Nell’astigiano la storia recente di Montiglio Monferrato

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Montiglio Monferrato è derivato dall'Unione dei Comuni di Montiglio, Colcavagno e Scandeluzza avvenuta attraverso un referendum popolare nel 1998.

In età medievale questi tre piccoli comuni rientravano sotto il dominio del Marchesato del Monferrato e vi rimasero fino al XIV secolo, dei tre piccoli feudi Montiglio è sempre stato quello che aveva maggiore peso politico.

Il toponimo dei tre borghi è piuttosto singolare: Colcavagno deriva con ogni probabilità dal termine cavagna ossia cesta o vocabolo latino cavus inteso come area o corteMontiglio deriva invece dal latino monticulus cioè monticello o da mons tilius ossia monte dei tigli; Scandeluzza infine deriva da scandelucia ossia una particolare leguminosa chiamata scandella.

Nei secoli i tre borghi alternarono la loro dominazione a famiglie nobili del territorio fino all’ultima cessione ai Marchesi di Montiglio e da questi ai Savoia nel XVII secolo e ai Gonzaga nel XVIII secolo.

Tra le principali emergenze architettoniche si segnala il Castello di Montiglio del IX secolo che rappresenta il punto strategico e difensivo della Roccaforte del marchesato del Monferrato. Nel XVIII secolo ha subito alcuni interventi di restauro.

All'interno del Castello è conservata la Cappella di Sant’Andrea le cui origini risalgono al lontano 1349 che conserva un prezioso ciclo di affreschi riconducibili alla pittura piemontese del Trecento attribuiti al Maestro di Montiglio di scuola Toscana.

La Chiesa parrocchiale di Montiglio è dedicata a Santa Maria della Pace e risale al XVI secolo, conserva un bellissimo pulpito, un organo risalente al XVIII secolo e meravigliosi affreschi del XIX secolo opera del pittore Pietro Maria Ivaldi detto il Muto. Sul campanile si conserva ancora un’antica meridiana.

Si segnala anche l'antica pieve cimiteriale di San Lorenzo in stile romanico risalente al XII secolo la cui struttura originale a pianta basilicale aveva tre navate con soffitto ligneo a capriate. La struttura esterna in mattoni e pietra arenaria è impreziosita da particolari elementi decorativi che uniscono un senso geometrico ad una realtà fantastica.

Nel territorio di Scandeluzza da ammirare è la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria del Rosario caratterizzata da una statua incastonata in una nicchia nella facciata e dalla presenza all’interno di tele della scuola del Moncalvo.

Molto singolare nel territorio di Montiglio Monferrato è la presenza di circa 50 meridiane quasi tutte eseguite dall’artista Mario Tabenghi sulle facciate degli edifici storici e cittadini (guarda il video).

Infine di rilevanza naturalistica è il Lago di Codana riaperto nel 2017 dopo alcuni restauri: una perla nel verde con circa 50 specie arboree molto caratteristiche.

2 pensieri riguardo “Nell’astigiano la storia recente di Montiglio Monferrato

  • Arch. Antonella B. Caldini
    11 maggio 2018 in 19:19
    Permalink

    Grazie Gualberto, siamo lieti che l’articolo le sia piaciuto. Se vuole essere sempre aggiornato sulle nostre tematiche legate al restauro e alla conservazione si iscriva alla nostra NEWSLETTER

  • 11 maggio 2018 in 12:05
    Permalink

    Molto interessante

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