Un luogo incantato: la bellezza di Baia “la Pompei sommersa”

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Con la maggior parte dei miei articoli ho voluto valorizzare e far conoscere luoghi meravigliosi del territorio piemontese e ligure, ho anche incuriosito i lettori spaziando per altri lidi…….

Parlo per esempio dei monasteri delle Meteore in Grecia oppure delle particolari grotte del Drago in Spagna.

In questo caso rimango in Italia ma mi “immergo” nelle acque del golfo di Napoli portando alla luce un luogo di epoca romana a pochi chilometri da Pozzuoli che viene chiamato la “Pompei sommersa”: il suo nome è Baia.


Baia è un gioiello di epoca romana sulla costa di Napoli a pochi chilometri da Pozzuoli, sorta otto mila anni fa in una piccola insenatura di un cratere vulcanico.

Secondo il poeta Licofrone da Calcide la località deriverebbe dal toponimo Baois, il nocchiero di Ulisse, che in queste terre sarebbe stato sepolto come testimonierebbe una statua purtroppo mai ritrovata.

Di questo lussuoso centro residenziale e commerciale, ricco di ville patrizie ce ne parlano Svetonio, Seneca, Tacito e soprattutto il comandante della flotta imperiale romana di istanza a Miseno, Plinio il vecchio frequentatore delle rinomate terme dalle acque benefiche che sgorgavano dal sottosuolo con vapori bollenti e che venivano convogliate in saune scavate nella roccia.

Dal I secolo a.C. Baia è stato un luogo di villeggiatura dell’elite di Roma, non esistevano né fori, né mercati, né edifici pubblici e neppure templi, solo ville lussuose tra le quali quelle imperiali.

Dal III secolo d.C. tutto questo splendore cominciò ad inabissarsi a causa di importanti eventi brandisismici ovvero spostamenti del terreno con abbassamenti ed innalzamenti del livello del suolo causati dalla pressione della lava vulcanica e dalle solfatare.

Nel 2002 il ministero dell’ambiente e quello delle attività culturali hanno creato un’area marina protetta in unione ad un sito architettonico di immenso valore subacqueo: si parla di 177 ettari di strutture archeologiche che rappresentano un importante pezzo di storia antica di questa zona costiera napoletana ricca di ville, mosaici e marmi preziosi.

Tra le lussuose ville quella imperiale detta “Pausilypon” costruita dal ricco liberto Publio Pollione poi passata nelle mani di Augusto, che fu nominato erede di tutti i beni di Pollione. Tra gli ambienti di pregio oggi sotto il mare troviamo la sala nella quale spicca il ninfeo di Punta Epitaffio risalente al I secolo d.C. all’epoca del regno di Claudio, di struttura rettangolare la grande sala in marmo aveva al centro una enorme vasca e nelle pareti laterali erano presenti nicchie con altrettante statue. Era la sala per banchetti con l’abside rivestita da finta roccia a ricreare l’atmosfera di una grotta.

La scoperta del gruppo scultoreo avvenne nel 1969 oggi tali bellezze si possono ammirare all’interno del Castello aragonese di Baia dove ha sede il museo archeologico dei campi Flegrei mentre copie furono realizzate e collocate nel punto esatto del ritrovamento nel sito sommerso.

Il valore del parco archeologico oltre che nel valore dei reperti sta nel loro stato di conservazione: mosaici, lacerti di affreschi, sculture, tratti stradali, colonne ad una profondità di circa cinque metri vivono storicamente assieme alle bellezze naturalistiche di anemoni, stelle marine, castagnole e la presenza di ecosistemi pregiati come il fondale precoralligeno si tratta di concrezioni di organismi sia animali che vegetali calcarei attorno a fondali rocciosi e come le fanerogame marine tra cui la posidonia oceanica endemica del Mediterraneo che è considerata un buon indicatore della qualità delle acque marine costiere.

Parlando del complesso archeologico collinare possiamo ammirare i grandi templi di Diana, Venere e Mercurio con la presenza di strutture con volta a cupola; si deve tener presente che il termine tempio rimase come denominazione popolare perché in effetti queste erano strutture termali non luoghi di culto.

Il tempio di Diana era un ambiente termale nel quale venivano raccolti i vapori naturali del terreno sottostante, era ornato di fregi marmorei con scene di caccia; il tempio di Mercurio era un frigidarium ossia la parte fredda dell’impianto termale, era caratterizzato da una volta circolare con oculo centrale come il Pantheon di Roma. Infine il tempio di Venere era un edificio termale a pianta ottagonale con finestroni.

A Baia vennero sperimentate nuove tecniche architettoniche che poi verranno riprese in edifici romani, era fornita di acqua potabile dell’acquedotto che proveniva dalla sorgente del Serino e proseguiva fino alla piscina mirabilis dalla portata di 12600 metri cubi rivestita con materiale in ceramica triturata molto impermeabile.

Altri siti significativi sono:

Piccole terme: la zona più antica degli scavi dove era presente una sauna alimentata direttamente dal vapore caldo che saliva dal terreno in maniera costante

Teatro ninfeo: struttura ad emiciclo con una vasca al centro, era utilizzato anche come belvedere e luogo fresco, accanto era presente una piccola esedra con colonne in marmo rosa con sedili che serviva come luogo di conversazione.

Complesso termale adrianeo del II secolo D.C.

Tra le bellezze sommerse:

Portus Iulius con resti di preziosi mosaici, pavimenti, resti di mura di meravigliose ville, parti di colonne, pareti decorate, vasche e statue

Villa dei Pisoni progettata da Lucio Pisone, amico di Nerone che ne congiurò anche la morte, era appartenente ad una ricca e potente famiglia romana. La villa sorta nel I secolo D.C. si articolava di una corte centrale a base rettangolare destinata a giardino con attorno il complesso residenziale con portici; il sito era caratterizzato da un molo privato via mare, dalla presenza di peschiere per l’allevamento del pesce ed infine da due complessi termali. All’interno erano presenti affreschi meravigliosi

Villa a protiro presente nel vasto bacino occidentale dove approdavano natanti di medie dimensioni. La villa era divisa nella parte termale ed in quella residenziale separate da un bacino comunicante col mare ornato da statue tra le quali una Afrodite, all’interno troviamo pareti in marmo e splendidi pavimenti a mosaico tra cui uno in bianco e nero ornato da una trama di esagoni.

Punto Epitaffio è un promontorio, si tratta di un cratere vulcanico parzialmente sprofondato a causa del bradisismo; in epoca romana in questo luogo sorgeva una villa lussuosa i cui resti rimangono sommersi nel mare. Rappresenta il limite dalla via Herculanea che collegava Baia a Pozzuoli, la strada percorsa da Ercole per nascondere dei buoi rubati al mostro Gerione.

Terme del Lacus, l’ultimo sito aperto al pubblico dal 2020, è un impianto termale con una grande domus, caratterizzato da pavimenti a mosaico e marmo con disegni geometrici realizzati con tessere rosa, rosse, verdi e grigie. In questo sito si possono osservare gli effetti già in quell’epoca del bradisismo, furono infatti costruite delle colonne in orizzontale per proteggere gli ambienti della domus dall’ingresso dell’acqua.


 

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