Avvolto dalle vette dell’Appennino ligure il bellissimo borgo di Voltaggio

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In provincia di Alessandria avvolto dalle vette dell’Appennino ligure il bellissimo borgo di Voltaggio.

Veliturium era già conosciuto dai romani soprattutto per la presenza di una fonte sulfurea che in epoca recente è stata incanalata e quindi fatta sgorgare da una cavità artificiale rocciosa. Sul territorio sono presenti altre due importanti fonti della fornace ubicata dove sorgeva un’antica fornace di calce e dell’acqua amara che sgorga da una roccia del Rio Morsone e che quindi deve il suo gusto a sali di magnesio di cui è composta.

La prima documentazione ufficiale risalente al 1006 parla di usufrutti donati dal vescovo di Genova ai monaci di San Siro. Voltaggio fu feudo nel X secolo dei vescovi di Tortona e nell’XI/XII secolo dei marchesi di Gavi. Dopo un lungo periodo sotto il dominio della Repubblica di Genova sotto il governatorato di vari consoli, passò alle signorie dei duchi di Milano, dei marchesi del Monferrato e della famiglia Guasco pur rimanendo entro il limite dei territori genovesi. Nel XVIII/XIX secolo Voltaggio è entrato a far parte della Repubblica Ligure, all’impero napoleonico fino all’annessione nel 1815 al regno di Sardegna; nel 2005 ha ottenuto il titolo di comune onorario della provincia di Genova.

Tra le bellezze artistiche di Voltaggio troviamo la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta e dei Santi Nazario e Celso del XIII secolo a tre navate con un imponente campanile. All’interno conserva un’opera in legno del Maragliano raffigurante la Vergine in trono col Bambino e varie opere dello Scorza, pittore locale tra cui alcune tele, una statua in marmo della Madonna del Rosario ed opere in rame sui 15 Misteri.

Di particolare interesse il bel ponte romanico dei Paganini sul torrente Lemme, situato sull’antica via di accesso al borgo; è datato tra il XIII ed il XIV secolo.

Voltaggio conserva i ruderi del castello raggiungibile attraverso vari sentieri nel verde del parco delle Capanne di Marcarolo.

Da ammirare la Casa Grimaldi, residenza della famiglia nobile genovese che aveva la concessione della gestione dei pedaggi, nota anche come “casa gotica” datata XIV/XV secolo e il palazzo Scorza Battilana dalle grottesche pitture interne che conserva sui muri frammenti di lapidi tra le quali una antichissima datata 1161; fu la casa natale del pittore Sinibaldo Scorza che qui nacque nel 1589.

Tra le bellezze di culto cristiano oltre la già citata parrocchiale troviamo l’Oratorio di San Giovanni Battista del XIX secolo a croce greca con una maestosa cupola alta 16 metri. Un discorso a parte merita la chiesa di San Michele Arcangelo con annesso convento; consacrata nel 1662 ha una sola navata ed una struttura a capanna, all’interno conserva una Via Crucis creata con minerale di magnesio. Il convento del XVII secolo è stato ristrutturato nel XIX secolo dalla Duchessa di Galliera; è sede dal 1870 di una preziosa Pinacoteca che conserva 200 dipinti provenienti dal convento di Santa Caterina a Genova. Nella quadreria si possono ammirare opere del Fiasella, del Cambiaso, del De Ferrari, dello Strozzi e dello Scorza, una eccezionale collezione pittorica della scuola genovese del XVII/XVIII secolo.

 

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