La lettera aperta alle Scuole da parte degli Architetti Specialisti
La pubblicazione, da parte del Ministero della Cultura, della Circolare n. 133 del 10 novembre 2025 sull’ordinamento professionale ha suscitato forte preoccupazione in ampi settori del mondo della cultura, a partire dagli archeologi fino alla Rete Nazionale degli Architetti Specialisti in Beni Architettonici e del Paesaggio.
La Circolare mirava a ridefinire l’ordinamento professionale del personale non dirigenziale del MiC, intervenendo sui profili di funzione, sulle mansioni, sui ruoli tecnico-scientifici e sulle modalità di accesso e di avanzamento di carriera. Il punto più critico riguardava l’eliminazione dell’obbligo di possesso di un titolo post-lauream (dottorato di ricerca, diploma di specializzazione, master, ecc.), in contrasto con quanto stabilito dal D.M. 244/2019. Questa scelta apriva alla possibilità che il Ministero potesse impiegare in futuro funzionari privi dei requisiti previsti per l’esercizio di specifiche funzioni tecnico-amministrative nel campo dei beni culturali.
Dal punto di vista normativo, la presenza di personale non adeguatamente qualificato – nonché l’eventualità di bandi di concorso con requisiti inferiori a quelli necessari per svolgere funzioni connesse ai lavori pubblici sui beni culturali, come previsto dal Codice dei Contratti – avrebbe potuto determinare un indebolimento dell’azione di tutela e una svalutazione dei titoli di specializzazione e di dottorato. Un danno che avrebbe colpito non solo i professionisti che hanno investito tempo e risorse nella propria formazione, ma anche gli Atenei impegnati nell’aggiornamento dei percorsi delle scuole di specializzazione e dei dottorati per adeguarli alle esigenze delle professioni dei beni culturali.
Fortunatamente, il 12 novembre la Circolare è stata annullata dal Ministero «per una rivalutazione complessiva della materia».
Con una lettera aperta trasmessa al Coordinamento Nazionale dei Direttori delle 10 Scuole di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio presenti in Italia una rappresentanza di oltre 100 professionisti ha fatto sentire la sua voce per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione del ruolo degli Architetti Specialisti in Beni Architettonici e del Paesaggio.
Riportiamo di seguito il testo della lettera.
Gentilissimi,
la complessa condizione dell‘architetto specialista in Italia, il suo mancato riconoscimento e la scarsa valorizzazione ha visto la necessità di unirci, seppure informalmente, nel febbraio 2020 costituendo la Rete degli Architetti Specialisti in Beni Architettonici e del Paesaggio, grazie all’idea spontanea di due specialiste formatesi presso l’Ateneo genovese.
La Rete è cresciuta in breve tempo in maniera esponenziale, anche attraverso la diffusione via social. In particolare, la Rete riunisce specialisti e specializzandi provenienti dalle diverse Scuole presenti sul territorio nazionale e provenienti da percorsi professionali eterogenei e diversificati, quali liberi professionisti, collaboratori d’impresa, funzionari del Ministero della Cultura, collaboratori universitari, funzionari della Pubblica Amministrazione, che si riconoscono nei seguenti principi condivisi:
– promuovere, valorizzare e tutelare in ogni ambito la figura professionale dell’architetto specialista, la sua dignità professionale e il suo ruolo nel nostro Paese;
– promuovere l’incontro e il dialogo tra gli architetti specialisti, in Italia e all’estero, al fine di implementare le proprie competenze e di favorire la cooperazione professionale degli stessi.
Il recente atto del Ministero della Cultura – seppur temporaneamente ritirato – è stato per noi motivo di grande sgomento. Precisamente, la Circolare n. 133 del 10 novembre 2025 – Decreto Direttoriale DG RUO n.1335 della stessa data, pubblicata sul sito del Ministero della Cultura, con cui si proponeva il nuovo ordinamento professionale del personale non dirigenziale del MiC.
L’intento da parte del MiC di eliminare di fatto i titoli post lauream di terzo livello – dottorato di ricerca, diplomi di specializzazione, master di II livello biennali o da 120 CFU, e altri percorsi di alta formazione equipollenti – come requisiti necessari per l’accesso ai ruoli di funzionario architetto, è per noi un ulteriore segnale di allarme.
Al contempo il nostro plauso va alle principali associazioni professionali e accademiche del settore che hanno risposto in maniera celere ed incisiva a questa circolare, denunciando il rischio di una “contraddizione normativa con effetti sconsiderati” rispetto all’impianto legislativo che regolamenta le professioni dei beni culturali.
Vorremmo condividere con voi la riflessione che nasce spontanea dalla lettura della circolare ministeriale: è ormai chiaro che esiste nel nostro Paese un grave vulnus sia di natura culturale che normativo, che rende la figura dell’architetto specialista – e le sue competenze in campo – marginale, vulnerabile, se non addirittura a rischio di eliminazione. Per questo riteniamo che l’attuale fase sia cruciale per consolidare il dialogo in primis con le Scuole, poi con le Istituzioni, al fine di collaborare insieme per ottenere il dovuto e necessario riconoscimento del nostro ruolo.
Da questa evidente e amara realtà nascono le nostre istanze e confidiamo che questo momento così delicato rappresenti l’occasione più opportuna per chiedere a voi Direttori di tutte le Scuole di Specializzazione – che ci hanno formati – di collaborare e di prendere una posizione chiara, autorevole e incisiva sul valore del nostro titolo.
Più nello specifico, in maniera consapevole e condivisa, vi chiediamo di riflettere e di cooperare con noi in merito alle seguenti questioni:
– sostegno nei tavoli di concertazione con il Ministero, affinché il riconoscimento delle nostre competenze sia pieno e trasversale, non limitato ai soli ruoli di funzionario architetto del MiC, ma esteso anche a chi esercita la professione di architetto in regime esclusivo di libera professione e opera quotidianamente, nel pubblico e nel privato. Oltre a sottolineare quanto sia importante la figura dello specialista per il bene del patrimonio culturale, è oggi più che mai forte l’esigenza di riportare l’attenzione sul fatto che
gli specialisti che operano come liberi professionisti faticano a vedere riconosciuta l’utilità delle loro competenze e del loro titolo sia dalle Pubbliche Amministrazioni sia dagli Ordini professionali. I bandi che richiedono esplicitamente la figura dell’architetto specialista sono ormai rari e gli Ordini non distinguono tra gli architetti che hanno conseguito un’alta formazione specialistica nel settore della conservazione dei beni culturali e gli altri architetti che non la possiedono e che non hanno mai svolto attività sui beni culturali. Esigenza questa che dovrebbe essere ancora più sentita e doverosa nei bandi emanati dal Ministero della Cultura;
– diffusione da parte di tutte le Scuole – così come già stato fatto da alcune, tramite il sito istituzionale
– dell’elenco degli specialisti, delle loro tesi e dei relatori che li hanno seguiti;
– dialogo con il Ministero della Cultura in merito alla circolare emanata, in quanto, se dovesse essere riproposta con il medesimo contenuto, avrebbe come effetto una riduzione delle competenze, indebolendo il sistema di controllo, tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico e paesaggistico, che rappresenta il fondamento dell’azione del MiC, con possibili conseguenze anche sulla corretta e più efficace gestione delle risorse economiche pubbliche disponibili.3/6
L’attuale congiuntura può trasformarsi in un’opportunità concreta per affermare, con forza, l’importanza e l’insostituibilità della nostra figura professionale.
Gli specialisti formati nelle vostre Scuole costituiscono una comunità culturale con competenze uniche, che meritano di essere riconosciute e valorizzate nei processi decisionali e nella normativa nazionale, e in cui il Paese deve investire.
La nostra Rete, in costante crescita, è il riflesso di questa comunità culturale di cui le SSBAP, con il loro concreto e vivo lavoro, hanno contributo alla nascita: un patrimonio di competenze, energie e visione che nasce proprio dalla vostra formazione.
È per questo motivo che ora più che mai, ribadiamo il nostro impegno per essere a fianco delle Scuole – le Istituzioni che ci hanno formato – per difendere insieme il valore dell’architetto specialista e delle sue competenze nel nostro Paese nell’interesse comune del Patrimonio Culturale.
La risposta di alcune Scuole non si è fatta attendere>>> SSBAP di Bari






