Fondi CEI 8permille: Studio di Fattibilità (II parte)

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Fondi CEI 8permille per il restauro degli edifici di culto: Studio di Fattibilità (II parte)

Lo scorso giugno abbiamo parlato in maniera approfondita dei fondi CEI legati alle donazioni dell’8 per mille per il restauro ed il consolidamento statico dei beni culturali ecclesiastici ossia degli edifici di culto e delle loro pertinenze aventi interesse culturale (leggi l’articolo).

La scelta del bene culturale ecclesiastico da sottoporre a recupero fa capo ad una attenta pianificazione a livello diocesano che, strutturata su di una concreta ed efficace base di conoscenza dell’intero patrimonio ecclesiastico, sia in grado di favorire la programmazione degli interventi a servizio della missione della Chiesa.

I soggetti coinvolti in questo processo sono essenzialmente tre:

  • l’incaricato diocesano interlocutore principale con l’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto e con l’Incaricato regionale, a lui il compito;
  • il responsabile del procedimento (Project manager), figura chiave dell’intero processo edilizio che rappresenta la committenza ed assicura il giusto rapporto con le diverse professionalità coinvolte (progettista, impresa, enti);
  • il progettista e direttore dei lavori: figura di comprovata competenza che non deve mai coincidere con l’incaricato per l’edilizia di culto o con altro tecnico della curia (che invece rappresentano la committenza), in modo da garantire capacità di controllo e di valutazione del progetto stesso.

I quattro processi dello Studio di Fattibilità: situazione, obiettivi, attività, risultati

Lo schema funzionale dello studio di fattibilità comprende 4 steps secondo un modello conformato sulla struttura del sistema BCEweb, attraverso il quale è possibile presentare la domanda di contribuzione da parte della Conferenza Episcopale Italiana.

01. Situazione

Il primo passo da compiere è rappresentato dall’analisi dello stato di fatto necessaria a individuare l’intero patrimonio esistente dell’ente, le sue attuali destinazioni, lo stato di conservazione, le potenziali forme di valorizzazione (documentazione minima necessaria: relazione e planimetrie).

In sincronia temporale è indispensabile procedere con un’analisi tecnico-amministrativa del patrimonio dell’ente dove sono esaminate le seguenti tematiche da rappresentare con documentazione (elenco esemplificativo):

  • ispezioni ipotecarie circa la proprietà dei beni
  • relazione circa il possesso dei beni e circa la presenza di eventuali servitù
  • mappe, planimetrie e visure catastali aggiornate
  • rilievi degli edifici
  • caratterizzazione e modellazione geologica e geotecnica, laddove necessario (nuove costruzioni, interventi strutturali particolari su edifici esistenti), secondo quanto previsto nel D.M. Infrastrutture e Trasporti 17/1/2018;
  • relazione illustrativa e di sintesi
  • documentazione fotografica con punti di presa su planimetria
  • relazione sull’eventuale presenza di vincoli dovuti alle attività precedentemente svolte sul sito (terreni inquinati, discariche abusive, vani interrati, serbatoi dismessi, fabbricati esistenti privi di titolo autorizzativo, ecc.).

02. Obiettivi

La definizione degli obiettivi attraverso l’analisi della domanda, necessaria ad approfondire con attenzione il quadro delle reali esigenze (liturgiche, pastorali, sociali, dimensionali, ecc.) non può prescindere dalla ricerca del significato stesso dell’operare.

Le finalità da conseguire possono essere rappresentate attraverso:

  • relazione relativa alla consistenza demografica della parrocchia integrata, eventualmente, da rappresentazioni territoriali necessarie a focalizzare i flussi verso il complesso parrocchiale;
  • relazione circa gli aspetti socio-economici del territorio interessato dall’intervento;
  • relazione circa le caratteristiche del territorio;
  • relazione, con riferimento ai contenuti delle Note pastorali: liturgiche, pastorali, artistiche e iconografiche, ecclesiologiche..

03. Attività

Il raggiungimento degli obiettivi non può prescindere da un’attenta (e controllata) analisi della fattibilità finanziaria in grado di accompagnare l’intero processo edilizio. In questa fase preliminare di stima è opportuno che siano già individuati i canali per l’approvvigionamento delle risorse finanziarie necessarie.

Lo Studio di Fattibilità, oltre a fornire gli strumenti necessari per un’attenta analisi di necessità liturgiche, pastorali, civili, economiche, ecc., deve poter permettere, attraverso una preventiva analisi del processo, di orientare gli sviluppi futuri dell’iniziativa:

  • incarico diretto oppure concorso di progettazione;
  • schemi di contratto;
  • tipologia di appalto;
  • suddivisione in lotti.

04. Risultati

L’analisi delle modalità di verifica e controllo, sviluppata in parallelo con un cronoprogramma dovrebbe garantire la validazione dei livelli di progettazione, la gestione delle diverse fasi progettuali, la verifica dei contenuti e la corretta divulgazione dell’iniziativa, oltre al tempo necessario per ottenere i vari permessi, l’individuazione dell’impresa affidataria con redazione dei relativi capitolati.


Lo sviluppo di un attento studio di fattibilità permette di disporre di un progetto non affetto da incertezze che possano poi mettere in seria discussione la realizzabilità dell’intervento, di predisporre la corretta documentazione, anche finalizzata alla presentazione della richiesta di finanziamento da parte della CEI.


 

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