– I PARTE – Edilizia rurale del G.A.L. Borba

Print Friendly, PDF & Email

Linee guida per il recupero dell' edilizia rurale

bottone-down-GAL

Il G.A.L. BORBA ha inteso promuovere la rivitalizzazione del patrimonio storico minore attraverso la realizzazione di guide per il recupero dell’edilizia rurale e del patrimonio naturale. L’unicità di questo territorio, sia per la sua collocazione geografica che per le risorse culturali, storiche ed enogastronomiche che custodisce, rappresenta il primo interesse del gruppo di azione locale che proprio attraverso queste attività intende salvaguardare l’identità di questi luoghi ed agire al fine di mantenere per quanto più possibile attiva la sua azione locale. Questa guida/manuale interessa un territorio piuttosto vasto, collocato nella parte meridionale della Regione Piemonte, in provincia di Alessandria e comprende trentanove comuni, due dei quali solo per una porzione della loro estensione territoriale.

Il progetto di ricerca è stato realizzato da un gruppo di lavoro composto dall’architetto acquese Antonella B. Caldini, specialista in restauro dei monumenti; dall’architetto Daniela Bosia del Politecnico di Torino, dall’architetto Roberto Marchiano, libero professionista, dalla professoressa Giovanna Franco, dell’Università di Genova e dal professore Stefano F. Musso dell’Università di Genova che è stato coordinatore scientifico dell’intero lavoro.

Hanno partecipato alla schedatura fotografica dei manufatti Lorenzo Badino e Maurizio Carozzi, studenti della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Genova e la professoressa Flavia Ravera dell’Istituto Statale d’Arte “Jona Ottolenghi” di Acqui Terme.

La guida è organizzata in tre principali sezioni tematiche: i nuclei storici, le tipologie edilizie e gli elementi costruttivi; alle tre sezioni si aggiunge poi la proposta di un itinerario turistico e religioso lungo “la via del sacro”.

Questa PRIMA PARTE dedicata ai “nuclei storici” analizza i centri abitati delle tre aree principali del territorio: quella Acquese e della Valle Bormida di Spigno, quella Ovadese e Novese e quella della Alte Valli Appenniniche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php