Le strade della Sindone nel Basso Piemonte

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I percorsi della Sacra Sindone rientrano in un progetto nato nel 2005 per la valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico ecclesiastico del Piemonte e della Val d’Aosta. Il progetto rientra nel programma Città e Cattedrali finalizzato alla valorizzazione del patrimonio ecclesiale con tematiche care all’arte sacra. Nell’arco di 8 anni sono stati eseguiti lavori di restauro strutturale che hanno permesso il recupero di un patrimonio storico artistico unico per le sue bellezze; in questo progetto rientra anche il cosiddetto percorso sindonico che rappresenta un elemento significativo per i pellegrini cristiani. La Sindone è il lenzuolo di lino che conserva impresse le impronte frontali e dorsali di un uomo morto crocifisso che è stato identificato con Gesù Cristo. La devozione del Sacro Telo ha origini che risalgono al XVI secolo sotto l’influenza dei Savoia, proprietari della reliquia ed attraverso il diffondersi di uno spirito cattolico sotto la spinta di personaggi come San Carlo Borromeo. La strada di San Carlo prende spunto dal suo pellegrinaggio nel 1578 da Milano a Torino attraverso il percorso dei sacri monti, luoghi simbolo della religiosità barocca ed oggi Patrimonio dell’Unesco. Altri importanti itinerari storici del passaggio della Sindone sono rappresentati dalla strada per Torino che si snoda da Chambery alla città della Mole toccando luoghi di devozione sia in Val d’Aosta che nel Canavese. La strada delle Alpi è un itinerario percorso più volte dalla Sindone col corteo sabaudo prima di stabilirsi definitivamente nel 1578 a Torino; la strada del mare infine a sud del Piemonte si snoda in direzione di Genova dove il sacro lenzuolo viene portato durante l’assedio francese a Torino del 1706. All’interno del complesso studio itinerante della Sacra Sindone si snodano tematiche riguardanti la “Scultura del compianto” e l’arte degli “Antichi crocifissi “in particolare nei luoghi di culto del basso Piemonte. Il tema del Compianto è molto ricorrente nell’arte a partire dal tardo Medioevo per arrivare al Rinascimento: testimonianze importanti di questa arte sacra le possiamo ammirare nella Cattedrale di Asti e nella chiesa di Santa Maria di Castello ad Alessandria. In entrambi i casi sono rappresentati gruppi di statue con il corpo di Gesù Cristo giacente al centro della scena; le statue attorno sono disposte con effetto scenico in modo da suscitare devozione e senso di inquietudine nei fedeli nella tragedia della morte. Oltre al Cristo sono rappresentati la Madonna, Maria Maddalena e Maria di Cleofa, le tre figure ai piedi della croce ed inoltre San Giovanni Evangelista, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Il tema del crocifisso ha un posto rilevante nella iconografia Cristiana attraverso i secoli con lo sviluppo dei materiali e della posizione del corpo sulla croce; di notevole spessore artistico è il crocifisso all’interno del Duomo di Casale Monferrato, sottratto nel 1403 alla Cattedrale di Alessandria dal condottiero Facino Cane. Il maestoso crocifisso di due metri di altezza è rivestito in lamina d’argento ed è montato su una croce lignea di quasi tre metri dal peso complessivo di 130 chilogrammi. Altri importanti crocifissi della zona monferrina, li troviamo ad Acqui nella chiesa dell’Addolorata datato XVII secolo ed in quella di San Francesco del XVIII secolo.

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