I krumiri non sono semplici biscotti ma rappresentano un pezzo di storia delle eccellenze dolciarie italiane. La loro origine è avvolta nel mistero di una leggenda che rende ancora più esaltante la tradizione di questa specialità dolciaria. Hanno avuto il riconoscimento di “prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi” poiché ottenuti con metodi di lavorazione e conservazione consolidati nel tempo per tutto il territorio interessato e secondo regole legate alla tradizione.
La storia dei krumiri Rossi
I krumiri Rossi vennero ideati dal loro fondatore Domenico Rossi all’interno al caffè della Concordia detto il “Bottegone” a Casale Monferrato, luogo nel quale Rossi trascorreva le sue serate in compagnia di amici bevendo un krumì, liquore a base di datteri e mandarini nato dall’idea del droghiere Augusto Rocca di Casale Monferrato che si ispirò allo storico liquore tunisino che nel XIX secolo venne introdotto dai francesi nel mercato piemontese.

Si narra che in una di queste serate Rossi andò nel suo laboratorio dove mescolando alcuni semplici ingredienti inventò i krumiri. Era il 1878 anno della morte del re Vittorio Emanuele II e forse per celebrare le sue gesta inventò questi dolcetti con la simpatica forma “a baffo di manubrio” un po’ ricurva.
Durante l’Esposizione Universale di Torino del 1884 alla quale partecipò Rossi ebbe un vero successo tanto che la Gazzetta dell’epoca scrisse: “i krumiri sono una confettura deliziosa composta di pura semola di frumento…si possono servire come il più delizioso dolce e gustarli col caffè e col the.”
In quell’occasione fu premiato con la medaglia di bronzo e l’anno seguente arrivò il primo brevetto che precedette i brevetti dei duchi d’Aosta e di Genova e quelli reali della casa Savoia da parte del re Umberto I.
Nel 1907 a Domenico successe il figlio Pompeo che portò avanti la reale pasticceria Rossi unico inventore dei rinomati krumiri fino al 1916 quando cedette l’attività ad Angelo Ariotti, che continuò a produrre i dolci col marchio originale identificativo.
L’eredità della famiglia Portinaro
Nel 1953 l’azienda passò nelle mani di Ercole Portinaro che fece conoscere i krumiri in tutto il mondo portando il prodotto perfino negli Usa per essere gustati alla Casa Bianca. La confezione di legno venne sostituita con una di metallo che mantiene il profumo e l’aroma del prodotto.
Ai giorni nostri la nipote Anna Maria Portinaro, la sua famiglia ed alcuni dipendenti portano avanti lo storico dolce nel mondo preparato artigianalmente con gli stessi macchinari non meccanizzati delle sue origini. Un ritorno al passato nella fabbrica di via Lanza a Casale Monferrato dove la dolcezza del profumo incanta il cliente e lo trasporta al 1878.
L’attuale titolare la signora Anna Maria spiega come l’azienda vuole mantenere il valore delle sue origini: “(…)per aumentare i volumi dovremmo avviare una produzione industriale e non ci va. La nostra dimensione è quella artigianale (…)”.
Preparazione e giusti abbinamenti
La ricetta dei krumiri prevede i seguenti ingredienti: farina di grano tenero, farina di mais (fioretto), uova, burro, zucchero e vanillina. Le uova vanno unite alla farina, allo zucchero, al burro ed alla vanillina fino a raggiungere la giusta consistenza senza l’aggiunta di acqua.
L’impasto così ottenuto deve essere messo in luogo fresco per 24 ore, la lavorazione avviene manualmente eccezion fatta per l’uso dell’estrusore, un macchinario che ha la funzione di una grande “sac-à-poche” attraverso la quale l’impasto viene trasformato in lunghe strisce zigrinate per essere tagliate con la forma originale ricurva ed essere messe in teglie per la cottura in forno per circa 15 minuti. Dopo essere sfornati i dolcetti riposano tutta la notte solo al mattino seguente saranno posti nelle scatole di latta per essere confezionati e venduti.
La bontà del krumiro è singolare però può essere abbinato ad alcune bevande che ne esaltano il sapore senza contrastarlo tra esse:
- il thè soprattutto i più pregiati quelli di Ceylon dal gusto delicato e profumato e quelli della Cina dal sentore affumicato e leggero che ben si accompagna alla dolcezza dei krumiri.
- i vini specialmente quelli dolci e frizzanti delle colline monferrine ma anche i vini liquorosi che danno una particolare armonia di sapori con la dolcezza del prodotto.
- i liquori, un connubio perfetto è con quello al cioccolato che crea una tradizione di valori ed un magico ed armonioso abbinamento.
- la crema catalana per i più golosi un particolare abbinamento tra due tradizioni di terre lontane e due gusti diversi che assieme suscitano un piacere intenso.
- lo zabaione una fusione di dolcezza e genuinità che ricorda le antiche ricette della nonna.
Riconoscere l’originale krumiro Rossi
“L’inventore nelle confezioni delle sue scatole volle imprimervi la sua effigie perchè i molti imitatori non abbiano a gabellarne l’autenticità”.
Come ogni marchio di alta qualità le imitazioni sono una “regola” e non sfugge a questo pericolo l’originale krumiro Rossi il cui sigillo di fabbrica è rappresentato dalla sua scatola di latta rossa. I requisiti che ne identificano l’originale tradizione sono:
- l’effigie dell’inventore Domenico Rossi litografata
- l’anno di fondazione 1878
- spesso compare il numero del brevetto storico del 1886 (7436)
- la presenza degli stemmi dei duchi d’Aosta e di Genova e della casa reale d’Italia dei Savoia.
I Krumiri sono un’istituzione e rappresentano il simbolo di Casale Monferrato, una cittadina legata alla sua storia, alle sue tradizioni dall’alto della sua torre. Questa eccellenza famosa nel mondo rappresenta la dolce fragranza del Monferrato, come afferma il conte Pier Felice degli Uberti, presidente della confederazione internazionale dell’istituto araldico genealogico.







