Tortona, città da assaggiare: tra musei, castello perduto e sapori unici

Tortona, l’antica Derthona romana, sorge tra le colline che annunciano l’Appennino ligure, a due passi dall’Oltrepò pavese e lungo l’asse della via Emilia. Città di confine e di passaggio fin dall’età romana, è stata per secoli un nodo strategico tra pianura e mare e oggi unisce memoria storica, musei sorprendenti e una forte identità enogastronomica.

Dalla Derthona romana al castello perduto

I primi insediamenti nell’area risalgono al Neolitico, ma è con i Liguri Statielli e poi con Roma che Derthona diventa città fortificata e importante centro agricolo e commerciale. Delle grandi vie consolari – Fulvia, Postumia, Aemilia Scauri – restano oggi frammenti di mura, tracce di un ponte e sepolcri, che raccontano la vocazione di crocevia di questo territorio.

Per secoli il castello, sorto sul colle tra VIII e V secolo a.C. secondo le indagini archeologiche, ha avuto ruoli diversi: difesa dei granai di Teodorico, presidio visconteo e sforzesco, fortezza spagnola e sabauda, fino alla demolizione voluta da Napoleone nel 1801. Oggi sopravvivono solo pochi resti, ma il profilo della collina continua a dominare la città come memoria della sua lunga storia militare.

Musei che non ti aspetti

Tortona sorprende con una costellazione di musei tematici, tutti a portata di passeggiata.

  • Museo del Mare “Carlo Mirabello”
    Dedicato all’ammiraglio tortonese che collaborò con Guglielmo Marconi, raccoglie reperti marinareschi, strumentazioni di bordo, una rarissima macchina crittografica Enigma e oggetti appartenuti al Duca degli Abruzzi, esploratore e alpinista di casa Savoia. È un piccolo viaggio nella storia della navigazione, dalle rotte romane ai radar contemporanei.

  • Museo Diocesano e Palazzo Vescovile
    Allestito nell’ex seminario, custodisce libri, pergamene e preziose opere d’arte sacra; fra i tesori spiccano le pergamene del Codex Purpureus Sarzanensis, manoscritto miniato del VI secolo su pergamena tinta di porpora, con testi in oro. Il vicino Palazzo Vescovile, con portale in marmo bresciano, conserva dipinti di Macrino d’Alba e del Moncalvo, restituendo l’atmosfera delle antiche residenze ecclesiastiche.

  • Palazzo Guidobono, Museo Archeologico e Musei Civici
    L’edificio quattrocentesco, modificato nei secoli, ospita oggi il rinnovato Museo Archeologico di Derthona “MA DE” e le raccolte d’arte civiche. Il percorso archeologico ripercorre la storia della città dagli insediamenti liguri all’età imperiale, con mosaici, capitelli, stele funerarie e, in futuro, un giardino archeologico con i resti di una domus e di strutture pubbliche emerse durante i restauri. Le collezioni civiche contano oltre 300 opere tra dipinti e sculture dal XVI al XX secolo, busti di protagonisti del Risorgimento e memorie di personaggi locali, componendo una vera “biografia” di Tortona attraverso le immagini.

  • Atelier Sarina
    Inaugurato nel 2018, è uno spazio dedicato ai burattini di Peppino Sarina, ultimo erede di una famiglia di burattinai e maestro del teatro di figura tradizionale. Tra burattini, animali, scenografie e cartelli dipinti emerge il mondo ironico di Pampalughino (“succhia l’uva”), maschera astuta e amante del buon vino: un museo vivo, con laboratori e attività per famiglie.

Il cuore religioso: il Duomo

La Cattedrale, dedicata alla Vergine Maria Assunta e a San Lorenzo, è monumento nazionale dal 1940. Costruita tra il 1574 e il 1592, presenta oggi una facciata neoclassica ottocentesca, mentre all’interno a tre navate si ammirano il battistero settecentesco in marmo di Polcevera e affreschi come il “Battesimo di Gesù” del Fiammenghino. Nella sacrestia sono conservate tele del Moncalvo, di Camillo Procaccini e di Giuseppe Vermiglio, che raccontano la qualità della committenza artistica tortonese.

Assaggia Tortona: la città nel piatto

Il viaggio a Tortona non può finire senza passare da “Assaggia Tortona”, storica rassegna nata nel 1996 che trasforma via Emilia in un grande salone del gusto a cielo aperto. Tra stand, musica e appuntamenti come il “Festival delle trottole”, produttori e ristoratori propongono assaggi e degustazioni che mettono in dialogo il centro storico con la campagna circostante.

Nei calici si alternano Timorasso, Barbera, Cortese e Dolcetto, mentre sui taglieri compaiono salumi come il salame nobile del Giarolo, ottenuto da tagli selezionati di maiale, con grana grossa e lente stagionature in cantine naturali. Alla frutta è affidata una parte importante del racconto: le pesche di Volpedo, morbide e profumate, e le ciliegie “Belle di Garbagna”, duroni scuri perfetti anche per la conservazione sotto spirito.

Tra i formaggi, spicca il Montebore, il “formaggio a torta nuziale” fatto con latte vaccino, ovino e caprino, disposto in piccole forme sovrapposte di diametro decrescente. Citato già nel XII secolo e servito, secondo la tradizione, alle nozze di Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, oggi è il simbolo di una rinascita casearia che lega pascoli, storie contadine e ricerca gastronomica contemporanea.

Tortona, con i suoi musei, le chiese e una tavola ricchissima di prodotti tipici, è una tappa da vivere lentamente: un luogo dove la storia antica diventa scenografia ideale per un turismo di scoperta, di gusto e di incontri genuini.

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