Felizzano festeggia il completamento del restauro della Chiesa parrocchiale di San Michele

Un cantiere complesso, iniziato dal tetto

I lavori sono partiti alla fine del 2024 con l’allestimento del cantiere lungo Via Platone e nel cortile interno, dove sono stati montati ponteggi per operare in sicurezza su tutti i prospetti. L’intervento è cominciato dalla copertura, profondamente degradata e invasa dai piccioni, con un’ampia operazione di bonifica del guano e di disinfezione del sottotetto, necessaria per tutelare sia la salute degli operatori sia la chiesa e le abitazioni circostanti.

Copertura restaurata e addio ai piccioni

Sulla copertura in coppi del corpo chiesa si è proceduto con una revisione generale: ricostruzione della muratura di coronamento, sostituzione delle lattonerie ammalorate, posa di nuovi faldali, grondaie e pluviali e fissaggio dei coppi con fermacoppi. Tutti gli elementi più esposti – cornici, mensole, sporti, buche pontaie – sono stati protetti con lamiere sagomate e reti a maglia fitta per impedire la sosta dei volatili.

Il problema dei piccioni, molto presente in paese, è stato affrontato anche con un impianto elettrostatico di dissuasione, suddiviso per zone e collegato a un’unica centralina, che permette di intervenire per comparti e garantisce oggi la protezione duratura delle superfici restaurate. In questa fase è stata revisionata anche la croce sommitale, consolidando il basamento in laterizio e trattando i metalli contro la corrosione.

Nuove cromie per le facciate storiche

Terminato il lavoro in copertura, l’attenzione si è spostata sui quattro prospetti esterni, affidando alla restauratrice di beni culturali Francesca Regoli una campagna stratigrafica sugli intonaci. Le indagini hanno ricostruito le principali fasi cromatiche tra Otto e Novecento, evidenziando lacerti di ocra a calce e tracce di tinte grigio‑azzurre più antiche.

Sulla base di questi esiti, e con l’autorizzazione della Soprintendenza, è stata definita una nuova veste cromatica che accosta sfondati color ocra a rilievi più chiari, applicati con tinte ai silicati KEIM a effetto velatura, in grado di restituire profondità e vibrazione materica senza appiattire le superfici. Prima della coloritura è stato necessario consolidare e sostituire gli intonaci cementizi ammalorati, soprattutto nelle parti alte dei cornicioni e nelle zone basamentali, e integrare laterizi e cornici di contorno finestra dove risultavano erosi o mancanti.

L’abside e il fronte verso cortile

Anche l’area absidale e la facciata interna verso il cortile sono state oggetto di un attento restauro: sostituzione dei mattoni decoesi, nuova stilatura dei giunti con malte a base di calce e integrazioni puntuali del cornicione in laterizio, rivestito con un sottile strato di intonaco a imitazione della storica sagramatura. Su questi fronti si è lavorato cercando di conservare il più possibile gli intonaci originari ancora ben aderenti, limitando le sostituzioni alle sole parti irreparabili.

La variante sull’impianto di riscaldamento

In corso d’opera, la parrocchia e la Direzione Lavori hanno valutato l’opportunità di rinunciare al nuovo impianto di riscaldamento a pedane radianti previsto nel progetto iniziale. L’aumento dei costi dell’impiantistica rispetto al quadro economico approvato, sommato all’imprevisto aggravio dovuto alla gestione dell’emergenza piccioni e all’estensione delle opere in facciata emersa con le indagini stratigrafiche, ha reso necessario concentrare le risorse sulle lavorazioni ritenute prioritarie: coperture, facciate e sistemi di smaltimento delle acque meteoriche.

Questa scelta, formalizzata in una variante approvata dalla Soprintendenza, ha permesso di garantire la piena tutela del bene culturale, rinviando l’eventuale nuovo impianto termico a un futuro lotto di lavori. Tutta la documentazione contabile è stata aggiornata e integrata, nel rispetto delle autorizzazioni ministeriali.

Una chiesa che torna protagonista del paese

Oggi la parrocchiale di San Michele, già attestata nel Medioevo e rinnovata tra Seicento e Settecento, torna a presentarsi con una copertura sicura, facciate leggibili e tonalità cromatiche coerenti con la sua storia architettonica. Il restauro ha risolto criticità strutturali e problemi igienico‑sanitari, restituendo alla comunità di Felizzano un edificio più sano, protetto e pronto ad accogliere liturgie, visite e iniziative culturali. I lavori sono stati realizzati grazie ai fondi 8permille della CEI e ai contributi ministeriali per il restauro dei beni culturali ecclesiastici.

La conclusione di questo primo grande lotto di lavori segna una tappa fondamentale in un percorso di valorizzazione che guarda già al futuro restauro del campanile, con l’obiettivo di completare il recupero di uno dei luoghi più significativi dell’identità locale.

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