Una guida turistico-tematica su 59 luoghi ecclesiastici della Diocesi di Mondovì

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Ho ricevuto oggi in omaggio la guida turistico-tematica "Secoli di bellezza ed emozioni. Arte, storia, spiritualità tra Stura, Tanaro e Bormida" edizioni CEM che analizza l'importanza di beni storici, artistici ed architettonici appartenenti alla Diocesi di Mondovì restituiti alla loro originale bellezza anche grazie alle ultime campagne di restauro e recupero.

La guida si concentra su 59 luoghi ecclesiastici della diocesi e nasce dalla lodevole iniziativa dei Volontari per l'arte della medesima diocesi e dall'Associazione Culturale San Sebastiano di Villanova Mondovì. Attraverso questo maneggevole volume è possibile comprendere meglio il valore storico, artistico e documentale di questi luoghi, spesso minori o poco conosciuti, che rappresentano una parte importante del nostro patrimonio artistico.

La novità di questa iniziativa sta nella possibilità di visitare luoghi altrimenti chiusi al pubblico che sono resi fruibili grazie al lavoro dei volontari che si rendono disponibili a visite guidate gratuite di alto rilievo con competenza in materia storico-artistica. La mancanza su questo territorio di un Museo diocesano ha portato alla nascita di un Museo diffuso della Diocesi il cui scopo è quello di diffondere la conoscenza delle realtà artistiche esistenti attraverso una guida capace di suscitare interesse su un pubblico attento sia all'arte che alle tradizioni locali.

Ogni bene è censito in una scheda contraddistinta da colori che la associano a specifiche aree tematiche. I beni sono fruibili da giugno a settembre ogni domenica pomeriggio. Per visite di gruppo o fuori orario è possibile prenotarsi agli indirizzi email indicati nella guida oppure consultare il sito www.sebastianus.org.

La guida contiene anche un interessante contributo del dott. Massimiliano Caldera.

Basta sfogliare le pagine di questo prezioso volumetto per rendersi conto della meraviglie del nostro territorio, spesso custodite in piccole cappelle rurali ai più sconosciute che, come sosteniamo da anni su questo blog, meriterebbero la dovuta attenzione in quanto espressione della nostra identità culturale locale.


 

 

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