione di meridiane per uso civile venne ripresa in Francia verso la fine del Cinquecento, anno in cui nacque la corporazione dei “Cadraniers” voluta da Enrico III a Parigi.

Da un punto di vista tecnico la meridiana si compone di tre elementi: il “quadrante” su cui cadono i raggi solari, lo “gnomone” che è l’asta su cui convoglia il raggio di sole e la “demarcazione” ossia la proiezione delle orbite celesti che fornisce dati cronometrici ed astronomici e che ha generalmente la forma di una freccia rivolta verso il basso. Gli orologi solari indicano il tempo definito dalla rotazione terrestre per cui, a differenza di quelli meccanici, possono subire ritardi o anticipi periodici.

Nel ‘600 in Italia era adottato un uso delle ore cosiddetto “da campanile” in cui la ventiquattresima ora coincideva col crepuscolo in cui suonavano le campane delle chiese per annunciare l’ora dell’Ave Maria che significava la fine della giornata lavorativa. Durante la rivoluzione francese è stato introdotto l’uso dei quadranti dove le linee orarie avevano come riferimento la mezzanotte, con l’avvento dei treni e dei telegrafi è stata imposta l’uniformità dell’ora all’interno di ogni singola nazione prendendo come riferimento il meridiano astronomico del paese. In Italia dal 1866 è stato adottato come riferimento il meridiano di Monte Mario a Roma.     

Le meridiane solari rappresentando un patrimonio culturale di notevole interesse; per anni sono state l’unico punto di riferimento dello scandire le ore del giorno e insieme alle clessidre, agli orologi a sabbia e a quelli ad olio rappresentano una scienza antica di straordinario valore.           

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php