Utilizzo dell’ardesia nelle scale

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Un altro uso diffuso dell’ardesia è nelle scale si tratta principalmente di scale monumentali sia esterne che interne tipiche dei palazzi storici genovesi ma anche dell’edilizia minore, negli esempi più importanti l’uso dell’ardesia nelle pedate si affiancava al marmo di Carrara nelle balaustrate in marmo.

Le pedate in ardesia avevano spessori considerevoli mai inferiore agli 8 cm e generalmente la pedata sporgeva di diversi centimetri rispetto all’alzata, sempre rifinata ad intonaco fratazzato poi dipinto di nero (a simulare l’ardesia).

Talvolta la pedata poteva sporgere anche da uno dei due lati, oltre la balaustra marmorea, per cui lo spessore era apprezzabile nella parte bassa mentre si saliva la scala. Lo spessore frontale della lastra poteva assumere due diversi tipi di curvatura: a toro (ossia a sezione semicircolare) o con una curva leggermente più piatta detta semianulare.

Quasi sempre le finiture superficiali erano realizzate mediante l’uso della martellina o, in alcuni casi, l’uso era abbinato a finiture a scalpello o raspe.

Va però precisato che anche le scale minori, ossia quelle di servizio, presentavano le medesime caratteristiche costruttive di quelle di rappresentanza soprattutto nella parte che riguarda la posa delle pedate.

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Galleria fotografica dell'utilizzo dell'ardesia nelle scale

Altra particolarità delle pedate è la lavorazione del piano di calpestio che avendo una funzione antisdrucciolo poteva assumere diverse forme: avere una picchettatura superficiale irregolare, con disegno caratterizzato da testate ad elementi mistilinei, con testate rettilinee, a righe parallele collegate sulle testate da semicerchi a forma concentrica, a righe parallele.

Per la realizzazione di queste finiture si faceva ricorso a strumenti specifici quali le gradine, martelline lisce e dentate, svariati tipi di scalpelli, denti di cane, sgorbie, frappine e martelline a bocciarda

L’importanza della lavorazione superficiale che aveva, appunto, il compito di non rendere scivolosa e quindi pericolosa la lastra era tale che quando la lastra progressivamente si usurava lo scalpellino era chiamato e riproporre la finitura superficiale nuovamente e ciò spiega anche l’importanza dello spessore della lastra (motivata proprio dalla riproposizione della lavorazione superficiale nel tempo).

Questa procedura, attuata ancora oggi, garantisce la conservazione del materiale specie quando legata ad un uso specifico.

L’uso dell’ardesia nelle scale continua oggi come in passato, la superficie può essere rifinita secondo le procedure di lavorazioni più comuni ossia a spacco, a piano di sega o può essere lasciata semplicemente levigata, le lavorazioni e rifiniture superficiali oggi seguono principalmente le logiche delle esigenze del mercato.

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