Catalogo nazionale dei paesaggi rurali e storici: parliamo del “Piemonte”

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Ecco alcuni dei paesaggi rurali e storici del Piemonte segnalati nel Catalogo:

Alpeggi della Raschera (area compresa tra Marguareis, Mongioie e Mondolè). L'area della Raschera rappresenta uno più vasti complessi pascolivi della provincia di Cuneo, la loro significatività risiede nella complessità storica dei processi di attivazione delle risorse foraggere in un'area di convergenza di sistemi plurimi di transumanza. Il paesaggio degli alpeggi della Raschera si mantiene oggi sostanzialmente integro e ciò grazie alla continuata attività d'allevamento e al pascolo all'aperto, oggi l'allevamento predominante è bovino.

Altopiano della Vauda (area compresa tra Front, Vauda Canavese, San Carlo Canavese, Nole, San Francesco al Campo, Lombradore e Rivarossa). La significatività del paesaggio della Vauda è dovuta alle ampie estensioni di incolto, e presenta una notevole integrità, non soltanto sul fronte della conservazione di ampie e diffuse estensioni di incolto, mai intaccate da una marcata antropizzazione, ma soprattutto sul piano di una notevole omogeneità nel sistema di gestione di queste terre. La vulnerabilità dell'area è dovuta alla progressiva dismissione dei beni demaniali, che rischia di favorire speculazioni immobiliari.

Baraggia vercellese e biellese (area compresa tra le provincie di Vercelli e di Biella). Non si tratta di un'area continua, ma di sei aree sparse, che corrispondono all'area della Riserva naturale orientata delle Baragge. Dal pascolo allo stato semibrado di caprini, ovini, bovini e suini, alla raccolta di foglie, brugo, legna secca, castagne, noci e funghi, alla gestione dei cedui e al taglio programmato delle piante d'alto fusto, sono numerose le prassi di gestione attuate nei secoli. Dal punto di vista della vegetazione la baraggia si configura come una brughiera punteggiata da esemplari isolati o a gruppi di latifoglie, risultato della gestione agro-silvo-pastorale storica portata avanti attraverso la pratica del debbio (incendio), dei diboscamenti e dei dissodamenti.

Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino (area ubicata nel comune di Trino, e in piccola parte nei comuni di Ronsecco e Tricerro). La significatività dell'area è legata ad una molteplicità di elementi connessi principalmente alla persistenza storica della forma di gestione comunitaria legata alla Partecipanza. Il bosco è una formazione mista di querco-carpineti e in minor misura alneti, strettamente collegata alle risaie circostanti, che, influenzando il livello della falda idrica anche all'interno del bosco, favoriscono ristagni di acqua temporanei. E' indubbio che le particolari modalità della gestione collettiva sono il motivo per cui il bosco fu sottratto allo sfruttamento agricolo che caratterizza l'area del basso Vercellese.

Cascina San Michele (area compresa tra i corsi dei fiumi Bormida, Tanaro, Orba e Scrivia). Il paesaggio delle cascine dell'alessandrino occupa il comprensorio pianeggiante e di origine alluvionale compreso tra i corsi del Bormida, Tanaro, Orba e Scrivia. L'area della Cascina San Michele, nel comune di Bosco Marengo, si estende per circa 236 ha. La significatività dell'area risiede nella persistenza storica di una delle tipiche cascine della pianura alessandrina, sia come ordinamenti colturali, prevalentemente volte alle colture cerealicole e di mais, sia come strutture aziendali. L'ubicazione del fabbricato civile è conforme alla tradizione architettonica e agronomica tardorinascimentale che suggerisce di rivolgere l'edificio verso oriente.

Per approfondimenti: www.reterurale.it

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