Essen: Green European Capital 2017. Quando una brutta esperienza può diventare un’opportunità…

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Questo articolo nasce da uno spunto che mi è stato dato dall'Amico Gian Emilio Andreoli in occasione della sua partecipazione ad un Convegno che mi vedeva relatrice sui temi a me cari della conservazione e del recupero dell'edilizia rurale dei nostri territori. In quella occasione Gian Emilio mi consegnava un articolo sulla città tedesca di Essen, una sorta di Taranto italiana, che nel 2017 è diventata Capitale Verde Europea. Vi racconterò la storia di Essen e di come una brutta esperienza si possa trasformare in una grande opportunità…

Essen è una città extracircondariale della Renania Settentrionale-Vestfalia, appartiene alla regione della Ruhr, di cui è il secondo centro maggiore dopo Dortmund. Era il cuore d'acciaio della Germania e patria dell'impero Krupp che forgiava cannoni. Nel giro di quarant'anni la Krupp era passata da 5 a 20mila addetti ma è soprattutto durante la seconda guerra mondiale che era cresciuta a dismisura facendo diventare Essen una città popolosa – la nona della Germania – ricca ed operosa ma inquinatissima.

Di generazione in generazione chi abitava ad Essen non aveva altra alternativa che vivere tra pozzi e forni con conseguenti malattie letali…poi la seconda guerra mondiale ha raso al suolo tutto e da quelle rovine è cominciata la rinascita di Essen dichiarata nel 2017 la Capitale Verde d'Europa.

Come è stato possibile? La soluzione, come spesso accade, è la più semplice. A Essen piove parecchio, ma l'acqua piovana finisce o sottoterra o in fiumi-fogna. Inutilizzabile, quindi. È dà questa constatazione che nasce la nuova Essen. Dalla volontà di recuperare quanta più possibile acqua piovana. L'amministrazione locale inizia quello che definisce il suo “progetto generazionale” vengono creati numerosi bacini artificiali alimentati dalla sola acqua piovana che vi cade dentro o che vi cola dai tetti, o che arriva dalle strade circostanti, attraverso un’apposita canalizzazione. Attorno ad essi, nascono nuove realtà residenziali, parchi e quartieri universitari che fanno di quei bacini il loro punto di forza.

Una metamorfosi scandita dall'ambiente e dalla cultura, dai parchi e dagli atenei, una rivoluzione partita con le risorse dello Stato e la gestione dei governi locali, con l'investimento delle aziende e il coninvolgimento delle comunità: pubblico e privato spingono verso lo stesso obiettivo. Il sindaco di Essen, Thomas Kufen non è ancora soddisfatto il prossimo obiettivo è quello di cancellare il traffico affidando la mobilità cittadina ai mezzi pubblici, alle bicilette e ai pedoni.

Vengono in mente nostri quartieri o città come Bagnoli eTaranto: luoghi da riconvertire in nome della tutela del paesaggio e delle persone. Da questo punto di vista, quindi, Essen non può essere vista se non come un buon esempio, una brutta esperienza che si può trasformare in una grande opportunità.

Sul tema un inserto di Repubblica dal titolo "Le storie al rallentatore" del 9 febbraio 2018 di Tonia Mastrobuoni "Viaggio nella Ruhr che risorge dall'acciaio. Il cielo sopra Essen" e un interessante articolo della collega architetto Elena Bozzola che puoi leggere cliccando qui.

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