Il rischio “incendio” nei cantieri di restauro: quali attenzioni occorre prestare?

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Ho letto con molta attenzione l’articolo apparso sul numero 1/2016 della rivista INARCASSA (Trimestrale della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti) a cura di Marina Martinotti sulla prevenzione degli incendi nei cantieri di restauro (rif.pp.62/65).

Sono soprattutto i grandi numeri a fare paura perché quando si stima che il nostro patrimonio culturale è composto da beni di inestimabile valore e fragilità costituiti da circa 95.000 chiese, 20.000 tra castelli, ville e palazzi d’epoca, 18.500 biblioteche, 3.500 musei, 1.500 monasteri, 900 teatri allora viene da chiedersi se davvero tutti i cantieri di restauro al momento attivi nel nostro bel paese sono a norma sul piano della prevenzione incendi.

Concordo sul fatto che, soprattutto durante le fasi di allestimento del cantiere…quando tutti hanno fretta di finire, quando il professionista richiede i documenti all’impresa (POS, PIMUS, ATTESTATI di frequentazione dei corsi) e questa spesso “sbuffa” perché pensa si tratti solamente di carta straccia, quando non si aspettano gli opportuni sopralluoghi prima di passare alla fase successiva…questa problematica è molto sottovalutata almeno finché in cantiere non capita “un accidente” che ferma il cantiere stesso oppure crea un disagio anche minimo che porta a riflettere su cosa non si è fatto e si poteva fare.

Interessanti i richiami che la Martinotti fa a tre celebri cantieri durante i quali sono scaturiti clamorosi incendi, che sono ormai entrati a far parte della memoria comune di noi tutti: come non ricordare l’incendio del Teatro La Fenice a Venezia anno 1996 furono divorati gli arredi e le opere lignee, gli ori e gli stucchi di uno dei teatri più belli del mondo scomparvero in una sola notte; come non ricordare l’incendio che colpì la Cappella della Santa Sindone a Torino anno 1997, le fiamme divorarono la cappella guariniana e si estesero al torrione nord-ovest di Palazzo Reale distruggendo decine di quadri preziosi; come non ricordare l’incendio che interessò il Castello di Moncalieri (To) anno 2008 nello specifico il torrione sud-est.

Tutti questi incendi sono avvenuti mentre questi importanti edifici erano oggetto di interventi di restauro quindi nel momento in cui l’attenzione alla loro conservazione doveva essere massima eppure ciò non ha evitato gli eventi che sono a noi tutti ben noti.

Assume pertanto un significato importante la progettazione previsionale del cantiere in quanto alcuni eventi benché assolutamente imprevedibili sono spesso dovuti alla presenza nei locali di pertinenza degli edifici (spesso usati dalle imprese come magazzini) di materiali combustibili, alla disattenzione del personale dipendente, spesso poco edotto sui rischi di certe lavorazioni, che non mette in atto quei comportamenti che potrebbero fare diminuire la probabilità del verificarsi degli incendi.

A ciò si aggiunga anche il rischio delle interferenze ossia la presenza in un cantiere di restauro di manovalanza edile che spesso non conosce le lavorazioni in atto, la loro tempistica e durata con conseguente creazione di rischi aggiuntivi che richiedono misure aggiuntive di protezione passiva.


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