Perle del Monferrato casalese: la Pietra da Cantoni e gli Infernot

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Cercando sempre argomenti curiosi che rimandano ad un passato di tradizioni, vecchi mestieri e vecchie costruzioni, mi sono imbattuta nella storia della Pietra da Cantoni, una delle più pregiate non solo nel territorio del Monferrato casalese ma in tutta Italia.

La sua storia geologica risale a circa 22 milioni di anni fa, all’epoca della formazione della catena appenninica, quando il mare era padrone del nostro territorio e piccole porzioni di terra incominciavano ad emergere dai fondali marini. Proprio in questi fondali incominciò a depositarsi un fango calcareo ed argilloso alternato a sabbie fossilifere, frutto di azioni franose della fascia delle isole emerse; attraverso i milioni di anni in queste pietre si sono depositati sedimenti sia di parti di pesci che di foglie fossili trasportate in mare dal vento o da corsi d’acqua.

Circa sette milioni di anni fa i mari cominciarono a ritirarsi facendo emergere varie formazioni di depositi sedimentari che crearono le colline del Monferrato; la pietra da Cantoni ed i vari depositi marini, erosi da corsi d’acqua e da agenti atmosferici, nel corso dei millenni ebbero variazioni delle loro composizione primaria.

La pietra da Cantoni è la più antica giunta fino a noi, ha una natura nettamente calcarea, è stata impiegata nelle fabbriche di calce e cemento; nel XIX secolo blocchi irregolari di pietra fossilifera furono usati per la costruzione di muraglioni e case ancora visibili nel territorio. Una prova concreta del suo valore lo troviamo nelle stesse colline monferrine che si conservano maggiormente per la presenza di questa pietra che impedisce l’eccessiva erosione sia da parte dei corsi d’acqua che dall'azione degli agenti atmosferici.

Legati a questa cultura della pietra da Cantoni sono gli Infernot, anticamere alle cantine prive di luce ed aerazione, utilizzate per custodire il vino imbottigliato. Sono delle opere d’arte, veri capolavori scultorei scavati nella pietra sotto le case o i cortili, nati dalla tradizione e dell’ingegno dei contadini monferrini; erano realizzati nella lunga stagione invernale e dovevano avere caratteristiche di temperatura ed umidità costanti per la migliore conservazione delle preziose bottiglie di vino. Gli Infernot , 47 secondo un censimento del 2002, hanno diverse tipologie di costruzione, a monocamera, a multicamera, a corridoio con particolari disposizioni delle bottiglie a nicchie, a gradinate o a piani sovrapposti; spesso sono abbelliti da decorazioni e da un tavolo anch’esso scavato nella pietra.

Queste opere artistiche rappresentano un patrimonio immenso del territorio del Monferrato, abitato da contadini che con il loro lavoro hanno reso queste vallate degne di essere annesse alle ricchezze del patrimonio dell’umanità Unesco e di meritare tale onorificenza. A questo proposito dal 2003 è stato istituito l’Ecomuseo della pietra da Cantoni nato con lo scopo di recuperare e valorizzare tale materiale e fare conoscere le componenti culturali, naturali ed agricole del territorio del Monferrato.

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