Nel basso Piemonte tra le colline del Monferrato: il piccolo paese di Fubine

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Il piccolo paese di Fubine si trova nel basso Piemonte tra le colline del Monferrato sulla pianura alessandrina del Tanaro, le sue origini sembrano risalire all’epoca tardo romana del IV secolo d.C..

Pare che l’antico nucleo abitato venne edificato su un’altura posta a fianco di una strada romana non lastricata che avrebbe collegato le colline alla Valle del Po fino a giungere a Vardagate, importante centro di epoca romana oggi non più esistente (individuabile nei pressi dell’odierna Casale).

Le prime notizie storiche risalgono al lontano 1041 data in cui l’imperatore Enrico III cedette metà del paese col castello e le chiese al Vescovo conte di Asti. Nel XII secolo il territorio fu feudo dei Cellamonte, vassalli dei marchesi aleramici del Monferrato e successivamente dello stesso marchesato monferrino.

Nel XIV secolo i fubinesi, alleati di Alessandria, durante la guerra contro i Visconti di Milano opposero resistenza agli Angioini, ma alla fine il paese fu quasi raso al suolo. Nel 1325 il marchese Teodoro I Paleologo, attraverso il documento della “Carta pactorum”, accordò varie concessioni ai diritti feudali con la popolazione di Fubine. Nel XV secolo venne fortificata con la costruzione di mura con lo spalto con il terreno in lieve pendio verso l’esterno per la difesa dei confini con il ducato di Milano.

Successivamente Fubine divenne feudo dei nobili Mazzè, ramo dei Valperga, mantenendo le concessioni feudali precedenti. Nel 1519 venne consacrata la parrocchiale al centro del paese che prese il posto della vecchia situata fuori dalle mura sulla collina; in origine in stile romanico ha subito varie modifiche di gusto neogotico con la costruzione nel 1860 del campanile.

Nel 1546 nel momento in cui il feudo passò nelle mani del nobile mantovano Alberigi incominciò una lunga battaglia per il riconoscimento della carta pactorum; inoltre la cattiva amministrazione della giustizia portò alla nascita di bande di malfattori con la conseguenza di omicidi, stupri ed altri delitti. Fortunatamente dopo 30 anni circa Fubine passò al Duca di Mantova e Monferrato, Vincenzo I Gonzaga che riconobbe il patto del 1325.

Nel XVII secolo il territorio venne coinvolto nelle guerre del Monferrato e dovette pagare pesanti tasse prima ai Gonzaga e poi ai Savoia che succedettero ai marchesi di Mantova nel basso Monferrato. Nel XVIII secolo, dopo anni di sofferenza economica ed atti di ribellione alle occupazioni militari senza sosta, Fubine con tutto il Monferrato passò ai Savoia e convogliato nel regno di Sardegna ed in questo d’Italia.

Tra le opere importanti da vedere la citata Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nel centro del paese, costruita su un antico tempio romano dedicato forse alla dea Diana o a Venere. L’antico campanile del 1402 in stile romanico venne riconosciuto perché pericolante nel 1858 in stile neogotico alto 56 metri è il simbolo del paese.

La chiesa conserva la facciata tardo gotica con archetti ed il rosone contornato da una cornice con otto fasce di formelle in cotto; all’interno si possono ammirare le grandi tavole della Via Crucis del XIX secolo opera del pittore locale Paolo Gaidano, il polittico del Santo Rosario risalente al XVI secolo composto da 15 tavole in legno. Inoltre in una nicchia di fondo del coro si trova la statua dell’Assunta del XVI secolo in marmo bianco.

Poco fuori paese in una piccola radura di alti cipressi è situata la cappella mortuaria dei conti Cacherano di Bricherasio, importante famiglia piemontese del XIX secolo. La cappella edificata nel 1864 su commissione del cav. Luigi è in stile neogotico, l’esterno in mattoni ha pareti molto sottili con piccoli contrafforti e la presenza di archi a sesto acuto. 

All’interno l’altare è decorato con un mosaico che rappresenta un verso dell’Eterno riposo e la navata è illuminata da vetrate policrome con archi a sesto acuto. Nella cripta sono ospitate le varie lapidi funerarie dei membri della famiglia; in essa spicca il monumento funebre di importanza artistica del conte Emanuele, personaggio erudito, fu uno dei fondatori nel 1899 della casa automobilistica F.I.A.T. Il monumento è stato realizzato da Leonardo Bistolfi uno dei maggiori esponenti dell’arte liberty, rappresenta il conte nell’uniforme regia vegliato da un Angelo col capo velato; da notare soprattutto l’effetto della “morbidezza delle pose” e “dei drappeggi” in questo capolavoro scultoreo.

La cappella è all’interno dell’impianto del Castello o palazzo Bricherasio del quale si hanno le prime documentazioni nel 1041 col già citato episodio dell’imperatore Enrico III ed il vescovo di Asti. Fu saccheggiato varie volte, nel XV secolo nell’opera di restauro e fortificazione su disegno di Bellingerio di Busca, venne riedificato e cinto di nuove difese murarie. Dopo altri saccheggi il castello finì’ in uno stato di abbandono ed usato addirittura come cava di materiale da costruzione.

Nel XVII secolo il conte Natta fece costruite da zero un grande palazzo che aveva la forma di un castello con svariate stanze; successivamente nel XIX secolo passò alla famiglia Cacherano di Bricherasio che diede un’impronta decisa al rimaneggiamento del palazzo con la realizzazione di un giardino romantico pensile al posto del giardino all’italiana.

Nel giardino era presente una grotta di origine neogotica che aveva il compito di stupire gli invitati, erano presenti anche palme, sofore ed aiuole erbose delimitate da siepi di bosso.

Fubine è anche nota per la presenza degli infernot cavità sotterranee per la conservazione del vino, grazie alle caratteristiche geologiche del luogo tali cavità mantengono temperature ed umidità costante. Esistono due tipologie di strutture a seconda delle epoche, si passa da semplici costruzioni monocamerali a più complesse con varie camere a diversi livelli di profondità. Alcuni risalenti al settecento nel centro storico sono strutture molto complesse che avevano in origine la funzione di via di fuga in caso di pericolo data la presenza di corridoi molto spaziosi che agevolavano il passaggio.


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