Nell’Alto Monferrato il borgo degli Artisti di Denice con vista sui Calanchi

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Denice è uno dei borghi meglio conservati dell’Alto Monferrato, costituito da una forma circolare e sormontato dalla torre del XII secolo eretta dalla famiglia del Carretto. Dalle sue alture si domina la vallata della Bormida di Spigno con la meravigliosa bellezza naturalistica dei calanchi.

La storia di Denice ha origini antichissime, si parla del periodo di stanziamento dei Liguri Statielli; fino all’ VIII secolo D.C. fu assoggettata alla città di Acqui e quindi passò al municipio romano di Aquae Statiellae fino al 967 data nella quale l’imperatore Ottone I assegnò al marchese Aleramo un vasto territorio nel quale era ubicato anche il borgo di Denice. Nei secoli successivi passò nelle mani di alcune famiglie nobili feudatarie tra le quali i del Vasto, i del Carretto.

Nel XVI secolo l’imperatore del Sacro romano impero, Carlo V donò la contea di Asti, comprendente Denice, a casa Savoia. Dell’epoca antica del borgo sono testimonianza piccoli resti di una stele funeraria di epoca augustea con tre ritratti, una formella in pietra arenaria della zona ed infine l’insegna delle “arti e dei mestieri “ su pietra costituita da due forbici e due martelli di presume simbolo dei calzolai.

Negli ultimi anni, grazie all'enorme sforzo profuso dal Sindaco Nicola PAPA, Denice è divenuto il borgo degli artisti per la presenza diffusa in tutto il paese delle opere in ceramica di 63 artisti contemporanei esposte in maniera permanente lungo tutte le vie del borgo.

Principali emergenze artistico architettoniche e tradizioni locali

Uno dei più significativi simboli di Denice è certamente la sua bellissima torre medievale (tardo Duecento) a pianta trapezoidale alta 29 metri con un ingresso con un arco acuto ed una scala interna con cento gradini attraverso la quale si raggiunge la parte più alta da dove si domina tutta la valle Bormida.

Tra gli edifici religiosi si segnala l'Oratorio di San Sebastiano si presenta come un bel esempio di barocco locale, caratterizzato da una facciata piuttosto mossa e, internamente, da una decorazione ricca contraddistinta da angeli musicanti, ornamenti floreali, simboli eucaristici e sacramentali di buona mano e dai colori sorprendentemente vivaci. Prima dell’intervento di restauro sulla lunetta absidale era visibile San Sebastiano giovane (cui l’Oratorio è dedicato) legato ad un albero e trafitto da frecce con sullo sfondo il panorama di Denice. L'intervento di restauro ha previsto lo strappo della decorazione ottocentesca e di quella ad essa sottostante, settecentesca, riportando alla luce la decorazione più antica raffigurante l’episodio della Bibbia di Tobia e l’angelo (quasi certamente questa decorazione può essere ritenuta coeva con gli angioletti musicanti riprodotti nella  porzione destra). Infine,  a sinistra e a destra dei muri che segnano il restringersi del presbiterio sono raffigurati due affreschi settecenteschi di bella fattura riproducenti  i martiri Giovanni e Paolo [l'intervento di restauro è stato eseguito dalla Gazzana Restauri Srl di Acqui Terme].

Si segnala, inoltre, la Chiesa di San Lorenzo con facciata rustica, nella quale è conservato l’altare marmoreo con intarsi policromi precedentemente conservato presso la Chiesa del castello dei Del Carretto.

Ogni anno a Denice è organizzata una mostra di presepi nella quale ogni artista rappresenta secondo il proprio stile il mistero della Natività.

La tradizione del paese si lega anche ad una sagra culturale gastronomica avvolta nel mistero che ha come protagonista una strega: Lucrezia Sabitta vissuta tra il XVI ed il XVII secolo. La donna, accusata di stregoneria, venne bruciata viva nella piazza del borgo; la rievocazione si snoda lungo le vie del paese con la presenza di maghi e streghe e termina con la messa al rogo della strega di Denice. 


Denice è uno dei 58 comuni del G.A.L. Borba in provincia di Alessandria, scarica da questo portale le nuove Linee guida per la conservazione e il recupero dell'architettura rurale e il paesaggio del Gal Borba.

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