A Morsasco poco fuori dal paese una pieve campestre ricca di arte e storia

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La pieve campestre di San Vito a Morsasco (Al)

La pieve campestre di San Vito a Morsasco è situata fuori dal paese nelle vicinanze del cimitero, in corrispondenza del bivio che collega Morsasco a Cima Malfatta. L’edificio è collocato su un’altura, facilmente raggiungibile attraverso una strada sterrata in salita.

Questa piccola pieve romanica, scelta da un gruppo di giovani professionisti come oggetto di un'interessante tesi di specializzazione in restauro dei monumenti nel lontano 2001, è un edificio di ridotte dimensioni con pianta ad aula unica, preceduta da un portico voltato rivolto a ponente e, sul lato opposto, da una abside semicircolare. L'abside conserva due affreschi databili intorno al XV secolo. Sulla parete sud-ovest sorge la torre campanaria a cui si accede tramite un varco all’interno dell’aula stessa. Sia esternamente che internamente la muratura è completamente a vista. Il paramento murario dell’abside è certamente quello più interessante: osservandola dall'esterno la base dell’emiciclo presenta nella parte più bassa una muratura irregolare, composta da piccoli elementi lapidei posti in opera in modo  caotico, fino ad una cornice di orizzontamento, su cui si imposta il paramento con tessitura regolare. Quest’ultimo è tripartito da quattro lesene in pietra leggermente aggettanti, sormontate in alto da archetti pensili in laterizio, che si impostano su peducci in pietra. Sull’abside sono presenti due monofore laterali più quella centrale, che  è visibile solo all’esterno, mentre  all’interno è stata tamponata per permettere l’inserimento dell’affresco. Le due bucature laterali strombate sono concluse da architravi monolitici scolpiti ad arco, mentre quella al centro ha un architrave composto da conci sagomati. La copertura interna dell’aula è formata da un sistema di volte a crociera  intonacate. 

    Rilievo longimetrico e foto abside

La copertura dell’aula, recuperata nell'autunno 2014, è formata da una struttura lignea a due falde rivestita da un manto in coppi, ma non è accessibile, perché  è nascosta dalle volte dell’aula. La copertura della zona absidale, consolidata e restaurata nella primavera del 2003, è costituita da“ciappe” di luserna disposte in modo irregolare posate direttamente sulla calotta in muratura.

L’analisi dello schema planimetrico dell’edificio e la lettura della tessitura muraria degli alzati ha permesso di stabilire le principali fasi di trasformazione di questo organismo architettonico.

La prima fase, di edificazione, collocabile tra la fine dell’XI e la metà del XII secolo è caratterizzata da cortine murarie realizzate in conci di arenaria locale, grossolanamente sbozzati.

La seconda fase, di ampliamento (non documentata cronologicamente), adotta una tessitura muraria molto meno curata composta da pietre a spacco, di piccole dimensioni.

La terza fase, di integrazione, collocabile tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo è caratterizzata dall’inserimento del portico davanti alla chiesa con parziale rifacimento della facciata, le cui aperture sono state modificate per fare posto alla volta in laterizi a tessitura a spina pesce (simile a quella che si trova fuori dall’antico Castello di Morsasco).

La quarta fase, di ristrutturazione, collocabile tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo è caratterizzata da importanti interventi di consolidamento delle cortine murarie, di rifacimento delle coperture e di “abbellimento” con l’introduzione delle volte a crociera nell’aula.

Due importanti pitture murali sono conservate nella zona absidale: una Crocifissione e una Madonna in trono con Bambino, risalenti al XV secolo.

Nella Crocifissione, situata al centro dell’abside, la figura principale è rappresentata dal Cristo in Croce, alla Sua sinistra stanno la Vergine Maria ed un santo laico a cavallo (tradizionalmente riconosciuto come San Vito, titolare della chiesa campestre); alla Sua destra stanno, invece, uno degli apostoli, presumibilmente San Giovanni (il volto e parte della figura sono a tal punto rovinati da non consentirne una certa attribuzione) e Sant’Antonio Abate. Il dipinto laterale è, invece, situato alla sinistra dell’altare maggiore, nella posizione in cui la calotta absidale incontra la muratura settentrionale dell’aula. Raffigura la Vergine seduta su un rigido sedile con in braccio il Bambino, strettamente fasciato e rivestito da un largo colletto ricamato, che Gli copre anche le spalle.

    I due affreschi della zona absidale

Per approfondimenti: CARTA ARCHEOLOGICA DEL PIEMONTE; RESTAUROECONSERVAZIONE; INFORESTAURO; DIVISARE; KIMIA

 

4 pensieri riguardo “A Morsasco poco fuori dal paese una pieve campestre ricca di arte e storia

  • 5 aprile 2018 in 20:25
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    Non la ricordavo più. Meno male che è diventata oggetto di attenzione. 

  • Arch. Antonella B. Caldini
    21 marzo 2018 in 10:08
    Permalink

    Grazie GIan Emilio Andreoli del suo apprezzamento, se non lo ha già fatto la invitiamo ad iscriversi alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle tematiche legate al restauro e alla conservazione del nostro patrimonio architettonico e paesaggistico

  • 20 marzo 2018 in 18:22
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    Un lavoro sopraffino. Grazie  

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