Nel Monferrato acquese il borgo collinare di Morsasco

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La possibilità di scaricare su questo portale le nuove Linee guida per la conservazione e il recupero dell'architettura rurale e il paesaggio del Gal Borba, ha motivato la scelta di presentare, anche con pochi cenni storici, i 58 comuni facenti parte di questo territorio. In questo articolo parliamo di MORSASCO in provincia di Alessandria.

Il paese collinare di Morsasco a destra della Bormida fu abitato dai Liguri Statielli sconfitti nel II secolo a.C. dai romani ai quali fu annesso il territorio con il nome di Provincia romana di Nona Regio.

Le prime citazioni storiche risalgono al XIII secolo con il toponimo di Morizaschi, nel 1240 come testimoniato dagli archivi storici avvenne il matrimonio che sancì il passaggio feudale del borgo dai Marchesi del Bosco ai Malaspina di Cremolino.

Nel XVII secolo Morsasco passò in possesso della famiglia Centurione che acquisì anche il titolo di principi del Sacro romano impero.

Nei secoli successivi il territorio divenne luogo di passaggio di vari eserciti: spagnolo, francese, tedesco e savoiardo come confermato da vari attestazioni storiche; infine nel 1708 fu inglobato nel regno di Sardegna e successivamente nel Regno d’Italia.

Da ammirare la torre dell’orologio del XVII secolo con annessa casa del Boia con la trave e la corda dove venivano giustiziati i condannati a morte.

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Bartolomeo del XVI secolo ad una navata con all’interno affreschi del maestro Pietro Ivaldi detto il Muto e due dipinti uno di San Bovo e l’altro del Santo Rosario del Monevi.

Forse il simbolo di Morsasco è il suo castello del XIII secolo che soprattutto sotto la famiglia Centurione ha subito sostanziali restauri e ammodernamenti, da osservare un vasto salone per il gioco della pallacorda, varie stanze abitative e due meravigliose sale con pregevoli affreschi.

Il castello che ospitò tra l’altro Luigi Gonzaga, è caratterizzato dalla cantina, dai granai che ospitano tutt’ora varie macchine del XIX e XX secolo e dal meraviglioso parco con vista panoramica sulla vallata e sull’Appennino ligure.

Tra le principali emergenze architettoniche si segnala la Pieve di San Vito datata XI e XII secolo con abside semicircolare, all’interno si possono ammirare affreschi risalenti al XV secolo uno posto nell'emiciclo absidale e raffigurante una Crocifissione con una teoria di Santi tra i quali, a cavallo, forse lo stesso San Vito o San Vittore mentre sul lato sinistro è conservata una Madonna in trono con bambino. La piccola pieve è stata oggetto di studi approfonditi essendo stata scelta come oggetto di una tesi di specializzazione in restauro dei monumenti da parte di un gruppo di architetti guidati dall'architetto acquese Antonella Caldini

Si segnalano, infine, l'edificio con arco su Via Delfini, di proprietà comunale, antico quadriportico di passaggio al verziere del Castello (restaurato nel 2007) e l'antica loggia su Piazza Vittorio Emanuele II, collocata in centro storico ai piedi del castello, anch'essa di proprietà comunale (restaurata nel 2008).

 

 

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