Gavi, fortezza di sapori: tra Cortese DOCG, ravioli e colline da attraversare

Con questi primi articoli, dedicati a Gavi e Tortona, inizia un viaggio alla scoperta di un territorio ampio e sfaccettato, che abbraccia le province di Alessandria, Asti e Cuneo. Il turismo di oggi, italiano e internazionale, guarda con crescente interesse all’ecoturismo, ai paesaggi rurali e alle esperienze a contatto diretto con la natura, soprattutto quando si intrecciano con il gusto e con l’identità enogastronomica dei luoghi.

Un turismo lento ed enogastronomico

Le parole chiave di questo viaggio sono valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale, paesaggistico e agricolo, in un equilibrio che permetta allo stesso tempo di proteggere e di far conoscere. Il viaggiatore non si accontenta più di “vedere”: desidera assaggiare, incontrare le comunità locali, capire le storie che stanno dietro a un vino, a un piatto tipico, a una festa di paese.

Per questo è importante approfondire:

  • l’arte gastronomica, esplorando le eccellenze del gusto e dei sapori di ogni zona, dalle cantine alle piccole botteghe;

  • l’arte culturale e storica, grazie a itinerari alla scoperta di castelli, santuari, musei diffusi e siti archeologici;

  • l’arte naturalistica, attraverso trekking tra vigneti e boschi, percorsi panoramici e aree protette;

  • la cultura del benessere, con località termali che uniscono cura del corpo, relax e ambienti incontaminati;

  • l’arte delle tradizioni, fatta di artigianato locale, prodotti tipici e antichi mestieri che ancora oggi sopravvivono nelle vallate.

Gavi, tra fortezza e vigneti

Partiamo da Gavi, antica cittadina della provincia di Alessandria, adagiata sulla destra del torrente Lemme in una posizione che è sempre stata strategica per i collegamenti tra la Pianura Padana e il mare. La presenza dell’uomo in queste terre è documentata fin dal Neolitico, mentre le cronache medievali raccontano di una Gavi in lotta con Roma, poi trasformata in presidio a difesa della via Postumia nella Gallia Cisalpina.

Il primo documento ufficiale che cita Gavi risale al 972 ed è conservato nell’Archivio di Stato di Genova; da allora il borgo diventa oggetto di contesa fra grandi famiglie nobiliari e tra potenze come la Repubblica di Genova e il Ducato di Milano, cui viene ceduto nel 1202. Il potente forte domina ancora oggi il paesaggio da una rocca a strapiombo sul nucleo storico: la sua esistenza è attestata già nel 973 e un diploma dell’imperatore Enrico VI di Svevia del 1191 ne sancisce la donazione, insieme al borgo, alla Repubblica di Genova. Nei secoli successivi la fortezza, considerata uno dei più importanti avamposti difensivi del Basso Piemonte, viene più volte ampliata, soprattutto tra il 1540 e il 1673.

Arte sacra e memoria del borgo

Fra gli edifici religiosi spicca la parrocchiale di San Giacomo Maggiore, in stile romanico, costruita in pietra arenaria proveniente da una cava vicina al forte. La sua edificazione viene collocata attorno al 1172 e le cronache ricordano qui il giuramento dei consoli di Alessandria ai marchesi di Gavi.

Un altro luogo di spiritualità e di devozione popolare è il Santuario di Nostra Signora della Guardia, a croce latina e di impianto ottocentesco, che custodisce una statua lignea della Madonna realizzata nel 1746 da Giacomo Bertelli come ex voto dopo essere scampato ai bombardamenti dell’esercito austro‑piemontese. Tra i palazzi civili merita una sosta il municipio: la data di costruzione non è certa, ma si fa riferimento al 1589, anno in cui viene restaurata la sala consiliare, come ricorda una pietra rinvenuta durante i lavori ottocenteschi per la nicchia dedicata al busto dell’avvocato Romano. Simbolo identitario della città è il Portino, unica porzione superstite della cinta muraria trecentesca in pietra calcarea.

Il Cortese di Gavi e la cucina del territorio

Gavi è soprattutto sinonimo di vino bianco, grazie al Cortese di Gavi DOCG, uno dei grandi protagonisti dell’enoturismo piemontese. Questa denominazione, nata come DOC nel 1974 e divenuta DOCG nel 1998, è riservata a vini ottenuti da uve Cortese in purezza e si distingue per freschezza, mineralità e note agrumate e di mandorla, qualità che lo rendono ideale per accompagnare piatti di pesce, antipasti delicati e cucina locale.

La storia di questo vitigno autoctono è antica: documenti medievali ricordano il pagamento di canoni in vino e già nel Seicento si parla di vigne “tutte di cortese”, segno di una specializzazione produttiva precoce. Oggi le colline del Gavi sono un paesaggio di filari ordinati, cantine accoglienti e aziende che propongono visite guidate, degustazioni e percorsi tra filari e cascine, offrendo al turista la possibilità di capire come nasce il vino direttamente sul campo.

La tradizione gastronomica locale affianca al Cortese piatti emblematici come gli amaretti di Gavi, morbidi dolci di mandorle dalla tipica forma a montagnola e copertura di zucchero a velo, perfetti in abbinamento con un calice di bianco. In tavola non possono mancare i ravioli gavesi, la cui storia affonda nel Medioevo e che la letteratura gastronomica collega anche al mito della locanda della famiglia Raviolo; oggi la ricetta è tutelata dall’Ordine Obertengo dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi, custodi di un ripieno a base di carni miste, borragine e maggiorana.

Esperienze enogastronomiche: la Gavilonga

Tra gli appuntamenti più rappresentativi del territorio spicca la Gavilonga, una passeggiata enogastronomica che si snoda tra vigneti, sentieri e aziende vitivinicole del Gavi DOCG. Lungo il percorso, i partecipanti alternano tratti di cammino a tappe di degustazione, assaggiando vini e piatti tipici direttamente nei luoghi di produzione, circondati dal paesaggio collinare.

Iniziative come la Gavilonga raccontano in modo concreto il legame tra territorio, prodotto e comunità: il vino diventa filo conduttore per conoscere le cascine, ascoltare i produttori, respirare i profumi di boschi e vigneti e vivere un’esperienza autentica e conviviale. Non è un caso che Gavi sia spesso scelta da chi cerca weekend lenti, fatti di camminate, soste in cantina e scoperte di piccole eccellenze gastronomiche.

Gavi, borgo d’eccellenza

Dal 2016 Gavi può fregiarsi della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, marchio che premia i piccoli comuni italiani per la qualità dell’accoglienza turistica, la cura del centro storico e l’attenzione alla sostenibilità e alle eccellenze enogastronomiche. Questo riconoscimento conferma la vocazione del borgo a destinazione d’eccellenza per un turismo lento, colto e gourmand, dove arte, storia e sapori si intrecciano in un unico racconto.

Gavi si presenta così come porta ideale del viaggio nelle tradizioni e nella cultura locale di questo angolo di Piemonte: una tappa da vivere con calma, calice alla mano, lasciandosi guidare dai profumi dei vini, dalle ricette della cucina di casa e dalle storie che ogni vicolo e ogni vigneto ancora custodiscono.

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