Rocca Grimalda tra storia e tradizioni: il Museo della Maschera e la Lachera

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Rocca Grimalda tra storia e tradizioni: il Museo della Maschera e la Lachera.

Rocca Grimalda è un comune in provincia di Alessandria nella zona dell’ovadese le cui origini risalgono all’epoca romana, conosciuta anticamente con il nome di Rondinaria fu luogo di ritrovamento di un’antica necropoli celtica. Oggi nel parlare di Rocca Grimalda mi soffermerò a trattare due importanti argomenti strettamenti collegati tra di loro: quello legato al Museo della Maschera e quello legato ad un’antica danza detta “Lachera”.        

Il Museo della Maschera è stato istituito a Rocca Grimalda nel 2000 e deve la sua creazione alla presenza nel territorio di un antichissimo rituale utilizzato durante il Carnevale: la Lachera.

La Lachera è una danza a rappresentazione teatrale nata durante la rivolta del popolo di Rocca Grimalda contro il Padrone del Paese che esercitava sulle spose del feudo il diritto sulla prima notte di nozze. In senso più tradizionale la Lachera si faceva risalire ad antichi riti primaverili che con i secoli si sono arricchiti con rappresentazioni di fatti storici esistenti.  Il rito consiste in un colorato corteo nuziale arricchito di suoni e tintinnii di campanellini che fanno da cornice ai personaggi: taluni armati di spade, altri di fruste ed altri ancora danzanti attorno agli sposi con nastri di fiori sui cappelli, è una fusione tra il vincolo delle nozze e il tema della guerra, il cui scopo è quello di rendere scherzare e rendere meno cruenti i drammi della vita. Come rappresentazione popolare la lachera nei secoli si è arricchita di nuovi personaggi con abiti di varie stoffe e fattezze come a narrare l’evoluzione dei tempi all’interno di un contesto scenografico.

Il Museo ospita collezioni di abiti, di maschere, di copricapi e accessori di vario tessuto, è possibile trovare in bella mostra bottoni in legno o in osso, fiori di carta crespa e zoccoli in legno per poi arrivare ad indumenti più recenti come le scarpe da tennis, le cerniere lampo e i fiori sintetici. Questo cambiamento non vuole snaturare la tradizione del rito carnevalesco ma adattarla alla modernità, agli anni che scorrono ed alle nuove incombenti usanze. Ciò che conta è che tale tradizione rimanga viva come attrazione turistica e storica; le generazioni, le stoffe, la vita comune sono mutate nei secoli ma la voglia di rappresentare il rito nella sua antica cultura con una nuova linfa emotiva e creativa continua a regnare.

                                                                        

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