Infiltrazioni dal tetto: tutta colpa delle vecchie lastre di ardesia

Print Friendly, PDF & Email

Proprio questa mattina sono stata contattata da un signore (che  chiamava dalla Liguria) per un problema al tetto. Si lamentava di infiltrazioni dovute alle vecchie lastre di ardesia molto degradate. Il signore chiedeva se era possibile intervenire nell’immediato con prodotti consolidanti e/o protettivi in grado di arrestare almeno temporaneamente il problema. Credo che l’argomento meriti un approfondimento.

Ho già avuto modo di spiegare in alcune schede tecniche presenti sul portale (rif. elementi costruttivi, ardesia) e facilmente scaricabili, previa iscrizione alla nostra newsletter, come la principale forma di degrado dell’ardesia sia quella dovuta all’esfoliazione superficiale che tende a sfogliare progressivamente la lastra seguendo la tessitura parallela che la contraddistingue. Soprattutto quando è utilizzata come elemento dDurante le fasi di rimozione delle vecchie lastre in ardesia, irrecuperabili i copertura tende a degradarsi in maniera veloce sia perché direttamente esposta all’azione degli agenti atmosferici che perché collocata in posizione inclinata e quindi più favorevole all’azione di esfoliazione. Va anche ricordato che l’ardesia è un materiale con un basso grado di assorbimento e pertanto è molto difficile consolidarla con l’uso di protettivi specifici (ciò a prescindere dall’effetto estetico che ne conseguirebbe, analizziamo in questa scheda unicamente l’aspetto funzionale). Per questa ragione alla domanda del signore se: “è possibile usare consolidanti e/o protettivi in grado di arrestare almeno temporaneamente il problema” la mia risposta è che si tratterebbe di un “tapullo”, per dirla alla genovese, praticamente inutile. Ciò non significa che l’unica soluzione al problema sia di rifare integralmente il manto di copertura anzi, al contrario, si potrebbe valutare l’ipotesi di riparazioni ed integrazioni puntuali, delle quali abbiamo parlato in una scheda tecnica specifica che ne illustra le procedure (rif. elementi costruttivi, coperture), nella scheda si parla di manto in lose di pietra o in elementi in cotto ma è adattabile anche all’ardesia con queste ulteriori prescrizioni. La riparazione puntuale di un manto di copertura realizzato in lastre di ardesia è più delicata rispetto alle altre tipologie di manto in quanto le lastre di ardesia sono spesso fissate tra loro e l’impalcato mediante giunti di malta che dovrebbero essere rimossi meccanicamente senza provocare ulteriori danni. La soluzione a questo aspetto è quella di avvalersi di manodopera specializzata nella lavorazione dell’ardesia, in grado di rimuovere con cura le vecchie lastre e di posare le nuove nel rispetto del verso. Le nuove lastre dovranno avere spessori analoghi a quelle esistenti (e stesse dimensioni) e il fissaggio degli elementi al sottostante tavolato dovrà essere effettuato con malta di calce idraulica o, alternativamente, premiscelati purché tenaci, idraulici e privi di sale. Ricordo che se è pur vero che la prassi della “sostituzione” non appartiene al restauro, che predilige la conservazione di ogni elemento originale, un conto è salvaguardare un elemento decorativo che non assolve alcuna funzione altra cosa è sostituire singoli elementi allo scopo di garantire una migliore funzionalità e sicurezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

css.php