A pochi chilometri da Torino la Fondazione Cosso nel Castello di Miradolo

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A pochi chilometri da Torino, all’interno del castello di Miradolo, si trova la Fondazione Cosso che ha come obiettivo la promozione culturale ed artistica, la ricerca umanistica e scientifica, la valorizzazione del territorio piemontese.

Nel 2008 Maria Luisa Cosso Eynard e la figlia Paola Eynard danno vita alla Fondazione salvando dall’abbandono il Castello di Miradolo e il suo Parco storico e dando vita ad un polo culturale, un centro di ricerca e di sperimentazione nel campo delle arti e della natura.

Le prime informazioni storiche collocabili intorno al XVII secolo parlano di “una cassina di campagna” di proprietà della famiglia Macello, che erano i più importanti proprietari del territorio. A fine settecento Antonio Maurizio marchese di Caresana trasforma la struttura in una nobile residenza con la costruzione di una peschiera ed un giardino formale.

L’epoca d’oro del castello risale agli anni venti dell’Ottocento grazie a Maria Elisabetta Ferrero, sposa del marchese Maurizio; a lei si deve la costruzione della citroniera, della torre rotonda e del muro di cinta, oltre a lavori di rifacimento della facciata principale con decorazioni neogotiche.

Nel 1866 la nipote di Maria Elisabetta, la marchesa Teresa sposa il conte Luigi Cacherano di Bricherasio, il quale fa ristrutturare il palazzo in stile neogotico . Dalla loro unione nascono Emanuele, uno dei fondatori della Fiat e Sofia che assieme alla madre darà vita ad un salotto culturale all’interno del castello; alla morte di Sofia, ultima erede, nel 1950 la proprietà, per suo volere, passa ad una congregazione religiosa che usa l’edificio per ospitare anziani e per esercizi spirituali.

Successivamente la struttura subisce disastrosi lavori di restauro fino a quando negli anni Novanta del Novecento viene totalmente abbandonata con saccheggi degli arredi ed abbattimenti di alberi del parco.

Fortunatamente nel 2007 il complesso è stato acquistato da un gruppo di privati che, in forma di comodato d’uso gratuito, lo hanno concesso alla fondazione: in questo modo il castello ed il parco sono tornati a vivere con il loro antico splendore.

Il restauro partito nel 2008 sotto l’alta vigilanza della Soprintendenza piemontese ha interessato le sale del castello con la rimozione degli interventi incongrui e “recupero delle volumetrie”, dei materiali originali della costruzione e con il restauro degli antichi intonaci coperti o cancellati dagli sciagurati interventi precedenti.

Tra gli interventi più significativi quelli riguardanti la sala da pranzo nobiliare, nella quale erano presenti gli stemmi delle famiglie con vari stucchi neogotici,  le altre sale per piano terra e del primo piano con il recupero degli affreschi del XVIII e XIX secolo con eleganti “trompe-l’oeil” che rendono le varie mostre, che tali sale ospitano, ammantate da una suggestiva atmosfera.

Lungo la facciata del castello si trova la serra in stile neogotico che ospitava circa 1300 piante da fiori e 48 casse per trasportare i limoni.

La cappella sita al primo piano, dedicata a San Giovanni Battista, versava in un pessimo stato qui si è intervenuti sugli splendidi dipinti del XVIII per ridare vita agli effetti illusionistici delle finte architetture dipinte.

La torre rotonda realizzata nel 1839 ha subito importanti lavori di recupero strutturale come il rifacimento del tetto, il consolidamento del balcone e la sistemazione della facciata mantenendo l’aspetto storico ed il rispetto per l’edificio.

Il parco è esteso per circa sei ettari, in origine era caratterizzato da un frutteto e da una peschiera con zone coltivate a foraggio, orti e vigneti; nel XIX secolo alcuni interventi ne hanno modificato l’aspetto creando un giardino di gusto inglese con una forma ovale attorno ad un vasto prato. Il parco ospita oltre 1700 alberi di vario genere tra i quali: sequoie, ginkgo biloba, tassadio, platano, tasso, querce americane, ippocastani, lagerstroemie, faggi; inoltre sono presenti piccoli boschetti e cinque alberi monumentali: ginkgo biloba, cipresso calvo, tasso, carpino e liriodendro.

La posizione geografica e la vicinanza alla Val Chisone e la presenza di numerosi corsi d’acqua rende il parco un sito molto interessante sia da un punto di vista floristico che faunistico è inoltre il regno ideale per il bosco di bambù giganti, le storiche camelie e le colorate ortensie.

Dal 2007 il parco del castello di Mirandolo è nell’elenco dei giardini storici sotto la tutela della Regione Piemonte.

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