La storica Via Francigena meta di collegamento per pellegrini e crociati

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La Via FrancigenaFranchigenaFrancisca o Romea, è parte di un fascio di vie che dall'Europa occidentale, in particolare dalla Francia conducevano nel Sud Europa fino a Roma e di qui proseguivano verso la Puglia, dove vi erano i porti d'imbarco per la Terrasanta meta dei pellegrini e dei crociati.

I primi documenti storici che attestano l’esistenza della Via Francigena risalgono al IX secolo e si riferiscono “ad un tratto di strada nell’agro di Chiusi in provincia di Siena come si evince in una pergamena l’Actum Clusio dell’876 conservata nell’abbazia di San Salvatore al Monte Amiata.

Al X secolo invece risale la prima documentazione del percorso ad opera del vescovo Sigerico, il quale descrisse il viaggio di ritorno del pellegrinaggio da Roma, dove era stato accolto dal Pontefice per ricevere il mantello vescovile, fino a Canterbury, sua sede. Il pellegrinaggio si snodò nell’arco di 79 giorni, attraverso 33 città, la descrizione minuziosa dell’arcivescovo fu scritta in un diario conservato al British Museum; il tratto originario era all’incirca di 1600 chilometri di cui 945 in territorio italico con una serie di difficoltà dovute sia all’asprezza del territorio che alla presenza di animali e all’intemperie per questo motivo sorsero borghi e luoghi di rifugiolungo questa via.

Dal X al XII secolo si entrava in territorio italico attraverso il valico del Gran San Bernardo passando per Aosta, Verres, Ivrea, Santhià , Vercelli e Pavia come fece nel 990 il vescovo Sigerico, dal XII secolo in poi si preferì il passaggio attraverso il Colle del Moncenisio passando per la Val di Susa e Torino; questo passaggio rappresentò una comunicazione tra varie realtà culturali, artistiche, economiche e politiche. 

Nel 1994 la via Francigena è stata insignita come “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa“ alla pari del cammino per Santiago di Compostela.

Il percorso vero e proprio della via Francigena è impossibile da tracciare in quanto non esisteva una sola strada ma varie direttrici, al contrario però si possono stabilire i vari luoghi toccati dai pellegrini dove erano site delle tappe di riposo e ristoro.

La prima tappa è l’Ospizio del Moncenisio, documentato già a partire dall’825, dal quale si scendeva a Novalesa dove era ubicata un’abbazia del 726, la quale conserva tutt’oggi un affresco con la Vestizione del pellegrino. Nel borgo della stessa cittadina si può ammirare parte di una locanda medievale chiamata “Casa degli affreschi“ che conserva nella facciata affreschi con gli stemmi delle regioni europee di provenienza dei pellegrini.

Il percorso proseguiva in Val Susa con la meravigliosa Abbazia di San Michele della Chiusa a 960 metri di altitudine, il monumento simbolo del Piemonte in stile romanico gotico, da queste vallate si arrivava a Torino, Chivasso, Vercelli fino a Pavia e Corte Sant’Andrea che l’arcivescovo di Canterbury pose nel suo itinerario come tappa di transito del fiume Po.

Si proseguiva attraverso la Via Aemilia fino a giungere all’appennino dove si doveva oltrepassare il Monte Bardone (oggi Passo della Cisa), il monte dei Longobardi, i quali utilizzavano questo valico per spostarsi dalla loro capitale, Pavia, fino alla marca di Tuscia (oggi gran parte della Toscana). Giunti alla Lunigiana, la via Francigena si univa alla via di Spagna che conduceva i pellegrini da Roma a Santiago di Compostela attraverso l’antico porto di San Maurizio sul fiume Magra.

Da Luni valicando le Alpi Apuane si raggiungeva la lucchesia, dove in particolare a Lucca era custodito il Volto Santo, un crocifisso ligneo che dal medioevo era venerato come immagine miracolosa. Dal territorio di Siena, seguendo successivamente la via Cassia si giungeva a Roma da dove attraverso la via Appia si raggiungeva Benevento; in questo percorso, attraversando l’appennino campano fino al valico di San Vito, era sito il Castello di Crepacuore, una fortezza dei cavalieri Gerosolimitani (del Santo Sepolcro), che garantiva la sicurezza dei pellegrini lungo il tratto appenninico fino al territorio pugliese.

La via Francigena nei secoli si trasformò in un percorso commerciale per prodotti come le spezie e la seta provenienti dall’Oriente verso i mercati del nord Europa attraverso l’Italia; in epoca più recente con lo sviluppo di tracciati alternativi a causa dell’aumento di scambi commerciali, la via storica perse la sua unicità portando alla nascita di numerosi itinerari, essa divenne la Via Romea, rifacendosi alla sua destinazione nella città di San Pietro.

Negli anni Novanta del XIX secolo è nato il termine di Via Sacra dei Longobardi per definire un percorso di pellegrinaggio che univa Mont Saint Michel in Francia con la provincia di Foggia attraversando tratti coincidenti con la via Francigena. Attualmente la via Francigena, rivalutata come percorso storico, è stata a tratti recuperata come valore turistico ed enogastronomico come per esempio nella zona della via Prenestina, la via Latina fino a Benevento e la via Appia.

Altri lavori di recupero e riorganizzazione hanno interessato la lucchesia, l’Umbria anche con la presenza di struttura ricettive atte all’accoglienza dei viandanti come parrocchie ed altre strutture religiose.

Da anni il MiBAC assieme a vari enti sta lavorando per promuovere questo importante patrimonio storico anche attraverso la diffusione dei costumi e della cucina delle terre interessate; nel 2017 le sette regioni italiane inglobate nella via Francigena hanno firmato un protocollo d’intesa per candidare l’itinerario a patrimonio mondiale dell'Unesco.


Lungo la Via Francigena puoi incontrare la bellissima Torre di Almese nel ricetto San Mauro

 

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