Quel rosso pompeiano delle vecchie case cantoniere: manufatti in disuso a breve oggetto di un’azione di recupero e valorizzazione

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Quante volte è capitato, percorrendo la statale in macchina, di osservare quelle suggestive costruzioni color rosso pompeiano con su la scritta “Casa cantoniera”: purtroppo dagli anni Ottanta del secolo scorso la maggior parte di queste sono state dismesse a causa di una forte riduzione dei costi.

La casa cantoniera prende il nome dai cantonieri, ossia gli operai addetti alla manutenzione delle strade che per motivi di lavoro avevano l’obbligo di risiedere sul luogo di servizio. La costruzione delle strade è senza dubbio un antico progetto senza il quale la civilizzazione, la storia e la cultura dei vari popoli oggi sarebbe nulla ma ogni costruzione necessita di costante manutenzione per questo motivo nel XIX secolo in Italia le strade furono suddivise in cantoni (termine di derivazione provenzale “Canton” ossia quel tratto di strada lungo dai tre ai quattro chilometri). Nel 1830 con un decreto del Regno Sabaudo, il Re Carlo Felice istituisce la figura del cantoniere che ha il compito di controllare e verificare lo stato delle strade in uno specifico tratto assegnato. Per svolgere al meglio tale mansione i cantonieri hanno l’obbligo di abitare all’interno di quel tratto di qui l’esigenza di costruire abitazioni pensate appositamente per loro. L’origine della casa cantoniera risale al XVIII-XIX secolo e la si può identificare nelle stazioni di posta e cambio dei cavalli; alcuni esempi li troviamo sulle strade del passo della Cisa tra La Spezia e Parma o sullo Stelvio tra Sondrio e Merano. Anche in questo caso le stazioni di posta servivano come alloggio ai viaggiatori o come luogo di assistenza.I documenti di archivio testimoniano che nel 1922 con Regolamento del Ministero dei Lavori Pubblici, la figura del cantoniere assume connotati specifici: il suo compito è quello di conservare e tenere in buono stato la strada ed il terreno annesso e non possono cambiare abitazione senza l’approvazione dell’ingegnere capo. Inoltre nelle case cantoniere lo spazio comune e la stalla devono essere messe a disposizione dei viaggiatori. Risale al 1982 il “Regolamento dei Cantonieri” che introduce squadre di operai dotati dei mezzi necessari ed incorporati in Anas, gestore della rete stradale ed autostradale italiana. Attualmente è in atto un progetto di recupero e valorizzazione delle case cantoniere che intende trasformare queste icone storiche in ostelli e punti di ristoro per i viaggiatori alla scoperta del nostro paese o più semplicemente per chi viaggia per affari o per una gita domenicale. Nel 2015 è stato siglato un accordo tra il MiBACT, MIT, ANAS ed Agenzia del Demanio che prevede lo stanziamento di fondi per un progetto guida di trasformazione e sviluppo delle ex case cantoniere; per il momento il discorso riguarda solo trenta immobili in zone culturali e turistiche tra cui la Valle d’Ampezzo, la Via del Nord o Via di San Francesco, la Via Francigena (antica strada che unisce la Francia a Roma) e l’Appia antica.

Per maggiori informazioni: http://www.stradeanas.it/content/index/arg/case_cantoniere

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