Fondi CEI 8permille per il restauro degli edifici di culto (I parte)

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Restauro edifici di culto con fondi CEI 8X1000: vuoi saperne di più?

I contributi CEI per il restauro ed il consolidamento statico riguardano unicamente i beni culturali ecclesiastici ossia gli edifici di culto e loro pertinenze aventi interesse culturale.

Per pertinenze si intendono il campanile, la sacrestia, la casa canonica, i locali di ministero pastorale e parimenti sono assimilabili: l’episcopio, gli uffici di curia, la casa del clero per sacerdoti in servizio attivo. Sono, invece, escluse dai contributi le case di accoglienza, gli archivi, le biblioteche, i musei, i seminari, le case di spiritualità o per ritiri, gli edifici sanitari e scolastici, le case parrocchiali dismesse e destinate ad altro uso.

Quali sono i punti salienti da rispettare per il buon esito della richiesta contributi?

  • verifica della proprietà dell’edificio: contestualmente alla richiesta di contributo è necessario dimostrare, con adeguata documentazione, che l’immobile sia di proprietà dell’ente beneficiario ossia, a titolo di esempio, della Parrocchia. Se si tratta di edifici molto vecchi mai aggiornati catastalmente è possibile ritrovare ancora la dicitura “luoghi sacri pubblici” dicitura che andrà aggiornata.
  • verifica dell’interesse culturale (VIC): per gli edifici aventi un’età superiore ai 70 anni privi di interesse culturale, si consiglia di sottoporre il bene immobile alla procedura di Verifica dell’interesse culturale e di inviare, all’atto della presentazione della richiesta di contributo, il documento attestante il pronunciamento positivo dell’organismo ministeriale preposto, includendolo nella relazione tecnico illustrativa. La VIC potrà, comunque, essere richiesta dal Comitato prima di esprimere il parere definitivo sulla domanda di contributo.
  • nulla osta ai lavori da parte dell’ente ministeriale di tutela: all’atto della domanda, in assenza della documentazione rilasciata dalla Soprintendenza, deve essere inviata la copia della richiesta di nulla osta protocollata dalla stessa o, in alternativa, la ricevuta dell’invio online o postale.
  • inizio e fine dei lavori: i lavori oggetto delle richieste di contributo non devono essere iniziati prima della presentazione della domanda di contributo e della relativa documentazione.
  • cartellone di cantiere: nei cartelli di cantiere dovrà essere inserita la scritta “Lavori realizzati con il contributo 8×1000 alla Chiesa Cattolica” utilizzando il facsimile fornito dalla Curia oppure scaricato dal sito della CEI.
  • varianti al progetto autorizzato da CEI: per esperienza personale posso affermare che il progetto autorizzato non può essere modificato dopo la sua presentazione e che nel caso in cui siano davvero necessarie varianti in corso d’opera occorre che le nuove lavorazioni (facenti capo ad un nuovo eventuale progetto) siano essere preventivamente richieste all’Ufficio Nazionale per la necessaria autorizzazione del Comitato.
  • tempistiche: il rispetto dei tempi per l’accettazione del contributo, l’inizio e la fine dei lavori sono aspetti importanti.

L’invio della documentazione all’incaricato regionale deve avvenire improrogabilmente entro il 15 novembre di ogni anno.

La presentazione della domanda completa deve avvenire improrogabilmente entro il 30 novembre di ogni anno. L’accettazione della proposta di contributo deve avvenire improrogabilmente entro 3 mesi dalla proposta.

L’inizio lavori deve avvenire entro 8 mesi dalla data del Decreto (anche se in caso di motivata necessità è possibile chiedere fino a due proroghe ciascuna di 8 mesi); la fine lavori deve avvenire entro 3 anni dalla data di inizio lavori (anche se in caso di motivata necessità è possibile chiedere fino a due proroghe ciascuna di un anno).


  • interventi distinti sullo stesso edificio: anche in questo caso per esperienza personale posso affermare che è possibile presentare progetti di restauro riguardanti lo stesso edificio in diverse annualità, anche non consecutive, purché si riferiscano a interventi ben definiti e distinti tra loro. E’ bene chiarire però che l’erogazione della rata per l’inizio lavori di un intervento presentato successivamente è subordinata alla conclusione della pratica precedente.

Quali sono le voci non ammissibili a contributo?

E’ bene chiarire che non tutte le voci sono finanziabili dai fondi della CEI, vediamo di seguito le voci non ammissibili:

  1. Interventi di adeguamento liturgico
  2. Lavori di restauro artistico (es. restauro apparati decorativi o in generale beni mobili)
  3. Scavi archeologici (è quindi escluso il contributo sulla campagna scavi spesso indispensabile quando si deve intervenire sulle pavimentazioni)
  4. Sostituzione e/o restauro delle campane
  5. Impianto motore delle campane
  6. Impianto antincendio e di diffusione audio
  7. Spese per i corpi illuminanti (con esclusione delle luci d’emergenza)
  8. Occupazione di suolo pubblico
  9. Oneri fiscali di conferimento a discarica materiali di risulta
  10. Restauro o rifacimento aree esterne (quindi sono escluse le pavimentazioni esterne o opere di scavo esterne)
  11. Lavori “in economia” e/o operai specializzati
  12. Imprevisti

La voce 1) inerente l’adeguamento liturgico affronta un tema molto importante in quanto, benché sia una voce non ammessa a contributo, è sempre auspicabile la valutazione in sede diocesana circa la necessità di un adeguamento liturgico. Per questo nella documentazione di progetto vanno presentate le tavole riguardanti lo spazio liturgico ed il suo eventuale adeguamento.


Sei una Parrocchia? Hai mai pensato di chiedere i contributi CEI? 

Se hai bisogno di una mano chiamaci < <0144.323990 >>


 

2 pensieri riguardo “Fondi CEI 8permille per il restauro degli edifici di culto (I parte)

  • 19 Agosto 2021 in 5:19 PM
    Permalink

    Salve sono un priore di una confraternita vorrei fare richiesta per finanziare un intervento di restauro della mia chiesa per richiedere il contributo C.E.I come posso fare le richiesta c’è un modulo mi dovrei rivolgere a qualcuno grazie.

    Risposta

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