Contributi per il restauro di beni culturali: il bando “Cantieri diffusi” per Piemonte e Valle d’Aosta

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"Cantieri diffusi": un bando per il restauro in Piemonte e Valle d'Aosta

Sono rimasta molto colpita dal numero di visite che ha avuto uno dei miei ultimi articoli "Cantieri barocchi 2020: un bando per il restauro delle superfici decorate" sui contributi messi a disposizione dalla Compagnia San Paolo attraverso un bando riservato ai beni culturali.

La ricerca dei fondi per consentire il restauro di un bene culturale o anche di una sola sua parte è spesso complicata ma rappresenta una tappa indispensabile per dare sostenibilità al progetto nel suo insieme. Occorre però tenere presente che questi contributi prevedono sempre una quota di cofinanziamento da parte dell'ente richiedente senza la quale la richiesta non può avere seguito.

Oltre alla Compagnia San Paolo anche la Fondazione C.R.T. (Cassa di Risparmio di Torino) si occupa di restauro e con il bando "Cantieri diffusi" contribuisce da anni alla tutela e alla conservazione dei beni del patrimonio storico artistico e architettonico del Piemonte e della Valle d’Aosta.

Allo stato attuale il bando 2019 è chiuso ma la riapertura avviene ogni anno in genere nel mese di aprile con chiusura nel mese di luglio.

Come si legge nel bando del 2019 tra gli obiettivi vi sono anzitutto il recupero di beni mobili e immobili sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs.22/01/2004 n. 42 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, di rilevante valore storico e culturale, presenti sul territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta ed anche quello di favorire l’effettiva fruizione dei beni oggetto d’intervento per attrarre nuovi segmenti di pubblico ed introdurre i beni oggetto d’intervento in specifici programmi di promozione turistica presenti sul territorio.

Possono partecipare al bando: enti pubblici, religiosi, associazioni,comitati, musei purchè dispongano del bene in qualità di proprietario soggetti delegati. Ogni ente ha facoltà di presentare 1 sola istanza all'anno. L'attività di restauro deve in genere realizzarsi entro 18 mesi, la presentazione della domanda avviene per via telematica.

Tra i documenti indispensabili ai fini della presentazione dell'istanza e che devono essere richiesti all'ente di tutela quando si presenta il progetto ci sono: nulla osta della Soprintendenza competente (non più vecchio di 5 anni); attestazione della necessità dell'intervento rilasciata dalla Soprintendenza e computo metrico e/o preventivo di spesa approvato dalla Soprintendenza (visto sul computo e/o sul preventivo).


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